| N. 3 - Anno VII - Maggio/Giugno 2002 | Indice giornale |
Attualità |
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UNA VITA DA CANI |
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| Pamela Meier | |
di Pamela Meier
Nel mese di gennaio, a seguito di un sopralluogo con l'Assessore Pizziolo al costruendo canile intercomunale, le Associazioni ARCA, IL VAGABONDO e FRATELLI DI ZAMPA, associazioni animaliste che operano da anni sui territori di Pianoro e Ozzano Emilia, avendo anche ricevuto copia della convenzione approvata per la gestione del medesimo, hanno inviato una nota a tutti i Sindaci che aderiscono alla creazione di questa struttura per sollevare diverse perplessità, sia in merito alla struttura sia al documento che dovrebbe garantirne la gestione.
Tale nota è stata poi reinviata, circa un mese fa, senza aver mai ricevuto la benchè minima risposta da nessuna delle amministrazioni coinvolte ( Pianoro, Loiano, Monzuno, Monterenzio, San Lazzaro e Ozzano)
Nella sostanza le osservazioni riguardano le attrezzature e strumentazioni assolutamente necessarie al fine di una corretta e positiva gestione di una struttura di quelle dimensioni che verrebbero date in uso ai gestori del canile ma delle quali si conosce l'elenco, visto che a tutt'oggi il canile risulta vuoto.
Gli accordi per la gestione delle pratiche necessarie alla gestione; per fare un esempio, le Associazioni ritengono assurdo che occorra un fax per autorizzare l'accesso di un cane alla struttura. E' infatti risaputo che tra il sabato pomeriggio e il lunedì, difficilmente un Comune rilascerà una autorizzazione via fax in quanto gli uffici sono chiusi .
Non è poi pensabile che i volontari si occupino anche dei cani morti, compito, questo, delle amministrazioni. L'oggetto dell'operato che si vuole convenzionare è la tutela degli animali ricoverati, in questo caso, presso un canile, non la gestione di rifiuti speciali. Si è poi arrivati all'assurdo che l'affido o l'adozione siano subordinati all'accettazione da parte dei Comuni. A parte che tale articolo non si ritrova in nessuna convenzione attualmente vigente in Emilia Romagna, tale clausola è lesiva non solo dell'operato delle Associazioni, ma anche del bene dell'animale, che dovrebbe aspettare un OK, non si capisce bene come e da chi e in che tempi, magari in una giornata festiva quando è impossibile avere risposte dai Comuni.
Risulta poi assolutamente poco chiaro il funzionamento di "spartizione " dei posti tra i 6 comuni coinvolti. Prima di tutto occorre specificare che il canile è per 70 cani. L'aumento a 90 (a cui fa pensare la somma dei posti assegnati per Comune) è collegato "ad un eventuale esubero" in casi di emergenza , per cui i posti invece dovrebbero essere suddivisi sulla base di 70 posti. Risulta poi inaccettabile la condizione per la quale l'Associazione che dovrà gestire il canile sarà obbligata a farsi carico dei cani oltre la quota "inseribile" nella struttura , obbligo che per altro sarà valutato da una Commissione nella quale l'Associazione che gestisce il canile è nettamente in minoranza, pur dovendo sobbarcarsi tutti gli oneri , anche di anticipo economico, di collaborazione e lavoro. Inoltre non si capisce cosa intenda la clausola "I cani abbandonati entro un raggio di 500 metri dall'ingresso del canile saranno ricoverati presso il canile di appoggio con il quale l'Associazione ha sottoscritto regolare convenzione"( se il canile fosse vuoto ?)Quanto sopra elencato è solo una piccola parte degli articoli contestati dalle Associazioni, che hanno sottolineato anche carenze strutturali (Cancello entrata che si chiude male, rete di tutte le aree dei box ed esterna inaffidabile in quanto non rete elettrosaldata) veri e propri errori di costruzione che si rivelerebbero di difficile gestione ( box di emergenza e degenza a cui manca l'apertura dei cancelli di uscita, sportellini dei box inesistenti ), tutti i box hanno fessure notevoli fino a 5 cm., sia tra un pannello e l'altro che nel contorno porte, lavello cucina insufficiente per lavare tegami o ciotole, assenza impianto telefonico (con suoneria udibile in tutto il canile + fax + computer)
Ma non c'è solo la questione canile a preoccupare i pianoresi amanti degli animali.
Infatti nel corso del 2000 il Consiglio Comunale ha approvato un regolamento d'igiene che al suo interno conteneva uno specifico articolo riguardante le norme per la detenzione di animali d'affezione, in particolare cani. In tale articolo veniva esplicitamente citata una circolare del Servizio Veterinario Regionale che contiene precise regole per la detenzione degli animali sopracitati, in particolare , in merito alla misura dei box che possono detenere cani, supportando così l'art.19 della Legge Regionale a tutela degli animali che cita in merito ai requisiti delle strutture , che devono essere" sufficientemente spaziosi per un moto fisiologicamente naturale, provvisti di bocchetta d'acqua all'ingresso, inclinazione di drenaggio, settore notte riparato e settore giorno parzialmente coperto ,etc".
In data 15/3 il Comandante dei Vigili Marcello Ferrari rispondendo all'Associazione Il Vagabondo in merito a una denuncia inviata al Comune per box inadeguati e facendo riferimento al Regolamento d'Igiene sopra richiamato , scrive quanto segue : " per quanto riguarda le norme citate, ci sono presumibilmente problemi relativi alle fonti ed anche alla interpretazione del testo che questo comando sta valutando ".
