N. 1 - Anno VII - Gennaio/Febbraio 2002 Indice giornale

La Posta

Grazie papà e arrivederci


Caro papà, non ci sei più, tu che eri il mio punto di riferimento, il mio più caro amico,  il mio angelo custode.

Come farò, papà, a sopportare questa sofferenza, questa angoscia che sento dentro al mio cuore ?

In queste irreali giornate che, nonostante la tua mancanza, trascorrono nel modo più normale possibile, penso a quanto sono stata fortunata ad averti come papà.

Eri un uomo di una certa età, cresciuto in un'epoca nella quale i sentimenti non si manifestavano; ma tu, papà, eri un gran coccolone: chiamavi Virginia "tesorino", e ci auguravi tutte le sere di fare sogni d'oro e d'argento.

Mi sei stato vicino quotidianamente, mi aiutavi in tutto, sia materialmente: facendomi la spesa, preparandomi un pranzo speciale, portando in giro Matilde o Titti; ma anche moralmente: sostenendomi e incoraggiandomi quando ero in difficoltà, consolandomi se ero triste, facendomi compagnia e scherzando con la tua simpatia.

Il tuo pensiero principale era la felicità della tua famiglia: tua moglie, i tuoi due figli, i tuoi tre cari nipotini. Per noi eri sempre disponibile, tanto che la maggior parte delle volte ci anticipavi, non facevamo in tempo a chiedere che tu già avevi fatto, e ogni tuo gesto ci faceva sentire amati.

Si, caro papà, sei stato un uomo davvero speciale e mi hai fatto sentire una figlia altrettanto speciale. Mi manchi. Piccole consolazioni, la certezza di aver ricambiato il tuo affetto, la consapevolezza di avere dentro di me la tua essenza che sarà mio compito infondere a Virginia, Matilde e anche a Niccolò e la speranza che da dove sei continuerai a starmi vicino.

                                                                             Nicoletta Nannetti


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