N. 1 - Anno VII - Gennaio/Febbraio 2002 Indice giornale

Il Personaggio

LA VITA DALLE STELLE

Giordano Cevolani: uno dei maggiori esperti italiani di meteore e meteoriti.

 
Stefano Galli

Quotidianamente la nostra società ci pone davanti a valori e modelli tali per cui siamo portati a dar maggior risalto a soggetti che si propongono con impeto ed arroganza indipendentemente dal contenuto dei loro messaggi, mentre rimangono in ombra soggetti più discreti ma il cui contributo è di inestimabile valore.  E' il caso di Giorgio Cevolani, un pianorese molto speciale in quanto è uno dei maggiori esperti italiani di meteore e meteoriti.  Nato nel 1945 a Pieve di Cento è primo ricercatore del Consiglio Nazionale delle Ricerche, responsabile dell'unità operativa "Atmosfera Media e Meteore" e della base radar dell'Istituto ISAO a Bologna. E' membro di organismi scientifici internazionali e ha partecipato a progetti del Programma Nazionale di Ricerche in Antartide. Nel 1996 gli è stato intitolato un asteroide (6069), ha vinto due premi del Ministero Beni Culturali ed Ambientali per l'astronomia e la fisica, e nel 2000 gli è stato assegnato il prestigioso premio internazionale dell'Accademia delle Scienze Slovacca superando 28 concorrenti di 19 paesi. In quell'occasione, in suo onore sono stati cantati brani di opera lirica in italiano nella vecchia residenza del presidente della repubblica a Bratislava. Cevolani da più di trent'anni si occupa di fisica dell'atmosfera e di astronomia dei corpi minori del sistema solare, è impegnato particolarmente nella divulgazione e ricerca scientifica su testate nazionali ed internazionali pubblicando circa 200 lavori scientifici.  <<La divulgazione è uno degli aspetti principali della mia attività>> sostiene il nostro professore <<la conoscenza astronomica meriterebbe molta più attenzione di quella che l'italiano medio tende a darle.  E' anche per questo motivo che mi sono impegnato nella stesura di due volumi di saggistica attraverso i quali spero di condividere con altre persone il fascino e la magia che il cosmo regala agli astronomi>>.  Il primo volume in questione "Il cielo e le sue piogge" edito da Siaca Arti Grafiche è una guida alla conoscenza dei corpi minori del sistema solare e tratta di osservazioni astronomiche su questi corpi e sui composti organici in essi contenuti che avvalorano la teoria della vita arrivata sulla Terra a bordo di oggetti extraterrestri.  Il saggio parla poi del pianeta Marte e delle ricerche in Antartide.  La seconda pubblicazione "Renazzo, una meteorite racconta la nostra storia" sempre edita da Siaca Arti Grafiche e data alle stampe nel dicembre del 2001 tratta di una meteorite, caduta dal cielo nel 1824 a Renazzo presso Cento di Ferrara, considerata importantissima dagli astrofisici di tutto il mondo per il materiale extraterrestre di formazione anteriore al sistema solare rinvenuto al suo interno: è' un tipo rarissimo di condrite carbonacea che B. Mason e H. B. Wiik sulla rivista American Museum Novitates dichiarano essere sotto molti aspetti un caso unico.  <<Caro professore, se questa roccia è arrivata sul nostro pianeta da quasi due secoli, come fate a discriminare il materiale non terrestre da eventuali contaminazioni di sostanze terrestri dopo la sua caduta?>> un po' perplesso cerco di obiettare e Cevolani mi risponde che vi sono notevoli differenze fra queste rocce ed ogni tipo di roccia terrestre quali ad esempio le alte percentuali di materiali come il nichel o le leghe nichel - ferro non riproducibili neanche in laboratorio che presuppongono condizioni estreme di pressione e temperatura.  Dalle bozze del nuovo libro osservo le fotografie al microscopio elettronico a scansione (SEM) e rimango affascinato da un'esplosione di forme e di colori mentre apprendo che composti di carbonio, idrogeno, ossigeno e azoto, considerati i "mattoni primordiali" della vita sono presenti in alcune meteoriti.  