| N. 2 Anno VII - Marzo/Aprile 2002 | Indice giornale |
Notizie |
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L'assassinio Marco Biagi |
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Umberto Fusini |
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Il professor Marco Biagi era anche un cittadino di Pianoro; chi non lo sapeva in questi giorni se ne sarà accorto passando sulla statale a Pianoro Vecchia, nel vedere sul cancello verde dei mazzi di fiori e dei fogli di carta lasciati da mani amiche che vogliono ricordare la sua esistenza e il suo grande impegno sociale. In quella casa di famiglia, tutti gli anni passava i mesi estivi e a volte lo si vedeva accompagnare i figli alle attività parrocchiali oppure alla uscita della messa, altre volte ancora caricare o scaricare la sua bicicletta dall'automobile (una modesta FIAT) quando arrivava da fuori. Essendo un uomo molto discreto solo pochi sapevano chi era, anche se l'ultimo periodo passato a Pianoro Vecchia non era più così anonimo; la scorta armata che allora aveva, di fatto aveva pure modificato la sua condizione alla vista dei vicini.
Tante ore di televisione e tante pagine di giornali hanno detto e scritto un'infinità di pareri e sensazioni; quello che mi ha lasciato costernato, conoscendo un poco Marco, e un po' di più la moglie Marina, è come si può pensare di assassinare un uomo che arriva a casa dal lavoro in bicicletta, volendo farlo passare in qualche modo come uno al servizio del regime. Cose deliranti e talmente assurde che rendono ancora più triste la nostra già povera civiltà. Auguriamoci che il nostro paese cerchi di alleviare, quando ne avrà l'occasione, il grande vuoto che Marco Biagi ha lasciato nella sua famiglia e fra quanti lo conoscevano e stimavano; cioè tutti, tranne gli assassini.