N. 3 - Anno VII - Maggio/Giugno 2002 Indice giornale

Attualità

La riforma Moratti

Ovvero dalla scuola di "Stato" alla scuola della "Repubblica"


Assistiamo  ad un certo fervore d'incontri organizzati  dell'Ulivo e dall'Amministrazione Comunale pianorese contro il progetto di riforma, ancora in fase d'elaborazione.

La loro contrarietà alla riforma pare accentrarsi principalmente sulla  possibile riduzione dei docenti e dei servizi  scolastici.

Partiamo da alcuni dati di fatto oggettivi:

·         la riforma scolastica è stata promessa in campagna elettorale;

·         ci sono andamenti demografici (riduzione delle iscrizioni a livello nazionale)di cui tenere conto;

·         il costo del personale assorbe più del 93% delle risorse della Pubblica Istruzione;

·         le modifiche alla legge n. 30 del 2000  (riforma scolastica dell'Ulivo) si sono rese indifferibili dopo l'approvazione della legge sul Federalismo, votata a maggioranza  dall'Ulivo a fine legislatura, nonché in considerazione della sua mancata copertura finanziaria;

·         l'OCSE ci accusa di avere il più basso rapporto docenti-alunni in altre parole un insegnante ogni 10 allievi. L'indice OCSE prevede un rapporto di un docente ogni 18 alunni. Anche la riforma Berlinguer (bocciata allora anche dalla CGIL) prevedeva un taglio di 65000/90000 docenti e fu invece licenziato il ministro  dell'Ulivo;

·        ·         -  Il governo Berlusconi ha consentito l'avvio regolare dell'anno scolastico inserendo in  ruolo migliaia d'insegnanti precari, cosa mai vista con il precedente governo che pure aveva avuto cinque anni di tempo per riformare la scuola.

- La nuova riforma  è un "processo", non una "rivoluzione, che lascerà tempo agli insegnanti ed ai genitori di acquisire le novità. 

A proposito della riduzione degli organici L'On. Aprea, sottosegretario all'Istruzione, ha dichiarato" prendo solenne impegno ad autorizzare a settembre a fronte di dati reali sulle iscrizioni l'aumento di tetto di cattedre assegnato all'Emilia Romagna; per concedere qui saremo costretti a togliere qualcosa ad altri e non tutti sono disposti a cedere". Gli eventuali tagli ai docenti sarebbero in Emilia Romagna sotto l%, ma c'è l'impegno a sostenere specifiche necessità regionali, compresi i progetti scolastici ausiliari, purché effettivi e interessanti. Non è vero che l'attuale governo non consente finanziamenti alla ristrutturazione degli edifici scolastici e,chi vuole, può vedere gli appositi articoli di legge. L'autonomia scolastica è stata accentuata e resa più concreta ed è stato perfezionato il meccanismo di gestione dei progetti di sperimentazione per la scuola dell'infanzia.

Ritornando alla  realtà di Pianoro, ci spiace  avere sentito più volte parlare di aumento degli alunni per classe, (ma davvero bisognerà allargare le porte come sostiene qualche nostro assessore ?),di minore qualità del lavoro scolastico, di riduzione di insegnanti di sostegno senza che questi argomenti siano suffragati da dati di fatto. Non amiamo la polemica invece desideriamo che ai genitori  sia data la possibilità di conoscere le proposte della riforma, discuterla  e se necessario criticarla dopo aver valutato le differenti opinioni. La mancanza di chiarezza genera "ansia e disinformazione" e non facilita la partecipazione attiva e costruttiva dei genitori al percorso  scolastico dei loro figli. Riteniamo inaccettabile e controproducente per il risultato che si vuole ottenere trattare un tema così delicato ed importante con approssimazione senza concreti approfondimenti.

Partendo da dato concreto abbiamo rilevato ad esempio che nella scuola elementare di Pianoro Nuova ci sono circa 50 alunni nel tempo pieno e 14 nel modulo (per modulo s'intende la frequenza anche fino alle 12,30 o 14,30 su sei giorni con un rientro pomeridiano per il 1° ciclo e 2 rientri per il 2° ciclo).

Il problema è per i genitori di usufruire di un tempo più prolungato e agevolare il lavoro dei docenti , rendendolo di maggiore qualità ed accettabile per  tutti; perché non provare a riequilibrare il numero di allievi e d'insegnanti per classe? Come? Ad esempio eliminando dal "modulo" il sabato scolastico e inserendo un pomeriggio in più per entrambi i cicli. Si può  riempire questo tempo di rientro con attività anche da svolgersi presso strutture comunali, come la piscina, il palazzetto dello sport con l'utilizzo di specialisti che già operano in compresenza degli insegnanti titolari.

A noi sta molto a cuore a che il bambino possa restare il più a lungo possibile nell'ambito familiare per  sviluppare  una crescita armoniosa e costruire le premesse per un'adolescenza

più responsabile e consapevole, avendo la famiglia come perno centrale della società. Siamo anche favorevoli alla libera scelta dei genitori del tipo di scuola e di educazione poiché la

scuola della "Repubblica Italiana" deve avvalersi di tutte le esperienze scolastiche ed educative  esistenti sul territorio ed aprirsi alle opportunità dell'Europa comunitaria.

Odetta Montoncello consigliere Forza Italia-C.d.L

Laura Rizzoli componente Consulta Pianoro Vecchio


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