N. 5 - Anno VI - Settembre- Ottobre 2001 Indice giornale

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La scuola e la sua riforma.

Ne parliamo con Vittorio Bigini responsabile dell'Istituto scolastico comprensivo (Scuola Materna, E

  Gianluigi Pagani

La scuola italiana ha affrontato negli ultimi anni alcuni importanti cambiamenti con riferimento all'autonomia delle singole scuole, agli accorpamenti di istituti, alla possibilità di creare percorsi formativi collegati con il territorio e l'ambiente sociale. Per meglio comprendere quale sia oggi la situazione della scuola, anche nel nostro Comune, e per conoscere chi si occupa dei nostri figli, abbiamo intervistato Vittorio Biagini, 48 anni, responsabile dell'Istituto comprensivo di Rastignano, che ha iniziato ad insegnare a 19 anni diventando direttore didattico a 32 anni, venendo destinato prima in Veneto, poi nella zona di Ferrara, per ritornare a Loiano ed infine a Pianoro. Ci può spiegare, innanzi tutto, cos'è un "istituto comprensivo" ? L'istituto comprensivo raccoglie in sé due importanti significati: uno amministrativo, inteso come riorganizzazione del sistema scolastico territoriale in senso verticale, comprendendo cioè in un unico istituto la scuola materna, la scuola elementare e la media. La seconda valenza è quella pedagogico-didattica: assegnando tutta la scuola di base ad un unico centro formativo è possibile realizzare quel raccordo curricolare, organizzativo e didattico che è premessa dei programmi dei tre diversi gradi scolastici ed è quindi possibile strutturare per i ragazzi un percorso formativo più omogeneo, coordinato. Nel comune di Pianoro, come in moltissime altre realtà del paese, ma non tutte, si è attuata questa riforma. Da poco tempo è stata inaugurata la nuova scuola elementare di Rastignano; alcuni hanno criticato la posizione e la mancanza di spazi verdi. Qual è il suo giudizio ? Questo edificio scolastico è veramente moderno e valido, con spazi adeguati per le classi, con i laboratori - ottimo quello di informatica utilizzato anche in orario serale -, con una palestra ampia e attrezzata, un refettorio accogliente, eccetera. L'unico difetto è certo la ridotta dimensione del cortile, per cui attualmente vengono utilizzati anche gli spazi del giardino di Villa Pini o adiacenti la Parrocchia di Rastignano. In futuro, forse, potrà essere allargato il  giardino utilizzando le  zone limitrofe. In questa scuola elementare ci sono 176 bambini, ed il trend è in crescita; le scuole materne, elementare e media, oggi, sono piene di bambini e complessivamente l'istituto ha 470 alunni. Qual è il rapporto fra la scuola, la famiglia ed i problemi dei ragazzi e dei giovani, tra cui la droga, il vandalismo, la mancanza di punti di riferimento …? Innanzi tutto devo dire che percepisco la situazione del disagio giovanile a Pianoro e Rastignano come non grave, rispetto ad altre realtà dell'hinterland bolognese, nonostante il paese si stia ingrandendo e ciò comporti inevitabilmente delle problematiche da parte dei ragazzi che non si <<sentono appartenenti alla comunità>>. Molto spesso anche i vandalismi sono episodi periodici di gruppetti di ragazzi, che poi, per fortuna, crescono. La famiglia e la scuola devono riuscire a lavorare insieme, e insieme anche con le altre realtà educative, culturali e ricreative, affinché la difficile adolescenza sia un tempo ricco di valide opportunità di sviluppo della socialità positiva. Alla scuola vengono affidati sempre tanti compiti, dall'educazione ambientale a quella stradale, a quella sessuale … e questi sono compiti importanti che accettiamo: sta scritto infatti nei programmi che nostro obiettivo primario è "la formazione dell'uomo e del cittadino". Non si deve tuttavia dimenticare che il nostro percorso principale, proprio verso quell'obiettivo di formazione, è quello di insegnare, cioè di dare al ragazzo le competenze culturali necessarie al proseguimento degli studi o all'inserimento proficuo nel lavoro: in questo modo principalmente la scuola lotta contro il disagio sociale. Nella frazione di Rastignano le situazioni di disagio, seguite dai servizi dell'ASL, sono veramente poche. In ogni caso a noi - a noi come scuola di Rastignano - piace riflettere in senso positivo e progettare attività scolastiche il più possibile interessanti e coinvolgenti . Su cosa si basa la vostra progettualità come scuola ? La riforma del sistema scolastico ha dato alle scuole l'autonomia, con la possibilità di inserire nel programma scolastico fino ad un 15 % di curricolo. Noi non abbiamo ancora definito parti di curricolo autonomo anche perché non siamo una scuola secondaria superiore che deve dare professionalità specifiche in relazione alle esigenze di professionalità del territorio; quando saranno definiti i curricoli nazionali (che sostituiranno i programmi) vedremo come inserire il 15% autonomo anche nella nostra scuola di base. Tuttavia le scuole dell'istituto comprensivo di Rastignano mettono in atto un piano di arricchimento dell'offerta formativa attingendo dai servizi extrascolastici offerti dal Comune, come l'educazione stradale o ambientale, la pratica sportiva e l'educazione alla creatività e alla produzione artistica, per dirne alcuni; e usufruendo delle competenze dei servizi sanitari, come i corsi per l'educazione alla salute dell'ASL, oppure utilizzando energie e risorse nostre, come i corsi per imparare il latino e per l'apprendimento di una seconda lingua straniera alla scuola media, o la psicomotricità nelle scuole materne, ove abbiamo anche un progetto di lingua inglese per tutti i bambini di cinque anni. In effetti gli alunni di Pianoro e Rastignano hanno un'offerta formativa molto ampia. Proprio in questi giorni e fino al 21 ottobre sono in mostra, presso i locali della Fornace, le attività grafiche, pittoriche e creative fatte dai bambini delle scuole materne di Pianoro, Rastignano e Pian di Macina, nell'ambito delle attività della scuola progettate insieme al Comune. Quale è un suo giudizio generale sulla riforma nazionale della scuola ? E' una questione molto complessa. Si è attivato un importante percorso che ha portato all'autonomia della scuola ed alla riforma dei cicli, quest'ultima momentaneamente sospesa per un anno dal Ministro della Pubblica Istruzione. Il Ministro ha comunque istituito una  commissione per la "correzione", non la cancellazione, di una riforma che il Ministro stesso ha dichiarato essere assolutamente necessaria. Uno degli aspetti certamente più importanti è il raccordo formativo tra l'ultimo anno di materna e la prima elementare e tra il ciclo elementare e le medie. Questo blocco a livello nazionale ha certamente causato un rallentamento anche nella progettazione in sede locale".

 


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