N. 2 Anno VII - Marzo/Aprile 2002 Indice giornale

Attualità

Il "nodo di Rastignano" sempre più ingarbugliato.

L'appalto dei lavori per la variante della Futa bloccato nelle pastoie burocratiche dell'ANAS.

  Marco Malpensi

Le difficoltà del collegamento stradale di Pianoro con Bologna sono all'ordine del giorno da molti lustri. Fin dagli anni sessanta il problema era avvertito e amministratori previdenti avevano elaborato il progetto di una strada che, sulle colline in destra Savena, da Bologna doveva arrivare fino a Pianoro Vecchia. Poi l'attenzione si spostò sul fondovalle dove pian piano (anche fra molte polemiche) è stata realizzata la strada che ora è ferma a Rastignano. Dopo molti anni persi a causa dei tentennamenti del comune di Bologna, che avrebbe dovuto essere il maggiore finanziatore delle opere necessarie per attraversare Rastignano, è stato possibile cogliere l'occasione offerta dalle risorse finanziarie messe a disposizione dal Cavet per mitigare l'impatto ambientale dei lavori per la nuova ferrovia. Finalmente nel 1996 si è riusciti a mettere insieme un progetto e i denari necessari per completare la Fondovalle fino a Bologna. La cosa sembrava fatta. L'allora assessore provinciale alla viabilità Tiberio Rabboni credendo ingenuamente di vivere in un "paese normale" dichiarava al nostro giornale che la strada sarebbe stata ultimata entro il 1998; siamo invece al 2002 e l'opera non è ancora stata appaltata. Generalmente i tempi insopportabilmente lunghi della pubblica amministrazione sono dovuti a molteplici cause (procedure assurde, sovrapposizione di competenze dei troppi enti interessati…) che rendono difficile l'individuazione delle responsabilità. Nel nostro caso, almeno nelle fasi più recenti, la responsabilità sembra chiaramente attribuibile all'ANAS, l'ente statale per le strade recentemente riformato e commissariato nel tentativo di renderlo più efficiente. Agli enti che più da vicino ci rappresentano non va fatto alcun rilievo: il sindaco Simonetta Saliera per il comune di Pianoro e l'assessore alla viabilità Pamela Meier per la Provincia stanno svolgendo con encomiabile determinazione un'opera di denuncia pubblica delle inefficienze che sono causa del ritardo e di ricerca e suggerimento dei modi per porvi rimedio. Ma vediamo con Pamela Meier quali sono le prospettive per il futuro.

Cominciamo facendo il punto della situazione.

E' difficile anche dire come stanno le cose. L'ANAS è reticente, non risponde tempestivamente alle nostre richieste di informazione, non ci fa vedere tutta la documentazione. Sappiamo che il TAR ha bloccato l'appalto per "mancanza di trasparenza nelle procedure di esproprio" che erano a carico dell'ANAS, dopo che alcuni proprietari delle aree espropriate avevano fatto ricorso.

Che cosa si può fare per andare avanti?

Insieme con il sindaco di Pianoro abbiamo chiesto per iscritto al ministro per le infrastrutture e per i trasporti Lunardi di togliere l'incarico dei lavori all'ANAS e affidarlo alla TAV che ha dato buona prova di efficienza.

Si tratta di una provocazione o è davvero possibile in tempi rapidi fare il passaggio di consegne?

Se il ministro è disposto ad impegnarsi sul serio penso che bastino pochi mesi.

Sono passati gli anni e la spesa per i lavori prevista in 29 miliardi di lire è ancora valida o ci sono complicazioni anche per questo verso?

Il preventivo è già passato a 33 miliardi ma questo non è un problema. La Provincia, attraverso i fondi previsti dalla Regione per le opere sulle ex strade statali, è in grado di finanziare la differenza.

Con l'occasione parliamo anche della pista ciclabile a fianco della fondovalle che doveva essere realizzata nel 2001.

Il progetto elaborato dalla Provincia è stato presentato, per un parere di massima, alla Autorità di bacino che non ha accettato il tracciato in alcuni punti cui interferiva con l'alveo del torrente. Ora abbiamo interessato i comuni di Pianoro e di Loiano per scegliere insieme a loro una soluzione che superi tale problema.

 


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