N. 6 Anno VI - Novembre/Dicembre 2001 Indice giornale

Ambiente

La rinascita di Rio Munazzano

Quando l'uomo può riparare il "danno" fatto.

 
Umberto Fusini

Poco tempo fa su quotidiani locali si è parlato di lavori fatti per la TAV (Tracciato Alta Velocità) in zone del nostro territorio e in particolare sulla zona della vecchia discarica fra i calanchi della valle Munazzano proprio al confine est del nostro capoluogo e dell'alto corso di rio Munazzano, e questa volta si sono dette cose positive (una volta tanto) che hanno dato una minima gratificazione a chi ha eseguito i lavori e anche chi a sua volta e a suo tempo, li ha avallati non prima però di avere imposto sostanziali correzioni (leggi l'amministrazione comunale).  Credo che, anche se non parliamo come al solito di cose che cambiano il mondo, sia uno dei fatti importanti almeno come esempio di come sia possibile, quando si riesce a dialogare magari con un pizzico di conoscenza, intervenire in modo positivo anche su zone di territorio che erano dotate di un certo pregio naturalistico, poi perso; perché pure se non ci sono stati stravolgimenti veloci nel tempo, azioni ripetute e indifferenti alla qualità ambientale, hanno cambiato in modo significativo e purtroppo peggiorativo quel determinato "ecosistema". Tanto per dire in modo capibile e confrontabile, oggi le arature non mancano e anche nei nostri calanchi chi lavora quei terreni (spesso) cerca ogni anno di aumentarne la dimensione e se questo entro certi termini può rientrare in una logica di "sfruttamento" del territorio, è invece sintomatico ed evidente che se si cambiasse il concetto da "sfruttamento" ad "utilizzo" muterebbero concetti di fondo che porterebbero ad avere una mano più delicata ed appropriata sul nostro suolo. Le arature che, di per sé, se fatte in modo corretto con anche gli "accessori" adeguati non sono deleterie, lo diventano quando invece l'incuria, l'indifferenza e spesso, l'ignoranza di chi le esegue, calca la mano. Perciò si vedono campi arati senza le canalette di scolo delle acque piovane, arature che vanno a chiudere i fossi o i rii, arature che arrivano fin sul bordo delle strade, arature che eliminano cavedagne (anche se sono presenti nei catastali) e altro ancora. Chi fa la strada della collina, Via Donini, tenga d'occhio  la valle di Rio Quercia Buca. potrà così contribuire alla sua salvaguardia, da chi anno dopo anno cerca di cambiargli il volto. Un buon lavoro invece, è stato fatto nell'alto Rio Munazzano, gli interventi TAV- CAVET, hanno fatto rinascere appunto, ciò che era stato ingiustamente e con poco riguardo seppellito; l'acqua è tornata a scorrere in un percorso di massi e piccoli salti creati con l'utilizzo dell'ingegneria ambientale (fin'ora molto in voga ma poco usata) che oltre ad avere un ottimo aspetto, in poco tempo offrirà spazi adatti a quelle specie animali che da lì sono state costrette a fuggire.   

 


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