| N. 4 - Anno VII - Luglio/Agosto 2002 | Indice giornale |
La parola ai bambini |
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"Don't you cry, tonight..." |
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La voce suadente di Axl Rose gridava nelle cuffie di Luca.
Attorno a lui nessuno. Il parco era stranamente vuoto, forse a causa di quel cielo grigio o della nebbiolina sparsa per il paese.
"Meglio così" pensò. Il vento scuoteva dolcemente le foglie secche per terra, facendole scricchiolare e svolazzare qua e là. Come avrebbe voluto essere una di quelle foglie.
"Don't cry", non piangere, come dice la canzone. Luca ripensò a quella giornata: 4 in latino, una discussione molto rumorosa sulla globalizzazione con i suoi compagni di classe, la sfuriata di sua madre per i capelli blu. Blu elettrico, appena fatti dal parrucchiere. Ma tanto era sempre così che reagiva la madre a queste sue ribellioni, o, come le chiamava lei "fughe dalla realtà". Come la prima volta che aveva strappato i jeans, o la prima scritta in camera sua. Ripensando a quegli eventi, Luca dette un calcio ad una pietra che finì nel laghetto melmoso. C'era qualcosa di stranamente poetico in quel calcio, se solo qualcuno fosse riuscito a coglierlo.
La rabbia che quel diciassettenne teneva dentro verso chi non lo capiva e non lo rispettava.
"Tanto è solo questo che conta: il colore dei capelli! O il modo in cui ti vesti, o la musica che ascolti!
L'importante è essere come gli altri!"
Luca diventò improvvisamente triste. Questi attacchi di depressione lo coglievano spesso, da un po' di tempo a quella parte. Perché, credetegli, era dura essere diciassettenni anticonformisti nel luogo e nel tempo più "normale" che esistesse. Da soli. L'unica persona che lo capiva era andata a vivere in un'altra città.
Ma poi, in fin dei conti, che cos'era veramente la normalità? Forse per un alieno era normale avere le squame, essere alti tre metri e guardare con sette occhi. Era una cosa talmente relativa! E allora perché tutti lo giudicavano dal suo aspetto?
Luca era stanco di benpensanti, gente per bene e gente che lo criticava.
"Finirà mai tutto questo?" pensò.
E proprio mentre stava per rinunciare a tutte le sue idee, la sua musica e il suo pensiero, pur di finirla con quella storia, ebbe il coraggio di dire "NO, mantieni la tua personalità, perché sarai sempre te stesso e non tutti gli altri".
La canzone era finita. Aveva iniziato a piovere. Luca si alzò dall'altalena, e si avviò lentamente verso casa.
Aurora Dallolio 1° classificata sezione scuole medie