N. 5 - Anno VI - Settembre- Ottobre 2001 Indice giornale

Attualità

La partecipazione dei cittadini alla vita pubblica.

Si conclude la nostra inchiesta.

 
Stefano Galli

Durante questo ultimo anno ho cercato con i miei articoli di analizzare i motivi della scarsa partecipazione alla vita pubblica dei cittadini nel nostro territorio.  Bisogna dire innanzitutto che la società italiana in genere è molto cambiata negli ultimi decenni; nel dopoguerra l'unico svago di un certo rilievo era l'osteria, la militanza in un partito era una forma per confrontarsi e partecipare alla vita del paese.  Oggi oltre alle affascinanti tecnologie che ci spingono a non uscire di casa (prime fra tutte la televisione ed internet sul nostro computer) vanno sommate le innumerevoli attività culturali che il cittadino medio si può permettere e che un tempo praticamente non esistevano: associazioni di volontariato, sport di ogni tipo, corsi di ballo, lingue straniere,….  Non mi si fraintenda, non sto demonizzando nessun tipo di attività culturale, anzi le ritengo molto utili, volevo solo considerare il fatto che le attività in qualche modo legate alla politica hanno una notevole concorrenza.   Bisogna poi pensare che il benessere medio, le condizioni di vita e di lavoro sono notevolmente migliorate e le grandi masse hanno meno stimoli che animano la discussione.  Inoltre forse perché almeno in passato numerosi aspetti della nostra società venivano notevolmente politicizzati o per il tracollo  che hanno subito i partiti tradizionali dopo tangentopoli molte persone si sono allontanate non solo dalla militanza attiva, ma anche da altre forme di partecipazione come ad esempio le Consulte di frazione.  I principali partiti politici si sono già ristrutturati, divisi, ricreati a più riprese senza riuscire a smuovere troppo interesse in quanto almeno a livello locale ogni forza lamenta un calo di partecipazione.  Se è vero che il cittadino medio a Pianoro non è molto attivo politicamente e segue poco anche le questioni che lo riguardano più da vicino come le discussioni sul Piano Regolatore Generale è anche vero che quando si ritrova una situazione che gli crea problemi per risolverli non si rivolge ai tradizionali apparati seguendone i percorsi definiti, ma li scavalca presentandosi direttamente dall'Assessore competente o dal Sindaco.  Se poi la problematica è sentita da un maggior numero di persone si creano i comitati spontanei che fanno sentire la propria voce raccogliendo firme, organizzando manifestazioni di vario genere e coinvolgendo mass media come i giornali ed in alcuni casi la televisione.  Da questi aspetti si può dedurre che la gente al giorno d'oggi non ha né il tempo né la voglia di sorbirsi riunioni di ore che possono sfociare in un nulla di fatto, ma vuole snocciolare subito la questione e sapere se e quando sarà risolta.  D'altro canto spesso gli Amministratori non hanno a loro volta tempo (questo è quello che mi è sembrato di intuire nei miei colloqui, magari mi sono sbagliato?) di seguire tutti i problemi che vengono loro sottoposti, ma non vorrei che così facendo accontentassero solamente quei gruppi o cittadini che sono più abili a fare "rumore" creando i presupposti per instaurare un rapporto Amministrazione - cittadinanza sempre più conflittuale.  Oggi più che mai c'è bisogno di un cambiamento per far sì che la politica sia utile ed al servizio dei cittadini, non una fede religiosa come lo è stato per troppi anni in tutta Italia.  Sì, vabbé, ma come fare?  Bisogna innanzitutto che vi sia una volontà forte da parte di tutta l'Amministrazione di ridare fiducia al cittadino.  Cominciando ad esempio a realizzare la ristrutturazione della macchina comunale (esigenza che mi sono sentito esprimere da più partiti, dalle Consulte, da associazioni di volontariato, da numerosi cittadini,….) togliendo burocrazia nei rapporti, organizzando meglio gli uffici, facendo funzionare lo sportello unico per le imprese, l'ufficio relazioni pubbliche ed il difensore civico che da troppo tempo sono in esame.  Di prioritaria importanza è prendere in esame l'ufficio tecnico potenziandolo e dandogli maggiore appoggio e considerazione, analizzando i suoi problemi e cercando di capire perché molte persone dicono che non funziona correttamente.  