| N. 5 - Anno VI - Settembre- Ottobre 2001 | Indice giornale |
La Posta |
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La mostra di Gianna Solmi a Vignola. |
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Gianna è sempre in scena. Il suo essere è gia teatro, senza copione, in natura; si muove, ti parla, lavora, c'è e non c'è, sparisce e riappare. Può essere ovunque, coinvolge ed implica. Gianna: la "magia" di questo attivo "vulcano" è la perizia capace di metterti davanti all'opera ed obbligarti a momenti- movimenti di pensiero che impongono in primis analisi della materia impegnata, in una invenzione tutta sua; un contenuto che da essa emana legato sempre allo spettacolo, che evidenzia anche una scelta sociale che è propria del suo fare. Tutto questo è palese nella mostra a Vignola al Salotto Muratori. Salotto forse un po' troppo carico di opere, per lo spazio concesso, ma dalla visita ne esci consapevole del fascino di queste opere costruite con un effimero scelto a mezzo magico di duraturi, indicativi pensieri. Anche il "Rosso di Pianoro" che incontriamo in una stanza come ti aspettasse per dirti: "Ci sono anch'io" rinnova, nel rivedere il suo sguardo triste- indagatore e spero anche ironico, una diversità di Maschera che è comunque, per essere proprio così, e per la sua storia raccontata da Gianna, un simbolo anch'egli del sociale. "Il Pane", appunto, storia sociale; il "Fiume della vita", "Guerre, guerre e guerre…perché?" ed il racconto- glossario sul cavallo, a cui l'autrice dedica alcune opere ed anche "Gente di Pianoro" confermano quanto dico dell'impegno "politico" della Solmi, che trasmette nelle opere una didattica raffinata di un fare- racconto- teatro dell'attualità del nostro vivere in questa epoca dell'Immagine e dell' Apparire che costantemente sovrastano l'Essere. Tutto questo coinvolge d'obbligo lo spettatore e insisto su spettatore e non visitatore in quanto la mostra di Gianna Solmi è proprio, nell'elemento cantore del suo palcoscenico, soprattutto: Poesia in scena.