| N. 2 Anno VII - Marzo/Aprile 2002 | Indice giornale |
La parola ai bambini |
|
Maghi streghe fate ... Racconti per fantasticare. |
|
Classe 4°B a tempo pieno di Pianoro Capoluogo |
|
Marta Rocca |
|
Fino a ieri ero una bambina, oggi sono una piccola strega. Abito all'inizio di un paese, o meglio una frazione, di nome Rastignano, in una piccola casetta.
- Studiare la "stregoneria"? - ho esclamato - L'ho trovato nella posta.
- Roba da matti! - mi ha risposto la mamma.
- Qui dice che ci si riunisce a mezzanotte sul monte Stregato - ho letto io e… poi ho aggiunto: - Finalmente!
La mamma mi ha dato il permesso e così, con la mia scopa e con la compagnia di Giorgio, il gufo, sono partita per andare là, in quel luogo stregato, all'ora indicata.
Siamo arrivati e…
- Oh, per mille topi puzzolenti, quante streghe! - ho bisbigliato, un po' sbalordita.
Ho preso posto e finalmente è iniziata la lezione.
- Non sono ammesse streghe di nove anni! - mi ha sussurrato con voce stridula e sgradevole strega Superba - L'età minima è dieci anni!
- Un anno in più o un anno in meno non conta - le ho replicato.
- Passerai la notte a preparare dolci per domani, visto che ci sarà l'ammissione alla "stregoneria" - ha aggiunto aliziosamente strega Invidiosa.
Ma io non avevo nessuna intenzione di preparare dolci.
Dato che non ero del parere di accettare ordini da nessuno e in modo particolare da quelle malefiche streghe, pronunciai una formula magica e……… p i f, p u f, p a f….. mi sono trovata con una biro in mano sopra la sedia di scuola ed ero circondata dai miei compagni di classe, mentre la maestra mi guardava sorridendo.
Giulia Feletti
Un giorno, una fata un po' strana mi appoggiò la mano sulla spalla destra e disse: " Pimpolo pampolo parampampù! ".
La ripetè due o tre volte e sentii una leggera scossa attraversarmi tutto il corpo.
Mi chiese di alzare la mano, con le dita aperte, e aggiunse:
" Sara, ripeti la formula!".
Io ubbidii. Ero davanti alla mia scrivania e dovevo terminare i compiti. Mi "posizionò" la mano sul quaderno e subito la biro si alzò e si mise a scrivere da sola.
- Stupendo, mitico! - pensai.
Potevo finire i compiti o altro prima di tutti e senza sbagliare!
Portai fuori il mio cane Lilly e approfittai per apportare qualche cambiamento: innanzitutto pensai di aggiungere gli scivoli, le altalene, i cerchi e altri giochi per i più piccoli, un bar, più negozi, più servizi di corriere o autobus nella piccola piazza di " La Guarda"
Approfittando sempre di questa grande "stregata" capacità, escogitai altre idee, come quella di mettere dei bidoni del "rusco" più vicini alle case, e quella di inventare un posticino dove i cani possono fare i "bisogni" senza che nessuno li raccolga o li pesti.
E perché non pensare a quando nevica? Che ci mandino pure qualcuno a spalare la neve, perché il giorno dopo si è già "trasformata" in ghiaccio e non si riesce a camminare!
Poi , con l'andare del tempo, vorrei fare altre magie per migliorare la VITA nella frazione in cui abito.
Speriamo che i "poteri" ricevuti dalla fata buona non svaniscano nel nulla.
Sara Misto
Ho sempre desiderato tantissimo essere un mago e fare magie di ogni genere. Ad esempio, a scuola, potrei stregare la penna in maniera che faccia i compiti al posto mio e, se ce ne sono, anche i compiti a casa.
La biro rossa, invece, andrebbe in giro a punzecchiare quelli che mi sono antipatici. Poi, a ricreazione, potrei montare la mia scopa parlante, che mi chiederebbe: "Dove andiamo di bello oggi?"
"Facciamo un giro sul tetto!" risponderei io.
Allora potrebbero succedere tante cose!!!
La mia scopa spicca il volo e oltrepassa i capannelli di bambini che giocano e litigano, per poi salire a un'inclinazione di quasi novanta gradi, con l'aria che mi scompiglia i capelli. Poi quel momento di quiete passa bruscamente: sento lo strillo di un impiegato della segreteria, Alfredo, che mi vede sorvolare i comignoli e, sempre urlando, entra da una porta-finestra e si precipita in segreteria gridando:
"C'è una scopa volante e sopra c'è uno studente! Non è regolare! Abbiamo mai avuto un permesso da parte dei genitori?!".
La sua voce si affievolisce in lontananza.
Sparisco magicamente appena in tempo: Alfredo torna scortato dalla segretaria e…
"Il direttore!" mormoro.
"Ecco, è lì che l'ho visto!" esclama Alfredo.
La segretaria, dall'aria severa con gli occhiali, se li toglie, li pulisce, li inforca di nuovo e dice:
"Sarà, ma io non vedo niente"
"Mia cara signora" sbotta allora Alfredo "perché crede di portare gli occhiali, allora?!?"
"Calma!" interviene il Dirigente Scolastico " Signor Alfredo, si sarà sbagliato!"
"Macché sbagliato!" fa il povero applicato " Ho visto quel tizio sulla scopa chiaro come il sole…"
Il capo d' Istituto lo interrompe:
"Basta così! Tutti in ufficio!"
Io sospiro di sollievo e, sempre invisibile, scendo dal tetto a atterro dolcemente.
Mandolino Giovanni