N. 5 - Anno VII - Settembre/Ottobre 2002 Indice giornale

La Posta

IL NODO DI RASTIGNANO


La storia del Nodo di Rastignano è lunga e complessa, anche per un amministratore che l'ha vissuta da vicino. Ma la realtà dei fatti è una vicenda un po' diversa da quella raccontata dalla Casa delle Libertà sul periodico L'Idea.

Il recente pronunciamento del Tribunale Amministrativo Regionale è un altro ostacolo da superare  per l'Ulivo, da quando cioè nel '95 riuscì ad ottenere l'impegno finanziario di TAV e ANAS per complessivi 29 miliardi di lire, per realizzare il progetto tecnico-esecutivo della variante, consegnato già nel 96 ad ANAS, proprietaria della strada, corredato di tutte le autorizzazioni di legge all'epoca previste e richieste.

Per il Centrodestra si tratta della solita occasione per disinformare e attaccare l'Amministrazione comunale e provinciale. A nulla serve infatti ricordare (e lo abbiamo fatto più volte in molte sedi) che all'epoca non esisteva ancora la Legge Regionale di Valutazione Ambientale e per questa ragione, ovviamente, non fu allegata. In ogni caso il progetto era ed è corredato di uno Studio di Impatto Ambientale che ha previsto opere di mitigazione per oltre tre miliardi.

Gli Amministratori Locali hanno dunque creato tutte le condizioni affinché ANAS potesse procedere con l'esecuzione dell'opera ( fondi, progetto, autorizzazioni).

L'ANAS ha purtroppo ritardato di diversi anni, senza giustificazioni di sorta, le procedure per l'affidamento e l'inizio dei lavori.

Per questo, negli scorsi mesi, i parlamentari dell'Ulivo hanno depositato e proposto al Governo un emendamento alla Legge che promuove le Infrastrutture: emendamento però che è stato bocciato proprio dal Centro destra in Parlamento.

Nelle ultime settimane, a Roma, si è forse rimesso in moto un cammino, che chiede ancora pazienza e sacrifici ai nostri cittadini: la soluzione  migliore, pur proposta, era il passaggio dell'esecuzione dell'opera a TAV. Così non è stato. Il problema di noi tutti è ora quello di rimboccarci le maniche e ripartire. In questo, non c'è bisogno, né spazio per bassi tentativi di speculazione.

 

 

Pamela Meier

 

Parliamo del collegamento stradale alternativo fra Bologna e Rastignano.

Parliamo del progetto voluto da Provincia e Regione, poi sposato e approvato dalla Giunta di Pianoro. Parliamo del “Verme” che dovrebbe passare  nel sottosuolo di Rastignano con la “coda” puntata vicino al Ponte delle Oche e la “testa” penzolante sulla Rotonda Corelli a Bologna. Ammesso che possa mai venire alla luce (non è affatto scontato), quel manufatto somiglierà proprio a un “verme”:  con tanto di guscio e contorsioni altimetriche. Lo scorso mese di Aprile, abbiamo fatto conoscere alla cittadinanza le nostre valutazioni.  Le ulteriori vicende “messe poi a dimora” da questa nostra Giunta per quel “verme” rafforzano le nostre convinzioni, figlie di quelle valutazioni. Ci piacerebbe proprio che questa nostra Giunta arrivasse a capire che è arrivato il momento giusto per abbandonare l'orrore di quella connessione viaria già bocciata anche dal TAR dell'Emilia.

Ci proponiamo quindi ancora una volta all'attenzione della cittadinanza per avvertirla che è tuttora pendente sulle loro teste quel “verme” orribile e sinuoso. Per nostra fortuna, l'incubazione sarà talmente lunga che passeranno ancora tantissimi anni prima di vedere spuntare la “creatura”. Non facciamo nessuna fatica nel lasciarci cogliere dalla speranza in codesta lungaggine immaginandola come un valido soccorso per impedire la nascita della “creatura” tramite totale sfinimento di tutte le risorse, incluso quelle elucubrative.

Esiste un'alternativa a tale soluzione? Ma certo che si!!! Abbiamo ancora a nostra disposizione validissimi studi per soluzioni di viabilità realizzabili a  Ovest del Torrente Savena. Le abbiamo rispolverate e riesaminate. Ci piacciono molto di più. Possono, a nostro avviso, essere aggiornate per consentire alla cittadinanza di esprimersi a favore di una scelta mediata fra il “gradito” e “il fattibile” immediato.

Per parte nostra, ci esprimiamo senz'altro a favore di una soluzione viaria di collegamento Pianoro- Bologna da realizzarsi a Ovest del Torrente Savena con un “budello” parzialmente coperto ed emergente in prossimità degli archi di San Ruffillo sui quali scorre la storica Ferrovia Bo-Fi. Quegli archi potrebbero diventare infatti una  validissima porta di accesso veicolare alla rotonda Corelli.

Il prolungamento della Fondovalle fino ai suddetti archi avrebbe comunque l'enorme pregio di non interferire mai con la viabilità attuale per tutto il tempo occorrente alla sua costruzione che, noi reputiamo, molto meno onerosa rispetto a quella del “verme”.

 

Alberto Borgia


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