N. 4 - Anno VII - Luglio/Agosto 2002 Indice giornale

Attualità

La legalità non è acqua

Le regole vanno rispettate; anche quelle che limitano la velocità degli autoveicoli.

  Michele Marra

Leggendo le lettere inoltrate all'Idea spesso mi domando se coloro i quali scrivono si rendono conto fino in fondo di ciò che esprimono.  Nell'ultimo numero dell'Idea un nostro concittadino colpito nel vivo del suo portafoglio da una sanzione (multa) relativa all'autovelox, fa alcune affermazioni dando dei giudizi gratuiti ed immeritati dai nostri amministratori pubblici, e mi piacerebbe discutere sul nostro periodico con tutti i nostri lettori occasionali e fedeli sulla "legalità questa sconosciuta".

Certo data l'aria che tira in Italia, dove da un po' di tempo chi ha delle pendenze giudiziarie si fa i provvedimenti legislativi personali per soffocare l'azione giudiziaria, non biasimo i semplici cittadini che nulla possono se non sottostare alle leggi vigenti e pagarsi le relative e sacrosante sanzioni amministrative.

Intanto perché tutte le volte che violiamo le leggi e quindi veniamo "multati, " scarichiamo la responsabilità del nostro agire sugli altri? In questo caso che c'entra l'amministrazione comunale?

Può essere una giustificazione l'affermare che "tutti sanno" e quindi possiamo allegramente violare i limiti di velocità e le norme sulla sicurezza stradale?

Secondo il nostro lettore Marco Naldi la sua violazione non è di quelle gravi. Forse in nostro ignora che in tutta Italia i morti sulle strade italiane ammontano a circa 9.000 persone l'anno, una vera e propria strage quotidiana, in pratica tre volte tanto dei morti delle torri gemelle a Nuova York, più dei morti degli attentati terroristici in Palestina e Israele, più dei morti dell'ultimo conflitto svoltosi in Afganistan.

La sottovalutazione della pericolosità della velocità non è educativa, anzi è foriera di morte e desolazione, di dolore e ingiustizie, di arti tagliati e di corpi immobilizzati per il resto della vita.

E non pensiate che le cose succedono chissà dove. A Pianoro nel 2001 tra Carabinieri (50 sinistri) e Vigili urbani (63 sinistri) sono stati rilevati 113 incidenti con 42 interventi dell'autoambulanza e un morto accertato, e alla base dell'incidentalità c'è il vizietto degli utenti della strada ad andare veloci a qualsiasi costo anche in spregio della propria e altrui incolumità. Le strade più pericolose sono sempre la fondovalle Savena e la Via Nazionale; infatti, nelle intersezioni di queste due arterie stradali avvengono la stragrande maggioranza degli incidenti. Moltiplicate questi semplici dati per gli 8000 comuni italiani. 

La legalità, cioè il rispetto delle leggi in vigore, non è un optional, un qualcosa di aleatorio e fragile lasciato alla discrezione di ognuno di noi. Essa non è una cosa effimera ed astratta, o modificabile secondo il caso o il personaggio. La legalità è il rispetto delle leggi, tutte, e non solo quelle di cui ci fa comodo. Quando violiamo le regole dobbiamo accettarne le conseguenze. La nostra comunità è messa in pericolo tutte le volte che i cittadini violano le regole di convivenza, le leggi sulla sicurezza stradale e le leggi dello stato.


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