N. 5 - Anno VII - Settembre/Ottobre 2002 Indice giornale

Attualità

Il Monte delle Formiche

La Processione

  Sergio Savigni

Foto: Mirco Sita

Anche quest'anno in occasione della festività religiosa della ricorrenza della Natività di Maria si è svolta la consueta fiaccolata di preghiera lungo il Monte delle Formiche.

Hanno partecipato attivamente all'evento circa 80 persone, nonostante la giornata fosse stata piovosa fino a poche ore prima dell'ora dell'appuntamento, come se le nuvole fossero state portate da un diavoletto dispettoso. Comunque la fiaccolata ha avuto un ottimo successo.

Anch'io da buon pianorese di adozione, ho accettato l'invito fattomi dall'amica Rosanna, instancabile Priora della parrocchia, con una certa curiosità.

Guidava spiritualmente la processione Don Orfeo Facchini il quale ha esordito con le parole "Camminare e Pregare".

Al sentire le parole con le quali Don Orfeo ha esordito e preso dalla suggestione del luogo, cielo plumbeo con nuvoloni neri che correvano veloci, come spinte da una schiera di angeli, alberi che sembravano toccare il cielo lungo la strada, le luci delle torce dei partecipanti che proiettavano sull'asfalto ombre strane, il mio pensiero è andato ai pellegrini che nel primo millennio del Cristianesimo per accedere ad una serie di indulgenze percorrevano pregando le tre rotte sacre.

Un conduceva alla Tomba di San Pietro a Roma, la seconda al Santo Sepolcro di Cristo, la terza a San Giacomo di Compostela, quest'ultima secondo la leggenda fu meta anche della Vergine Maria dopo la morte di Cristo. Anche noi andavamo verso un santuario dedicato alla Madre divina.

Sicuramente con grande devozione abbiamo percorso un cammino in salita faticoso, guidati dalla luce delle candele che avevamo in mano e siamo arrivati sul sagrato della Chiesa, felici di avere compiuto questa fatica e di avere  acquisito emozioni e sensazioni vero nutrimento dello spirito.

Entrati in Chiesa, l'odore dell'incenso e Don Orfeo vestito di bianco sull'altare accanto al ritratto della Beata Vergine in cui spiccavano i colori rosso dell'abito e blu del mantello hanno contribuito a creare nei presenti una atmosfera di raccoglimento interiore tale da innalzare un suono unico armonioso di preghiera alla Madonna.

Il nome Monte delle Formiche deriva da un fenomeno che si verifica nella prima decade di settembre. Migliaia di formiche alate arrivano dall'Europa Centrale per accoppiarsi. Dopo avere compiuto il rito nuziale i maschi muoiono in quantità tale da coprire l'altare ed il pavimento della Chiesa. Il perché è un mistero………..questo rituale però ogni anno si rinnova portando con se la consapevolezza di appartenere ad una cultura che ha radici lontanissime.

La Chiesa è dedicata alla Natività di Maria Vergine e tale dedicazione risale al VII secolo, molto probabilmente prima in questo monte si praticavano culti pagani dedicati alla "Grande Madre".

Nel XVI secolo visse sul Monte un eremita di nome Barberio; narra la leggenda che, quando Barberio lasciò le sue spoglie terrene le campane della Chiesa si misero a suonare da sole e gli uccelli cantarono per onorarlo.

Dal portico della Chiesa si gode un panorama a 360 gradi veramente suggestivo considerando poi che, quella sera la luna era nuova quindi non proiettava nessuna luce, si notavano nella vallata una serie di falò accesi che illuminavano la campagna, retaggio di una tradizione popolare ancestrale arrivata fino a noi che intendeva,  con l'accensione dei fuochi scacciare gli spiriti del male e quindi i diavoli dai recinti degli animali.

Questo insieme di bagliori ha lasciato una impronta di suggestione tale da ammutolire, di fronte a tanto spettacolo, buona parte dei presenti.

Poi, dulcis in fundo, dietro la Chiesa aspettava i partecipanti una ricca dose di polenta calda e salsicce, servita da alcune gentili signore che hanno allietato dopo lo spirito, la carne.

Conservo della serata un indimenticabile ricordo e ringrazio la signora Rosanna per avermi permesso di partecipare all'evento.


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