N. 2 Anno VII - Marzo/Aprile 2002 Indice giornale

La Posta

La legge finanziaria e la riforma Moratti.

Che ne sarà, anche a Pianoro, della Scuola.


Non è più rimandabile il coinvolgimento  pieno delle famiglie su quanto sta avvenendo nel mondo della Scuola a livello nazionale e che inevitabilmente si ripercuote anche a livello locale.

E' importante precisare che, nonostante la legge Finanziaria abbia posto il tetto del 6% che induce alla riduzione del bilancio corrente per riportarlo sulla soglia prescritta,  non è stato applicato da parte della nostra Amministrazione nessun taglio al bilancio della Scuola. Questa scelta ci contraddistingue ed evidenzia lo sforzo economico per poter consentire il buon funzionamento delle strutture scolastiche, dei servizi a domanda individuale, del sostegno all'handicap e fornire altresì  proposte formative, che vanno a sommarsi ai Piani di Offerta Formativa delle Scuole, nella convinzione che tutto quello che riguarda  la crescita culturale, formativa, sociale dei nostri  bambini e ragazzi, debba avere una priorità  di scelta.

Nonostante questa ferma determinazione politica, bisogna rendersi conto che non compete solo alle amministrazioni comunali l'aspetto didattico- formativo degli studenti; è evidente e imprescindibile che il ruolo principale per questa funzione è compito del Ministero della Pubblica Istruzione. Ed è appunto questo il problema che vogliamo esaminare.

Questo Governo sta tentando di smantellare il monopolio della Scuola Pubblica, riducendone le funzioni al minimo vitale, impoverendola e dirottando al mercato privato la domanda sociale.

Non vi è un riequilibrio tra pubblico e privato, ma esiste un misto anche dentro la scuola stessa, che appalta a privati e ad agenzie formative alcune funzioni .

Quando andranno a regime i tagli  della legge Finanziari sulla scuola, e cioè circa tra un paio di anni, ci sarà una ondata di nuovi servizi che dovranno integrare le lacune scolastiche e che invaderanno i Comuni, ai quali gli stessi non potranno rispondere per mancanza di risorse; e questa è una delle mie principali preoccupazioni per il nostro territorio.

La nostra Regione è stata promotrice di politiche per la scuola della infanzia che viene di fatto demolita dal taglio sugli organici, a fronte di un aumento demografico della popolazione. Nelle proiezioni si verificherà che per tre anni i pensionamenti degli insegnanti non verranno rimpiazzati e le  classi aumenteranno fatalmente di numero di studenti.  In questi ultimi due anni abbiamo aperto a Pianoro un'altra sezione di nido, una nuova scuola elementare a Rastignano, e la nuova scuola Materna del Gualando, di prossima apertura che, al momento attuale, non sappiamo ancora se potrà avere l'autorizzazione del Provveditorato e l'organico necessario per il funzionamento, condizioni senza le quali la scuola non aprirà. I cittadini devono sapere che la responsabilità di questo non è del Comune!

Anche le comunità di stranieri saranno penalizzate perché i fondi per i corsi di lingua e dei mediatori culturali  diminuiranno.

La nostra Regione è sempre stata all'avanguardia nell'inserimento e nell'integrazione degli studenti disabili e la scelta educativa riduceva il sostegno scolastico, affinché l'alunno trascorresse la maggior parte del tempo con la classe e con gli insegnanti della stessa. Ma ora succederà che bambini e ragazzi disabili inseriti nel percorso scolastico e/o formativo si ritroveranno con circa la metà degli insegnanti di sostegno statale che attualmente sono in organico: la qualità del servizio dato a questi studenti sarà assolutamente insufficiente, così come saranno ridotte le possibilità di integrazione con la classe, la quale sarà in corsa , con i pochi mezzi a disposizione,  ad assolvere ai programmi ministeriali.

Si intuisce che tutto questo ricade come sempre su chi è già penalizzato su tutti i fronti. Come amministrazione ci siamo impegnati fino ad ora, e continueremo a farlo, a sopperire a queste macroscopiche carenze con personale educativo specializzato; tutti i  bambini portatori di handicap fisici o cognitivi sono efficacemente supportati già dall'asilo e fino alle superiori.

Si aumenta il parametro degli alunni per classe ove le strutture lo reggano, ma questo implica che se gli edifici non sono idonei a contenere queste disposizioni, l'Amministrazione comunale non potrà dare risposte sulle scuole della infanzia.

Sul Tempo Pieno delle elementari ora la situazione è tamponabile sul nostro territorio, ma la richiesta di questo orario è in forte crescita (circa il 60%) e se i pensionamenti degli insegnanti non saranno rimpiazzati, a breve si avranno classi sempre più numerose in  questo sistema scolastico.

Nella scuola media calano gli insegnanti ed aumentano gli alunni per classe anche in presenza di handicap, e lo stiamo già vedendo a Pianoro; questo porta anche, come dicevo prima, ad un abbassamento della qualità della offerta formativa per i ragazzi più deboli e disabili in particolare.

Nella scuola media superiore  le classi saranno obbligatoriamente di almeno 25 ragazzi; verranno  tagliate le esperienze di laboratorio, caratteristiche di una scuola di qualità, e l'orientamento, sia scolastico che lavorativo,  sempre per la riduzione degli organici,

Addirittura stiamo già scontando il fatto che non vengono date le supplenze e che queste ultime sono affidate al personale interno,  e, ove si tratti di poche ore , anche accorpando le classi o,  la classe rimane  persino scoperta.

Anche il  Personale A.T.A. (quello denominato fino a poco tempo fa "bidelle") ha subito dei ridimensionamenti numerici e le ripercussioni si vedranno soprattutto nella scuola della infanzia ed elementare.

Questi cambiamenti si verificheranno gradualmente e l'impatto non sarà così immediato, come si può intuire, ma la ricaduta sarà senz'altro dolorosa e pesante ed è ora che anche a Pianoro si formino dei gruppi di genitori, insegnanti o comunque persone interessate al futuro scolastico dei nostri ragazzi , perché bisogna fare sentire la voce non solo dei politici locali o nazionali,ma anche quella delle famiglie che di fatto si troveranno in prima linea su questo problema.

Voglio esortare caldamente alla partecipazione attiva le persone coinvolte in questo processo di cambiamento, con la convinzione che adesso si rende necessario e indispensabile il contributo di tutti, se davvero vogliamo una scuola migliore.

 

Daniela Mignogna

Assessore comunale alla Pubblica Istruzione

 


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