| N. 4 - Anno VII - Luglio/Agosto 2002 | Indice giornale |
Attualità |
|
MG2 fabbrica aperta. |
|
Nella seconda metà di ottobre, per un giorno, sarà aperta alla visita dei cittadini una delle più |
|
| Marco Malpensi | |
Le piccole e medie imprese sono da molti lustri la chiave del successo dell'economia di Pianoro e, più in generale, delle province dell'Emilia occidentale dove il reddito pro capite è uno dei più alti a livello mondiale. Ma qualche insidia incomincia a intravedersi. E non ci riferiamo tanto al venir meno dello slogan "piccolo è bello" davanti alla minaccia dei grandi gruppi multinazionali pronti a fagocitare i piccoli concorrenti, quanto alla difficoltà che le nostre aziende (in particolare quelle meccaniche) hanno a reperire il personale necessario al loro sviluppo. Di questo abbiamo voluto parlare con Ernesto Gamberini, presidente e amministratore delegato (insieme alla moglie Luciana Sabbatini) della MG2 produttrice, dal 1966, di macchine automatiche per le industrie farmaceutiche. Una azienda in piena espansione, tanto che nel 2001 ha ottenuto con 31,3 milioni di euro un incremento di fatturato del 35,5%; di recente ha anche diversificato l'attività acquisendo una impresa che costruisce macchine per l'imballaggio di cosmetici e alimentari; i suoi dipendenti sono 160 nella sede di Pian di Macina e 25 nelle filiali in USA, Gran Bretagna e Francia.
Perché per un giorno la MG2 "fabbrica aperta"?
Vogliamo che i cittadini vengano a visitare la nostra azienda per rendersi conto di che cosa è una moderna fabbrica. Non più il capannone maleodorante, rumoroso, freddo d'inverno e caldo d'estate di una volta; ma un locale che assomiglia ad un ufficio dove si impegna più la testa che le mani. Vogliamo eliminare un pregiudizio che, a mio avviso, contribuisce ad orientare i giovani verso altri indirizzi creandoci gravi problemi nel reperimento di manodopera.
Un corso di meccanica (o comunque a indirizzo tecnico- professionale) a Pianoro potrebbe essere utile per modificare la situazione?
Io ritengo di no. Gli istituti tecnici di scuola media di Bologna, con i quali intrattengo rapporti all'interno della "Associazione amici del museo del patrimonio industriale prodotto a Bologna", perdono sezioni tutti gli anni. Il problema vero è che mancano gli allievi, non le scuole.
Ci parli del museo del patrimonio industriale.
E' il museo che, all'interno della ex fornace Galotti in via della Beverara a Bologna, conserva e mostra ai visitatori le macchine automatiche (quelle antiche e quelle moderne) più interessanti prodotte dalle aziende bolognesi. Tra queste ce ne sono due della MG2.
Le vostre macchine che cosa fanno esattamente?
La gran parte delle macchine che brevettiamo e produciamo sono utilizzate dall'industria farmaceutica per il riempimento di capsule di gelatina. L'ultima macchina da noi realizzata riempie 56 capsule al secondo con un dispositivo di controllo del peso che assicura una precisione assoluta.
Come le è venuto in mente di fondare l'azienda?
Ero il responsabile dell'ufficio progetti di una piccola fabbrica di Bologna e ho deciso di mettermi in proprio.
Per concludere: ci riuscite o no a trovare il personale che vi serve?
Per ora ci riusciamo, ma con fatica. In genere assumiamo giovani (spesso da fuori Pianoro) che poi addestriamo appoggiandoci all'API che, attraverso COFIMP, organizza corsi di formazione e stages presso aziende produttrici di macchine automatiche. Abbiamo riscontrato che i periti escono dalla scuola con una cultura che ha una certa vicinanza con la "fabbrica"; l'università invece sforna ingegneri meccanici che sono piuttosto estranei al nostro mondo e che hanno quindi bisogno di molti anni di esperienza prima di poter svolgere pienamente il loro ruolo; per gli ingegneri elettronici le difficoltà di inserimento sono molto minori. Nella (associazione amici del museo del patrimonio industriale) abbiamo spesso occasione di dibattere tali problemi con i rappresentanti dell'università e degli istituti tecnici.