N. 3 - Anno VII - Maggio/Giugno 2002 Indice giornale

Attualità

La piena occupazione a Pianoro.

Le aziende non trovano manodopera, ne parliamo con Sandro Moretto responsabile del CIT

  Marco Malpensi

Il nostro giornale ha già avuto occasione di occuparsi di una situazione che, anche se non più nuovissima, continua a sorprendere felicemente quelli di noi avanti nell'età che hanno passato la vita a confrontarsi con la difficoltà di trovare lavoro. Parliamo della piena occupazione che risolve un angosciante problema dei lavoratori ma che, purtuttavia, apre qualche problema alle aziende che vogliono espandersi. L'incontro con Sandro Moretto, da un anno responsabile del CIT di Pianoro, ci da l'opportunità di approfondire ulteriormente i termini della questione. 

Cominciamo cercando di chiarire il modo in cui è articolata la CGIL.

Le organizzazioni di categoria, che si occupano principalmente dei problemi contrattuali, fanno capo al nostro Centro Diritti della Zona Roveri. Poi ci sono i CIT che hanno un ruolo di rappresentanza generale rivolta in particolar modo alle istituzioni e alla società civile; è nostro convincimento che la difesa dei valori del lavoro vada fatta anche fuori dalle aziende. Il CIT di Pianoro ha giurisdizione anche su Loiano e Monghidoro.

A Pianoro non esiste disoccupazione e le aziende non trovano il personale necessario per svilupparsi…

E' vero. Nella nostra provincia (ma anche nell'intera Emilia Romagna) il tasso di disoccupazione è al disotto della soglia considerata fisiologica; quel 3-4% cioè di persone appena affacciatesi al mondo del lavoro o che, comunque, scelgono di prendere tempo per trovare il tipo di occupazione che preferiscono e non un'occupazione qualsiasi. E' quindi necessario per le aziende del nostro territorio incrementare il personale dipendente ricorrendo anche a lavoratori immigrati dal resto d'Italia o dall'estero.

Non ritieni quindi che il problema possa essere risolto con una più efficace formazione professionale?

Non sempre. La formazione diventa importante quando è disponibile mano d'opera da addestrare per lavori poco qualificati. Oggi manca la disponibilità anche di tali lavoratori. Io penso che a Pianoro il problema debba essere affrontato anche attraverso una sorta di concertazione che coinvolga tutti i rappresentanti della comunità (il sindacato, le associazioni d'imprese, le istituzioni) per individuare percorsi di formazione professionale mirata che possa consentire l'espansione delle aziende anche con la modifica dell'organizzazione e con l'innovazione tecnologica.

Questa situazione costituisce un punto di forza per i lavoratori e per i loro sindacati.

In qualche modo si; anche se bisogna dire che particolari tensioni non esistono sul nostro territorio da molto tempo.

La manifestazione di Roma e il successivo sciopero generale hanno segnato un grande successo di partecipazione del Sindacato e della CGIL in particolare. Questo costituisce una spinta verso un vostro maggior impegno sulla scena politica?

La straordinaria partecipazione dei lavoratori, dei pensionati, dei cittadini alla lotta per la difesa dei diritti del lavoro, a cominciare da quello di non essere licenziati senza giusta causa, ci ha fatto molto piacere ma non ha modificato di un millimetro il nostro ruolo che è definito dal nostro statuto quando impone una netta incompatibilità fra le responsabilità sindacali e quelle politiche.

Qualche numero circa la partecipazione dei pianoresi alle manifestazioni di cui sopra?

E' presto detto. Almeno 200 persone alla manifestazione di Roma e adesione allo sciopero vicina al 100%.


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