Ebbene a tutt'oggi ( maggio 2002) nessun chiarimento è avvenuto, nessuna risposta è stata data ad una interpellanza che entrava nel merito della questione , e nessuna denuncia delle Associazioni ha avuto seguito. Ma questo regolamento servirà? E se tale regolamento esprimeva una volontà politica perché il Sindaco non emette un'ordinanza a tutela degli animali come fanno molti altri Sindaci ?
In conclusione di questo articolo, ritengo opportuno far conoscere ai nostri lettori uno dei maggiori impegni delle Associazioni sul nostro territorio . A Pian di Macina sono situati due box "di prima accoglienza" di cui si fanno carico il volontariato pianorese. Da quando è stato costruito questo luogo l'amministrazione pianorese ha sostanzialmente risparmiato decine di milioni in quanto nessun cane è stato inviato alla struttura privata convenzionata con il Comune , ma tutti i cani sono stati o restituiti ai legittimi padroni o ne hanno trovati dei nuovi.
Nel 1999 l'amministrazione comunale ha sottoscritto una convenzione con il CSA Centro Soccorso Animali di Modena per il ricovero e l'accalappiamento dei cani randagi ritrovati sul territorio. La convenzione che normava il rapporto impegnava il CSA a svolgere una campagna promozionale pro adozione , a fornire uno schedario completo fotografico inviando una copia del medesimo mensilmente al Comune, ad essere presente ad una fiera locale almeno una volta all'anno. Più volte le Associazioni animaliste hanno chiesto all'Amministrazione quante volte il Comune ha ricevuto l'aggiornamento dello schedario, quali tipi di controlli ci sono stati e se è stata eseguita la verifica della reale presenza dei cani presso la struttura privata. Quali forme di controllo sono esercitate dal Comune sulla gestione del CSA? Per quale ragione da due anni non si obbliga il CSA alle campagne pro adozione citate?
Anche in questo caso nessuna risposta. Speriamo bene…..
Risponde l'assessore comunale all'ambiente Marco Pizziolo.
Ho ricevuto recentemente l'incarico di seguire l'iter conclusivo di apertura del nuovo canile. Rispondo pertanto su questo argomento ricordando, per completezza di informazione , che il Canile è stato costruito in territorio di Loiano ( si trova lungo la fondovalle Savena , prima delle gole di Scascoli, nella zona delle Cave ) sulla base di un accordo tra i Comuni di Ozzano, San Lazzaro, Monterenzio, Pianoro, Loiano e Monzuno che delegavano al Comune di Pianoro il compito di costruire la struttura e di affidarla a un gestore esterno. Sia la posizione del canile e sia il progetto stesso sono stati decisi e approvati da amministrazioni passate.
La costruzione del Canile, ultimata al termine dell'anno scorso è passata al vaglio della commissione di collaudo le cui risultanze sono state ufficialmente comunicate alla amministrazione di Pianoro da pochi giorni. La ditta aggiudicataria ha già provveduto ai lavori ritenuti necessari dal collaudatore per ottenere la conformità al progetto. La struttura è quindi oggi conclusa e in grado di accogliere i suoi ospiti. La ritardata risposta alla lettera delle associazioni deriva dall'attesa dei risultati del collaudo. Certo sono possibili miglioramenti funzionali , alcuni dei quali già segnalati dalle associazioni nella lettera citata , che non sono stati previsti dal progetto approvato, che quindi non possiamo richiedere alla ditta. Queste necessità, insieme alle ulteriori attrezzature necessarie per la gestione quotidiana del Canile saranno vagliate insieme all'associazione che, vincendo il bando di imminente pubblicazione , gestirà la struttura. Le risorse saranno ricavate dai risparmi ottenuti sugli allacciamenti ENEL e Telecom (telefono + computer +fax ci saranno!). D'altra parte è normale in strutture di questo tipo un progressivo miglioramento della funzionalità a mano a mano che la gestione va a regime.
Per quanto riguarda l'affidamento della struttura a un gestore la amministrazione di Pianoro si deve attenere al compito impartitole dai consigli comunali di procedere secondo lo schema di convenzione citato nell'articolo. Ricordo che esso è frutto di un lungo lavoro dei Comuni interessati che ha trovato conclusione con la recente approvazione in tutti i Consigli Comunali ( all'unanimità in molti di essi, tra cui Pianoro). Procederemo quanto prima a un bando pubblico. Tutto è perfettibile, anche una convenzione. Non credo però che essa sia un cappio al collo dell'associazione che vincerà la gara, essendo contro l'interesse delle amministrazioni avere una gestione sofferta e conflittuale di questa struttura. Inoltre la durata della convenzione è solo un anno, al termine del quale è espressamente previsto che si proceda a verifica e eventuale aggiornamento del contenuto. Mi pare quindi che vi siano sufficienti garanzie per i futuri gestori.
E' previsto dagli accordi che a partire dall'apertura del Canile sarà il Comune di Loiano a curare i rapporti con il gestore. Pianoro non mancherà di portare comunque la sua lunga e positiva esperienza di collaborazione con le più varie associazioni per affrontare eventuali problemi di avviamento.
Già ora ricordiamo che i cittadini possono trovare presso l'ufficio comunale tutela degli animali le fotografie e l'elenco, periodicamente aggiornato, dei cani che possono essere adottati presso il canile di Modena. Il loro numero, è per fortuna in lenta diminuzione, grazie ovviamente al fondamentale contributo delle associazioni locali, cui va riconosciuto pubblicamente il merito di avere sottratto al Canile tanti animali , risparmiando loro molte sofferenze e facendo risparmiare un notevole costo economico alla collettività. E' per questo che auspichiamo una loro partecipazione alla gestione del futuro Canile.
Marco Pizziolo