| N. 1 - Anno VII - Gennaio/Febbraio 2002 | Indice giornale |
Attualità |
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Le consulte di frazione. |
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Ne parliamo con Umberto Magnani presidente della consulta di Pianoro V., Guzzano, Livergnano. |
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| Marco Malpensi | |
Fin dal 1970 l'amministrazione comunale di Pianoro ha cercato di coinvolgere i cittadini nella vita pubblica attraverso la creazione di un punto di riferimento istituzionale nelle frazioni: dapprima i consigli di frazione, poi i consigli di circoscrizione, e infine le consulte di frazione. Tali istituti, pur con notevoli differenziazioni nei tempi e nei luoghi, hanno sempre avuto difficoltà di funzionamento. Quelli attualmente in carica sono insediati da 2 anni ed è ormai tempo di una verifica del loro operato. L'occasione ci è data da un incontro avuto col presidente della consulta di Pianoro V., Guzzano e Livergnano Umberto Magnani che è un personaggio noto ai nostri lettori per essere anche il fondatore di “Winter Line”, il museo della 2° guerra mondiale di Livergnano di cui il nostro giornale ha ampliamente parlato; quale rappresentante del museo ha avuto occasione di vivere i tragici avvenimenti dell'11 settembre scorso a New York dove era stato invitato dalla associazione dei reduci americani di cui è, insieme agli altri curatori del museo, socio onorario. Ma veniamo alle consulte e sentiamo cosa ne pensa il nostro Umberto Magnani.
Ci descriva la vita delle consulte.
E' una vita grama; almeno per quanto riguarda la consulta che io presiedo. Per quanto ne so credo che anche per le altre le cose non vadano molto meglio. La consulta dovrebbe costituire un raccordo fra la gente e l'amministrazione comunale ma i cittadini non hanno fiducia e quando li chiamiamo a discutere non vengono. Abbiamo provato anche a tenere aperta la nostra sede un'ora tutte le domeniche mattina ma non abbiamo ottenuto risultati di partecipazione apprezzabili.
A me è capitato di venire alla vostra consulta per partecipare alla discussione del bilancio di metà mandato della giunta e di trovare la sede chiusa…
Quella volta si trattò di un disguido che non fa storia.
Quali sono i problemi che trattate?
Sono generalmente problemi spiccioli quali necessità di manutenzione delle strutture comunali, opportunità di mettere cartelli segnalatori…; problemi che noi riportiamo all'amministrazione comunale. Oppure si tratta di organizzare dibattiti su grosse questioni come il PRG con la presenza del sindaco o di assessori.
Ma i problemi spiccioli i cittadini possono rappresentarli direttamente alla amministrazione comunale e i dibattiti con esponenti della giunta potrebbero essere organizzati da questi ultimi nelle frazioni anche senza l'intervento della consulta.
E' vero; ma la consulta dovrebbe, quando ci riesce, fare una sintesi dei problemi dei cittadini e sviluppare con loro un punto di vista della frazione.
La mia impressione (e la mia preoccupazione) è che le difficoltà incontrate dai componenti delle consulte creino in loro un senso di frustrazione che può finire per allontanarli dalla vita pubblica. Si tratta di persone che hanno voglia di impegnarsi e il cui contributo è prezioso per la nostra comunità.
Noi, almeno fino ad ora, non abbiamo intenzione di mollare; ultimamente abbiamo pensato di cercare un maggiore contatto con i cittadini partecipando, insieme alle associazioni di volontariato, all'organizzazione di avvenimenti pubblici.
Io vi faccio i miei complimenti e i miei auguri di buon lavoro. Penso comunque che forse è arrivato il momento di un ripensamento della funzione e del ruolo delle consulte.
Lo penso anch'io.