| N. 1 - Anno VII - Gennaio/Febbraio 2002 | Indice giornale |
La Posta |
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I SOLDATI PIANORESI MORTI NELLA GUERRA 1915-1918 |
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Nel corso della prima guerra mondiale, il numero dei soldati caduti, per la sola provincia
di Bologna, fu di 10745. Di questi, 188 abitavano a Pianoro ed erano tutti giovani di età
compresa fra i18 ed i 42 anni.
La maggior parte morti in combattimento sul fronte alpino orientale. Molti altri, avendo
contratto una malattia inguaribile nel corso del conflitto, perirono in qualche ospedale militare o civile di Bologna o di altre città italiane.
Parecchi furono poi coloro che morirono in prigionia, all'interno dei campi di concentramento tedeschi e austro-ungarici. Vanno inoltre ricordati 25 dispersi, che le fonti ufficiali inseriscono però nell'elenco dei caduti, poiché non fecero più ritorno. Fra i soldati pianoresi uccisi, i più erano impiegati nel settore agricolo, ma parecchi erano anche gli artigiani (principalmente muratori e falegnami) e gli operai. Molti dei giovani caduti erano ancora celibi, ma, tra coloro che avevano già oltrepassato la trentina d'anni, si registrano anche casi di soldati che lasciano cinque o più figli orfani! Un ultimo doloroso aspetto di questo triste elenco è costituito dal fatto che almeno una dozzina di famiglie venne privata di due fratelli; in un caso, anzi, i fratelli morti furono addirittura tre: Augusto, Primo e Santino Benni, figli di Vincenzo, abitanti a Guzzano.
L'elenco dei caduti può essere consultato presso le biblioteche comunali ed il Centro Storico Documentale di Rastignano. La fonte di cui mi sono servito è I'opera: "I morti della provincia di Bologna nella guerra MCMXV-MCMXVIII", Ufficio Centrale Notizie, Bologna,Tipografia Paolo Neri, 1927, pagg. 903.
L'idea di intraprendere la ricerca mi è venuta rammentando i racconti di guerra narrati da mio nonno Vincenzo Rocca, Cavaliere di Vittorio Veneto. Ebbe la sventura, comune a milioni di suoi coetanei, di essere giovane all'inizio di uno dei più sanguinosi conflitti della storia umana; ebbe la fortuna, diversamente da tanti suoi compaesani, di poter ritornare a casa vivo e sano, a raccontarci delle battaglie combattute sul Podgora, sull'Isonzo e agli altipiani di Asiago.
Davide Rocca