N. 3 - Anno VII - Maggio/Giugno 2002 Indice giornale

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La relazione 2001 dei servizi sociali della AUSL

Ne parliamo con la dottoressa Lucia Biavati del Distretto sanitario.

  Gianluigi Pagani

Il Distretto Sanitario di San Lazzaro di Savena ha presentato la relazione 2001 dei servizi sociali, con la descrizione dei progetti e degli interventi attivati lo scorso anno nei Comuni di Pianoro, Loiano, Monghidoro, San Lazzaro di Savena, Ozzano e Monterenzio. I settori di competenza dell'Ausl Bologna Sud, su delega degli enti locali, sono quelli inerenti la famiglia, l'infanzia e l'età evolutiva, nonché il polo handicap, il volontariato, il settore adulti e quello anziani. "La relazione annuale del nostro servizio" riferisce la dottoressa Lucia Biavati, responsabile del Settore Sociale "vuole essere uno strumento di dialogo, sia informativo che descrittivo, per la verifica del lavoro fatto e per una progettazione integrata tra le istituzioni del territorio. L'anno appena trascorso ha visto come principali obiettivi della nostra attività l'avvio del tavolo di programmazione nell'area della famiglia e dei minori, l'attivazione del <progetto qualità> per il monitoraggio dei servizi, la progettazione sulla <legge Turco> per l'adolescenza, la realizzazione del progetto biennale del <Servizio di Aiuto alla Persona> per i disabili e la nascita del Centro Polifunzionale Diurno". Nell'ambito dell'Ausl, quindi, il Settore della Famiglia si occupa dei nuclei problematici, ma anche delle adozioni, degli affidamenti, delle famiglie di extracomunitari, dell'inserimento al lavoro per giovani adolescenti, della formazione ed orientamento professionale per minori con handicap, e degli interventi educativi individuali e di gruppo. In tal ambito, nel solo Comune di Pianoro sono stati seguiti, nel corso del 2001, oltre 79 nuclei familiari con 149 minori, di cui 3 in situazione di handicap. Sono stati concessi contributi economici a 12 nuclei familiari per circa 2.500,00 Euro e per una madre con due minori si è reso necessario l'inserimento in una struttura protetta. Nel territorio sono stati creati due gruppi socio educativi per minori, pre-adolescenti e adolescenti segnalati dai servizi e dalle scuole, con oltre 29 utenti per una spesa di circa 34.000,00 Euro. A questi si aggiungono gli interventi delle "Unità di strada" con operatori specializzati che vanno a cercare i ragazzi "difficili" per coinvolgerli in attività sportive, scolastiche e culturali, dai laboratori teatrali alla pittura, dal sostengo scolastico pomeridiano alle tantissime attività manuali. Nel territorio operano anche gli "operatori della notte", cioè educatori che lavorano prevalentemente nelle ore serali con i giovani a rischio, anche in collaborazione con i gestori di alcuni locali del territorio, e che nel corso del 2001 sono intervenuti su oltre 60 casi in tutto il Distretto. In particolare sono riusciti ad organizzare incontri con i ragazzi sulle problematiche della droga, in collaborazione con il servizio SERT dell'Ausl. "Un altro settore che ci ha visti particolarmente impegnati" continua la dottoressa Biavati "è stato quello dell'Alta Velocità, con la conclusione della prima fase di ricerca sulla valutazione dell'impatto sociale e le attività di monitoraggio delle esigenze dei lavoratori che si sono stabiliti nel territorio all'interno dei campi base". Sono stati attivati numerosi progetti per i nuclei familiari di extracomunitari con la presenza di un'operatrice interculturale, per fornire informazioni sui servizi sanitari e sociali, sulla compilazione di modulistica, sulla progettazione di percorsi di formazione ed avviamento al lavoro, e sull'accesso al mercato abitativo in collaborazione con il CIOP di Pianoro. Nel Settore dell'Handicap Adulto, l'Ausl interviene su oltre 179 disabili, con i progetti delle borse lavoro, con le strutture diurne e residenziali, i soggiorni estivi e gli interventi socio-educativi e riabilitativi. "Nostri punti di forza" conclude la dottoressa Biavati "sono il centro diurno Nelda Zanichelli, il Gruppo Educativo Abilitativo ed il laboratorio protetto di Ozzano. Altrettanto importanti sono i numerosi progetti attivati insieme al volontariato, alle Parrocchie e agli enti locali, per la realizzazione di un sistema integrato in ambito socio-sanitario e per la valorizzazione e sostegno delle responsabilità familiari".

 

 


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