Questo ufficio è uno dei più importanti del Comune in quanto si occupa di lavori pubblici e urbanistica.  Allo stato attuale delle cose penso che un altro utile mezzo per riavvicinare la gente alla vita pubblica sia quello di fare funzionare bene le Consulte di frazione.  Le impressioni avute quando scrissi l'articolo con i presidenti uscenti delle ultime Consulte non erano molto rosee: sembrava quasi che questi organismi fossero lasciati a se stessi.  Occorre che "il palazzo" decida in fretta cosa fare, se eliminarle oppure potenziarle magari ristrutturandole prendendo spunto da organizzazioni più vicine alle esigenze attuali come i comitati.  Manca un coordinamento fra le singole Consulte e fra Consulte ed Amministrazione, manca un Assessore che si occupi attivamente delle Consulte stesse dirigendo il loro operato, aiutandole a capire quali sono le problematiche sulle quali lavorare evitando loro di sprecare tempo su questioni inutili o di impossibile realizzo.  Occorre dividere le argomentazioni in due capitoli: 1) questioni politiche e grossi interventi come costruzione di strutture, case o opere pubbliche di rilievo; 2) problemini spiccioli di tutti i giorni, ma che migliorano la vivibilità del comune quali cancellazione di scritte, riempimento di buche, sostituzione di lampadine, riparazione di diverse strutture minori che dovrebbero essere compito dell'ufficio tecnico ed attualmente rappresentano gran parte delle argomentazioni di cui si occupano le Consulte.  Per quanto riguarda il primo punto l'Amministrazione dovrebbe poi fare sempre presente quali sono le variazioni a lavori di rilievo effettuate tenendo conto dell'apporto dei cittadini mentre per il secondo punto l'ufficio tecnico dovrebbe impegnarsi in tempo record alle piccole manutenzioni per porre rimedio a quelle brutture che danno molto fastidio alla gente e sono spesso ribadite dalle opposizioni.  La nuova Consulta dovrebbe impegnarsi molto ad ascoltare la voce dei ragazzi in quanto sono più puri e riescono a dire veramente cosa manca in una società; sono meno inquinati da meccanismi di simpatie politiche o risposte preconfezionate, dicono quello che pensano e questa è sempre un'ottima cosa.  L'impegno dovrebbe essere articolato su più fronti facendo sempre capire che l'opinione dei ragazzi è molto importante; i consultori dovrebbero cercare informazioni dai gruppi giovanili che già esistono come la Consulta giovani, dovrebbero muoversi all'interno delle compagnie come hanno fatto i componenti della Carovana Coop ed allo stesso tempo invitare i ragazzi a partecipare alle Consulte di persona, scrivendo o mandando messaggi di posta elettronica.  Se a questo punto l'Amministrazione riesce concretamente a fare un salto di qualità dimostrando che i problemi sollevati vengono presi in esame ed anche risolti sono più che convinto che la partecipazione aumenterà ed avremo un paese molto più vivo e soprattutto più vicino alle esigenze di tutti noi.  Dico questo perché almeno per i giovani se da un lato è vero che l'interesse politico è poco, è anche vero che se le soluzioni ai problemi arrivano prontamente l'entusiasmo da parte loro sarà proporzionato.  Penso che solamente una concreta spinta in questa direzione da parte della Pubblica Amministrazione, che in sostanza deve essere più ricettiva nei confronti dei cittadini, possa creare i presupposti per un'inversione di tendenza almeno a livello locale.  Certo è più facile non ascoltare e procedere con i propri progetti ed è anche pericoloso fomentare aggregazione in quanto poi ci si può trovare di fronte ad opinioni compatte e ben documentate che costringano l'Amministrazione a desistere dai propri propositi; se invece i cittadini non sono organizzati e si esprimono dicendo tutto ed il contrario di tutto è relativamente più semplice governarli senza creare astio e con la scusa pronta nel taschino: <<La riunione è stata fatta, ma non ha partecipato nessuno e poi non si capisce bene cosa la gente voglia. In questo ambito il nostro progetto è importante in quanto …… ecc ecc ecc>>.  Non erano i romani che dicevano dividi e governa?  E loro hanno governato parecchio.  Mi auguro non sia così.


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