| N. 3 - Anno VII - Maggio/Giugno 2002 | Indice giornale |
Attualità |
|
IL CONSIGLIO COMUNALE ALLE PRESE CON GLI OGM |
|
Stefano Galli |
|
La discussione sugli organismi geneticamente modificati che attualmente rappresenta una grossa tematica dibattuta a livello mondiale è stata portata nel nostro Consiglio Comunale dal gruppo consigliare di Rifondazione Comunista. Le sementi in questione sono soprattutto cotone, soia e mais. Le ditte Italiane legate in qualche modo agli OGM sono poche e tutte ruotano attorno al colosso Monsanto. Il capogruppo Umberto Ori ha accumulato numerose informazioni sugli ogm grazie a contatti con il movimento no- global e con l'associazione Seed Saver Civiltà Contadina interessata alla salvaguardia dall'estinzione di sementi e frutti antichi. Ori esprime dubbi sul comportamento delle aziende pianoresi che commerciano sementi ed è preoccupato dal fatto che tali ditte possano anche sperimentare i semi in loco. L'argomento è alquanto spinoso perché a livello internazionale smuove notevoli capitali. All'interno della Comunità Europea è vietato commerciare sementi geneticamente modificate e tutti i carichi vengono controllati nei porti garantendo una grande tutela per quanto concerne il prodotto principale, cosa che non accade per i derivati. <<Se compriamo un prodotto contenente lecitina di soia geneticamente modificata>> dice Umberto Ori <<non abbiamo la possibilità di scoprirlo perché non è prevista la segnalazione in etichetta, in pratica potrebbero essere anni che mangiamo cibi prodotti con derivati di organismi modificati senza neanche saperlo.>> Poco chiaro è il fatto della presenza accidentale di OGM in sementi cosiddette "normali": chi commercia in sementi sostiene che una presenza fino all'1% sia fisiologico e quindi accettabile mentre il Ministero delle Politiche Agrarie e Forestali è rigido sulla totale assenza. Le ditte sementiere possono comprare modeste quantità di sementi modificate per uso sperimentale inoltrando domanda al Ministero dichiarando la specie che intendono piantare, il motivo, il luogo e tutte le caratteristiche della ditta. In un secondo tempo se la domanda viene accettata il Ministero e la Guardia di Finanza controlleranno tutte le fasi dall'acquisto ed eventuale importazione al raccolto. In base ai documenti in mano ad Ori nessuna ditta pianorese ha fatto tali richieste e per non rimanere nell'incertezza Rifondazione ha chiesto al Consiglio Comunale tramite interpellanza di sollecitare gli organismi competenti affinché si eseguano controlli. Rifacendosi al trattato di Amsterdam che sottolinea di non immettere nell'ambiente e nella catena alimentare OGM fino a quando non si dimostri nel breve e lungo periodo la loro non pericolosità il nostro Consiglio Comunale delibera che sul territorio pianorese non vengano coltivati a fini sperimentali o commerciali semi modificati e che le aziende fornitrici di alimenti nelle scuole non introducano cibi trans- genici o derivati. La delibera è stata inviata in Provincia, in Regione ed ai Ministeri della Sanità e Politiche Agrarie e Forestali. I sostenitori degli OGM riferiscono che modificando gli organismi si cerca di ottenere specie più produttive e resistenti e quindi si impiegherebbe un minor quantitativo di anticrittogamici in agricoltura. <<Gli aspetti negativi>> sostiene Ori <<sono dovuti a possibili impollinazioni aeree di piante normali con conseguente contaminazione, ma soprattutto l'aspetto economico è il più preoccupante in quanto le sementi modificate producono frutti sterili e per poter avere altra produzione gli agricoltori si devono legare a filo doppio alle ditte fornitrici che detengono i brevetti creando così un vero e proprio monopolio>>. Secondo lui questo meccanismo proiettato a livello mondiale non farà altro che allargare la forbice fra paesi ricchi e paesi poveri aumentando la dipendenza di questi ultimi nei confronti dei primi. Attualmente per quanto concerne il mais è già così nel senso che tutti i mais presenti in agricoltura sono ibridi e quindi non fecondi. Da sempre l'uomo ha cercato con mezzi meccanici tramite incroci forzati di ottenere specie migliori, pensiamo ad esempio al mulo che altro non è che un incrocio fra asino e cavallo, anche lui non prolifico in quanto ibrido. <<La natura ha messo dei limiti fisici a questi esperimenti>> continua Ori <<mentre lavorando in laboratorio si possono isolare geni di razze completamente diverse e mescolarli fra loro. Moralmente parlando è pazzesco, ma oltretutto non sarà anche pericoloso per la salute? I test di laboratorio come possono garantire che fra 10 anni i consumatori di tali prodotti non avranno problemi?>>. Certo che l'umanità delle "catture" all'ambiente in cui viviamo ne ha fatte molte e ne continua a fare immettendo ogni sorta di gas e veleni nell'aria, mescolando animali di continenti diversi, desertificando vaste aree del pianeta,…… Ora sembra proprio che vogliamo giocare a fare Dio, andando a lavorare sul patrimonio genetico delle specie. In molti paesi fra cui gli Stati Uniti d'America gli OGM sono tollerati, per ora l'Europa ha mantenuto posizioni molto rigide anche se la sensazione è che comunque l'umanità a parte qualche cellula romantica abbia intrapreso un cammino dove nel nome della scienza e soprattutto del profitto presto o tardi si riuscirà a fare tutto.