| N. 4 - Anno VII - Luglio/Agosto 2002 | Indice giornale |
Attualità |
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Cosa manca a Pianoro? |
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| Massimo Antinucci | |
Riflettendo sul lavoro di questi anni della Giunta comunale, si nota come vi siano molteplici fattori positivi; ne ricordo solo alcuni come la realizzazione di importanti strutture scolastiche, i grossi investimenti per la manutenzione delle strade, la biblioteca a Rastignano, piste ciclabili, e ancora investimenti nel sociale, e davvero tante altre cose. Ma nonostante questo tutte le volte che passo per Pianoro sento che manca un qualcosa che leghi tutte le cose che vengono fatte, in quanto le sento insipide e sbiadite.
Allora se è la mente che realizza le cose è il cuore che le fa vivere, e per questo credo che a Pianoro manchi questo, una visione della realtà con gli occhi del cuore che permetta di vedere sempre dietro ogni nostro atto, la persona, l'uomo che c'è dietro.Io credo che sia questo l' importante messaggio che l' Idea porta avanti anche quando muove critiche al modo con cui il Sindaco si rapporta con i cittadini; un messaggio che io condivido, impegnandomi in prima persona a far risaltare sempre l'umanità negli atti che vengono intrapresi dal Consiglio Comunale e della Commissione che rappresento.Ma oltre all'impegno del singolo, serve un cambiamento di visione della Politica a tutti i livelli, a partire dal locale. Bisogna iniziare a interrogarsi, non solo sul cosa si fa ma anche sul come, e il contatto con il paese è fondamentale per rispondere al meglio alle esigenze della Comunità. Per fare questo bisogna combattere quei mali che hanno compromesso il rapporto tra i cittadini e l' Istituzione, tra questi, la burocrazia, che in nome di un'uguaglianza idealistica crea le più grandi ingiustizie e allora capire come la legge è per il cittadino e non contro, una macchina comunale efficiente che abbia gli strumenti per lavorare al meglio e che sia in grado di dare risposte alle problematiche che incontra. Alla politica pianorese, manca ancora la chiarezza e il rispetto per le idee altrui, si critica spesso non l' idea della persona ma la persona stessa, questo è grave perché impedisce il dialogo e il confronto e fa della politica solo occasione di meschinità. E molti atti della Amministrazione Comunale non vengono capiti, non si capisce dove si vuole arrivare e il cittadino rimane disorientato, allora semplicemente bisogna scendere tra il paese e spiegarle.Vorrei davvero che il cittadino entrando in Comune si sentisse a casa, o comunque non in un ambiente ostile.
Con questo mio intervento vorrei presentare un primo rimedio per compiere quel tanto atteso salto di qualità E' innanzitutto la valorizzazione della Comunità, in quanto tale, e questo lo si può fare con un programma culturale che abbia questo come obiettivo. Scoprire ciò che ci unisce, le tradizioni, l'ambiente, l'arte locale e tradurlo in momenti di socializzazione. E così il ruolo dell' apparato comunale, non sarà più quello di inventare chissà quale diavoleria per far uscire la gente di casa, ma basterà semplicemente attivare le risorse che già sono presenti nel nostro paese. Cito ad esempio, l' iniziativa che vede ogni anno durante la festa di Sichar, i Pianoresi provenienti dalle varie Regioni italiane presentare i propri paesi e le proprie tradizioni, cosicchè da questo momento di ricordo delle proprie radici si vede crescere una nuova comunità.Dice Sant Agostino, "Niente è più forte di un idea, di cui è giunto il suo tempo", sono certo che è giunta l'ora a Pianoro, dopo le strade e le scuole, di costruire un cosa ben più importante, l'anima del paese, senza la quale continueremo a sentirci solo ospiti o di passaggio.
Questo sarà l' impegno a cui mi dedicherò al massimo nei prossimi anni.