| N. 2 Anno VII - Marzo/Aprile 2002 | Indice giornale |
Attualità |
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LA CASA DEL POPOLO |
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Stefano Galli |
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Le voci che da diversi anni circolano per il paese su una possibile vendita di parte o di tutta la proprietà della "casa del popolo" pianorese ed il silenzio ufficiale dei Democratici di Sinistra pianoresi mi hanno spinto ad approfondire l'argomento. La struttura contiene le sedi di alcuni partiti e sindacati, una sala, l'Arci Bocciofila ed i suoi impianti sportivi, un campo da basket e calcetto, un bar. Quello che leggerete di seguito è un sunto delle informazioni fornitemi da Giampietro Sarti e Franco Dini della Arci Bocciofila, Ernesto Rocca segretario della sezione pianorese di Rifondazione Comunista, Libero Michelini dell'immobiliare legata ai DS che gestisce la struttura e Stefano Federici segretario della sezione di Pianoro Nuova dei DS. <<La Casa del Popolo pianorese>> sostiene Federici <<non viene assolutamente venduta, la vendita riguarda solamente il terreno dove attualmente vi sono i campi da bocce e la pista polivalente>>. Con il nuovo piano regolatore l'edificabilità di questo appezzamento si è ridotta da un indice di 0,80 all'attuale 0,50 e la destinazione è variata da produttiva a residenziale. I fondi ricavati dalla vendita andranno utilizzati per ristrutturare lo stabile e per fronteggiare i debiti dell'immobiliare mentre i DS contribuiranno concretamente al trasferimento della bocciofila al centro Primo Maggio dove il Comune ha previsto la realizzazione dei nuovi campi. Ernesto Rocca di Rifondazione Comunista sostiene che non è scontato il passaggio dell'Arci nel cuore dell'insediamento Martino in quanto molti abitanti delle case attorno al Primo Maggio si sono lamentati per il rumore delle feste estive all'aperto e stanno raccogliendo firme per protestare. Michelini mi informa che il problema verrà risolto con una rete di pannelli antirumore. Rifondazione dice che la proprietà delle case del popolo era del PCI; sciolto il partito che ha dato vita agli odierni DS ed a Rifondazione la proprietà è rimasta tutta dei DS. Per quanto riguarda Pianoro Ernesto rivendica una proprietà morale di tutta la cittadinanza in quanto la storia della struttura di via Grillini è stata scritta anche col sudore ed il tempo libero di persone che attualmente non si riconoscono più nei DS. <<Abbiamo chiesto il primo dicembre tramite lettera un incontro con l'immobiliare e con la sezione pianorese del partito della quercia per fare chiarezza sulla vendita e non ricevendo risposte abbiamo sollevato l'argomento in Consiglio Comunale, ma anche in tale sede non siamo rimasti soddisfatti, l'operazione si sta svolgendo nel più totale silenzio>> dice Ernesto Rocca. Secondo Federici dei Democratici di Sinistra bisogna tenere presente che Rifondazione Comunista non accettando il processo di trasformazione che era in atto nel PC è uscita dal partito: <<Le due formazioni politiche a suo tempo hanno deciso a livello nazionale come spartire il patrimonio che era composto anche di debiti, quindi i beni attuali dei DS non appartengono a nessun altro partito>>. Michelini dell'immobiliare mi spiega effettivamente l'evolversi della situazione che comprende il modo di gestire il patrimonio da parte del partito su tutto il territorio nazionale: <<Si è sempre pensato quasi esclusivamente al valore sociale delle strutture dando spazi ad associazioni senza preoccuparsi troppo del relativo affitto, inoltre le normative sulla sicurezza che prevedono di mettere a norma tutti gli impianti, i servizi, le cucine e quanto altro impongono spese notevoli di ristrutturazione>>. Il partito ha lanciato un piano di riqualificazione triennale che prevede una situazione di bilancio provinciale a pareggio nel 2006 e si sviluppa mettendo a reddito i suoi immobili, ristrutturando ed affittandone alcuni e vendendone altri. Ma torniamo alla situazione pianorese. <<Abbiamo seguito la trattativa discutendone a livello di partito ed incontrando il barista e le organizzazioni che utilizzano la Casa del Popolo ribadendo dall'inizio che non avremmo abbandonato a se stesso nessuno>> assicura Federici <<trattando con eventuali acquirenti abbiamo sempre posto queste condizioni>>. Franco Dini presidente della bocciofila ribadisce che l'immobiliare li ha tenuti informati dell'evolversi della vicenda. Federici dice che la segreteria locale dei DS non ha mai pensato di rendere pubblica la questione in quanto si è prolungata per anni durante i quali il partito della quercia ha incontrato diversi acquirenti e discusso numerose soluzioni per cui la trattativa non è mai stata ad un punto definitivo ed eventuali riunioni informative o articoli avrebbero espresso una situazione in via di sviluppo. Ora che la questione si è definita i DS hanno indetto