N. 1 - Anno VII - Gennaio/Febbraio 2002 Indice giornale

Attualità

Un corso di formazione tecnica a Pianoro?

Nostra intervista a Daniela Mignogna assessore comunale alla pubblica istruzione.

  Marco Malpensi

Anche a Pianoro, come nelle altre parti d'Italia ad elevato sviluppo industriale, le aziende hanno difficoltà a reperire mano d'opera qualificata; la cosa stride fortemente con la presenza nel nostro paese (soprattutto nel meridione) di una disoccupazione la cui dimensione è tale da costituire uno dei principali problemi sociali. Una delle ragioni che, insieme con la scarsa disponibilità di molti giovani a spostarsi e a svolgere lavori ritenuti di poco pregio, determinano tale contraddizione è costituita dallo scollamento che da molto tempo si è creato fra il nostro sistema scolastico e il mondo del lavoro. Escono dalla Scuola troppi giovani con titoli di studio che suscitano in loro grandi aspettative e non danno alcuna prospettiva di impiego specifico e un numero insufficiente di giovani in possesso di quelle conoscenze tecniche che servono per rispondere alle esigenze delle aziende che vogliono svilupparsi. Il nostro giornale ha già avuto occasione di trattare questo problema raccogliendo anche, da parte degli imprenditori locali, alcune proposte; in particolare ricordiamo l'auspicio di una iniziativa da parte dell'amministrazione comunale tendente a verificare la possibilità di istituire nel nostro territorio un corso di formazione tecnica. A questo proposito abbiamo voluto interpellare l'assessore alla pubblica istruzione Daniela Mignogna.

E' possibile ed opportuno far nascere a Pianoro un corso di meccanica o elettronica gestito da un qualche istituto pubblico o privato quale ad esempio una sezione staccata delle Aldini o dei Salesiani?

Il problema è di difficile soluzione; anche se non rientra strettamente nelle competenze dell'amministrazione comunale io ho provato ad affrontarlo incontrando difficoltà di tutti i tipi. Ma l'ostacolo più grosso è costituito dalla scarsa propensione dei giovani ad accedere ai corsi di formazione tecnica; alle Aldini di Bologna, per esempio, scarseggiano le iscrizioni.

Forse a Pianoro la situazione è diversa; un istituto tecnico potrebbe costituire un'attrattiva per i ragazzi (anche di Loiano e Monghidoro) che per fare altri studi sono costretti al disagio di andare a Bologna. Sarebbe interessante fare una indagine conoscitiva della situazione.

Si; possiamo vedere, insieme con le direzioni scolastiche locali, se è possibile fare un questionario da sottoporre ai ragazzi di terza media e alle loro famiglie. Per quanto mi riguarda posso prendere contatto con i presidi delle scuole superiori di Bologna per conoscere il numero di studenti pianoresi che frequentano i vari istituti tecnici e licei. Solo con tutti questi dati in mano sarà possibile affrontare seriamente il problema.

A Loiano c'è una sezione staccata dell'istituto tecnico agrario Serpieri di Bologna. Probabilmente, rispetto al passato, sono diminuite le necessità di periti agrari e sono invece aumentate le necessità di tecnici meccanici ed elettronici anche a Loiano e Monghidoro oltre che a Pianoro. Una diversa destinazione di tale istituto potrebbe preparare i tecnici che servono all'intera vallata.

L'istituto Serpieri che fa capo al ministero della pubblica istruzione è governato da una burocrazia dotata di scarsa flessibilità. Penso comunque che valga la pena fare una verifica della situazione.

Il ministro della pubblica istruzione Moratti si accinge a varare una riforma che dovrebbe introdurre notevoli modificazioni per quanto riguarda la formazione professionale.

Credo che sia ancora presto per parlarne. Il progetto di riforma è ancora oggetto di discussione anche all'interno del governo. Mi riservo, anche attraverso il vostro giornale, di esprimere il mio punto di vista quando i termini del progetto di riforma saranno maggiormente chiariti.

 


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