| N. 3 - Anno VII - Maggio/Giugno 2002 | Indice giornale |
Attualità |
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CHI EDUCA CHI? |
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È questa la domanda che si è posta il "Circolo della Margherita" di Pianoro il 5 Maggio nella sala della Piscina Comunale a proposito delle politiche giovanili |
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Umberto Mazzanti |
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Il Circolo della Margherita di Pianoro, costituitosi pochi mesi fa, ha organizzato la sua prima manifestazione pubblica: il tema interessante, il rispetto dell'orario d'inizio, le relazioni introduttive brevi, i cittadini numerosi e attenti e il vivace dibattito con il pubblico ne hanno fatto una bella serata.
Relatori erano la Prof.ssa Vera Negri Zamagni Vice-Presidente della Giunta Regionale dell'Emilia Romagna e Mauro Bignami responsabile del progetto educativo della Montagnola di Bologna mentre i giovani Nicola Papadopulos portavoce della Margherita a Pianoro e Massimo Antinucci Consigliere Comunale, principali animatori del Circolo, hanno svolto l'introduzione (il primo) e coordinato gli interventi e il dibattito (il secondo).
Gli interventi sono stati a tutto campo: la difficoltà di definire cosa s'intende per giovani (i bambini, gli adolescenti, gli studenti trentenni fuori corso?); il confronto fra i giovani d'oggi e quelli di ieri; il ruolo educativo della famiglia e delle istituzioni; le differenze fra l'Italia e l'estero (il mammismo e le altre peculiarità italiane); lo scadere del valore formativo di concetti quali spirito di sacrificio, fatica e disciplina; le nuove forme di comunicazione/relazione offerte dalla tecnologia (ad esempio internet).
Gran parte degli interventi hanno denunciato i limiti della capacità educativa della nostra società, altri hanno fatto un analisi puntuale della situazione auspicando un impegno maggiore delle istituzioni preposte per la formazione di cittadini migliori.
Ma come è stato rilevato da alcuni dei numerosi giovani presenti sono mancate le proposte di come queste (scuola, amministrazioni locali, servizi sociali) possano intervenire in modo più adeguato. Istituzioni che danno l'impressione di brancolare nel buio sia quelle nazionali, sia quelle locali che, almeno dalle nostre parti, operano in questo campo con impegno e senso di responsabilità ma con poca disponibilità finanziaria.
Di fronte a problemi così complessi che mettono in discussione la natura stessa dell'uomo le risposte non sono facili ed è forse necessario non creare eccessive aspettative che possono ingenerare frustrazione in chi opera in questo campo.