La discussione si fa sempre più animata mentre sfoglio immagini di molecole bizzarre e strutture pluricellulari complesse; rimango colpito particolarmente da una figura tubolare <<…..ma questo è un verme>>.  Nella ricerca Antartica alcuni colleghi del professore hanno scoperto meteoriti con microfossili di probabile provenienza marziana che confermano l'esistenza in passato di vita sul pianeta rosso. Resta il fatto che gli antichi letti di numerosi fiumi hanno scavato in profondità il suolo marziano e la presenza di acqua ancora oggi nel suo sottosuolo è considerata cosa certa dalla scienza mondiale.  Quasi sicuramente le forme di vita di Marte sono state spazzate via da una pioggia di asteroidi caduta molto tempo fa e a testimoniare questi avvenimenti rimangono innumerevoli crateri. L'eventualità che alla Terra capiti la sorte di Marte anche se considerata remota non è tuttavia impossibile. Recenti studi hanno documentato che nell'ultimo mezzo miliardo di anni già 5 volte si è avuta una collisione con un grosso oggetto extraterrestre le cui conseguenze hanno comportato l'estinzione di oltre il 65% di tutte le specie viventi e che l'estinzione dei dinosauri  65 milioni di anni fa è stata solamente l'ultima e neanche la più grave se confrontata con quella del periodo Permiano (245 milioni di anni fa) che privò il nostro pianeta di ben il 96% delle forme di vita presenti a quel tempo.  Vengo così a scoprire che piccoli mammiferi abitavano la Terra ben 200 milioni di anni prima dei dinosauri, ma un paio di estinzioni di massa ne hanno sempre limitato l'espansione; poi venne il periodo dei grandi rettili e dopo l'ultimo impatto asteroidale i mammiferi trovarono le condizioni adatte ad un effettivo sviluppo su grande scala.  I pianeti del sistema solare si sono formati per aggregazione di materiali derivati dalla nebulosa primordiale.  Le varie forze gravitazionali portarono alla formazione dei pianeti a determinate distanze tra loro.   Secondo i ricercatori tali condizioni implicano che fra Marte e Giove dovrebbe esistere un altro pianeta che tuttavia non si è mai formato a causa delle azioni di disturbo della forte attrazione di Giove.  La mancata aggregazione ha fatto sì che in quella fascia di spazio sia presente una grande quantità di asteroidi in orbita attorno al Sole che urtandosi fra di loro cambiano orbita e vanno a costituire la stragrande maggioranza delle meteoriti ed asteroidi che intersecano l'orbita terrestre.  Alla periferia del sistema solare vi è un'altra fascia di corpi cosmici (nube di Oort) nella quale si calcola siano presenti 6.000 miliardi di comete ed asteroidi.  Il sistema solare ruotando all'interno della nostra galassia si allontana e si avvicina ad altri sistemi stellari e viene influenzato dalla loro forza.  In queste situazioni la fascia periferica detta nube di Oort può collassare sul sistema solare creando pericolosissime piogge di corpi cosmici; fortunatamente le forti gravità del Sole e di Giove ne attirano la stragrande maggioranza, ma qualche corpo a volte sfugge al loro controllo.  Così forse si è estinta la vita su Marte ed in più occasioni ha rischiato la Terra.  Difficile rendere per iscritto il fascino di una serata ad ascoltare Cevolani che parla di comete ed asteroidi; se questo articolo ha suscitato interesse, oltre ai suoi libri, potete visitare il sito www.isao.bo.cnr.it, selezionare la sezione research dove troverete sotto middle atmosphere and meteors notizie aggiornate sulle ricerche dello staff del professore.  Che dire ancora? Posso concludere con una frase cara a Cevolani: <<noi tutti siamo polvere di stelle>>.


Inizio Sommario