una riunione aperta agli iscritti ed a tutti i cittadini tenutasi la sera del 21 febbraio all'interno della Casa del Popolo alla presenza di un nutrito pubblico. La riunione vivace, a tratti forse anche troppo, ha visto intervenire persone legate ai DS, a Rifondazione ed alle associazioni interessate. Libero Michelini in sostanza ha relazionato la situazione espressa in questo articolo ribadendo che le associazioni verranno interpellate e rese partecipi anche della ristrutturazione dello stabile. Esponenti di Rifondazione hanno mosso accuse pesanti al partito della quercia definito partito azienda che si preoccupa di più dei soldi che di ascoltare la base sollevando il dubbio della speculazione edilizia, della non trasparenza nei confronti dei cittadini (quest'ultima cosa ribadita anche da un DS) e calcando la mano sul fatto che la riunione è stata fatta grazie alle pressioni che Rifondazione ha fatto affiggendo cartelli di protesta davanti alla Casa del Popolo. Il Sindaco ha ricordato che la vendita con l'attuale Piano Regolatore che prevede un indice di 30 punti inferiore al precedente dovrebbe togliere dubbi su speculazioni edilizie. Vari esponenti dei DS hanno risposto alle polemiche di Rifondazione rivelando un certo atrito fra i due partiti ed i toni dei discorsi si sono accesi su spese arretrate e debiti del vecchio PC. Il tesoriere dei DS di Pianoro afferma che la Casa del Popolo pianorese ha un costo complessivo di 22 milioni di lire annue ma le entrate superano le uscite. Conclude gli interventi Mauro Roda tesoriere provinciale dei DS spiegando che il debito del giornale l'Unità era di 191 miliardi di lire nel 1991 e che gli immobili del partito nella provincia hanno un costo fisso annuo complessivo di circa 550 milioni di lire. Sale inutilizzate e grandi bar hanno portato molti dei singoli bilanci in negativo aggravando ulteriormente la situazione e costringendo il partito a vendere circa metà del patrimonio provinciale. Roda dice che il mondo è cambiato, ci sono altre realtà di volontariato oltre ai partiti e bisogna per forza di cose guardare i bilanci altrimenti i debiti non fanno che aumentare fino al collasso. Personalmente penso che la Casa del Popolo appartenga ai Democratici di Sinistra e reputo indispensabile il cambiamento nella gestione del patrimonio che fra l'altro sembra attuarsi in modo coscienzioso, tuttavia non ritengo giusto non aver dato risposta alle richieste di informazione di Rifondazione, inoltre avendo i DS pianoresi un giornale locale di partito ritengo sbagliato non aver detto nulla di cosa ha bollito in pentola durante questi anni, se la situazione era in via di sviluppo bastava sottolinearlo, non ci vedo nulla di male. Queste sono le notizie in mio possesso al momento della chiusura dell'articolo avvenuta a metà marzo, eventuali nuovi elementi affiorati in seguito per forza di cose non sono qui riportati.
SCHEDA:
di Stefano Galli
L'antica Casa del Popolo situata nello stabile dell'attuale cinema Igea fu costruita nell'immediato dopoguerra con pietre recuperate dalla distrutta Pianoro Vecchia, sabbia del Savena e tanto olio di gomito volontario da parte di molti pianoresi ed in particolare di militanti dell'allora Partito Comunista Italiano. In un secondo momento venne venduta la struttura del cinema per preparare una nuova costruzione adiacente alla precedente e così nei locali dell'attuale assicurazione SAI prese vita il circolo Arci con bar, sala tv importantissima per quel periodo, radio, tavoli per giocare a carte ed al piano terra dove attualmente risiede il negozio alimentare Despar era situata la sala biliardi. In un secondo tempo il locale venne destinato alla prima coop alimentare pianorese ed i biliardi furono portati al primo piano. Per gestire il proprio patrimonio nazionale il PCI fondò delle immobiliari con competenze a livello delle singole province. Nel 1970 circa le esigenze di espansione della coop ed altre vicissitudini portarono alla vendita dello stabile preparando una nuova coop alimentare all'incrocio delle vie Risorgimento e Bolognesi ed una nuova Casa del Popolo in via Grillini. L'associazione che maggiormente si mette in risalto per numero di iniziative e gente che vi partecipa è attualmente l'Arci Bocciofila. Nata nel 1983, dal 1991 passa al gruppo che tutt'ora la gestisce apportando nel tempo innumerevoli modifiche agli impianti, alle stanze interne e realizzando la cucina esterna, il tutto collaborando con i DS e tramite lavoro volontario ed autofinanziamenti proponendo durante l'anno cene, tombole, gite, briscolate. Chiunque in estate può constatare in ogni serata la presenza di centinaia di persone negli spazi aperti della bocciofila. Gianpietro Sarti mi fa presente che le persone che hanno contribuito sono state innumerevoli, ma senza far torto a nessuno vuole ricordare il particolare impegno di Rauno Spaggiari e Giancarlo Negroni detto "Dida" scomparsi alcuni anni fa.