N. 5 - Anno VII - Settembre/Ottobre 2002 Indice giornale

Attualità

GLI EDIFICI SCOLASTICI COMUNALI (1° parte)

Il punto della situazione: non mancano gli inconvenienti causati da errori di progettazione e di gestione.

 
Umberto Mazzanti

Le Amministrazioni comunali di Pianoro che si sono succedute nel corso degli anni hanno sempre attuato una politica di attenzione e di potenziamento delle strutture scolastiche anche quando, come nel caso dei nidi, non erano obbligate a farlo. Questo articolo vuole fare il punto sulle condizioni del patrimonio edilizio delle nostre scuole elementari, sulle materne ed i nidi. Abbiamo la consapevolezza che molti dei disagi che i genitori e gl'insegnanti lamentano dipendono dall'impostazione progettuale che in passato veniva data agli edifici scolastici. Ma per altre situazioni molto più recenti forse con un po' più di controllo e attenzione da parte degli organi comunali competenti si potevano evitare piccoli o grandi disagi a cui a volte non si potrà più porre rimedio. Un altro fine di questa indagine è portare a conoscenza dell'Amministrazione, qualora già non lo fosse, quelle piccole cose che potrebbero migliorare in modo significativo gli ambienti e la qualità del servizio reso ai bambini; e di sottolineare che vi sono problemi conosciuti e comuni a tutti gli edifici, come per esempio il caldo estivo nelle aule, a cui si potrebbe programmare una risposta generalizzata senza attendere che venga fatta un'esplicita e formale richiesta. Bisogna comunque dare atto all'Assessorato alla scuola  che, al di là di momenti di attrito e d'incomprensione che pure tuttora esistono, tutti gli operatori da me intervistati sono concordi nell'affermare che negli ultimi tempi c'è stato un notevole e apprezzabile miglioramento dei rapporti e della collaborazione fra istituti scolastici e uffici comunali competenti.

 

LA SCUOLA ELEMENTARE DI RASTIGNANO

Dopo molti anni di attesa è stata aperta nel Settembre del 2000 la nuova scuola elementare a Rastignano. Purtroppo si rilevano immediatamente alcune inadeguatezze di progettazione dell'edificio: non ci sono saloni od atri abbastanza ampi per poter effettuare recite, spettacoli, feste o semplicemente giocare durante le pause delle lezioni o dopo il pranzo. I corridoi sono stretti, inoltre la presenza degli armadietti ne riduce ulteriormente la larghezza. Lo spazio adibito a giardino è insufficiente: la parte posteriore più grande è esposta al sole per tutto il giorno, pertanto è utilizzabile solo quando non ci sono giornate molto assolate, mentre quella sul davanti più piccola è in parte ricoperta da piancito con la presenza di alcuni lampioni bassi in cui i bambini inciampano durante il gioco; il giardino posteriore è anche inospitale (molto ripido di modo che i sassi, quando i bimbi giocano, colpiscono le macchine in sosta nel parcheggio sottostante e senza nessun albero. Il refettorio, che è al limite della capienza per il numero degli allievi che vi accedono, e la palestra sono ambienti nati senza insonorizzazione, in cui si sviluppa un rumore insopportabile. L'insonorizzazione del refettorio è stata effettuata durante l'anno scolastico dopo ripetute e insistite pressioni di genitori e insegnanti, mentre la palestra rimane un ambiente dove si lavora con molta difficoltà perché troppo rumorosa. Nella palestra era iniziato anche a piovere dentro, ma il problema è stato risolto, e il pavimento in materiale sintetico si è già staccato in parte ed è stato risistemato. Un grande problema risulta essere quello delle pulizie, che vengono  fatte in maniera insufficiente sia nella palestra che nelle aule. La scuola è stata prevista per ospitare dieci classi, ma già da quest'anno ci sono  problemi di organizzazione degli spazi (in particolare la sistemazione dei bambini del pre e post orario: ora messi nel refettorio e nel laboratorio musica al mattino e nel refettorio e nella palestra al pomeriggio). In compenso la scuola è provvista di  cinque aule didattiche (scienze, musica, video, computer e pittura) una biblioteca e una sala insegnanti. L'impianto di riscaldamento ha dato numerosi problemi a cui si è cercato di porre rimedio (vedremo con quali risultati nel prossimo inverno): i termostati per adattarsi alle temperature esterne necessitavano di tempi molto lunghi (anche due giorni) e alcune aule rimanevano fredde (tanto che è stata interessata anche l'ASL). Ci sono stati guasti continui e le temperature sono molto diverse tra i due piani (sopra spesso è molto caldo tanto da dover tenere le finestre aperte anche d'inverno); al contrario durante la bella stagione la temperature nelle aule è molto calda al limite della sopportazione La localizzazione della scuola poi non è la più felice trovandosi fra la linea ferroviaria (molto frequentata)  e delle fabbriche artigianali in certi momenti della giornata molto rumorose. Si sono verificati alcuni allagamenti nei locali della scuola durante le piogge insistenti di quest'estate non perché piovesse dentro o perché si inondasse da acque che provenissero dall'esterno ma addirittura la causa veniva dall'interno stesso della scuola. Infatti per lo smaltimento delle acque chiare (anche quelle del tetto) e scure è stata fatta una scelta progettuale che alla luce dei fatti non pare la più appropriata: tutte le acque invece di defluire per gravità nelle fogne, come sempre avviene nelle nostre case, sono raccolte in due vasche sotterranee e poi con l'utilizzo di pompe di sollevamento portate a livello della rete fognaria. Il problema nasce quando durante i temporali torrenziali manca la corrente e le pompe smettono di funzionare lasciando che le acque accumulatesi nelle vasche alla fine tracimano su per le tubature in segreteria. Ora non pare, per come sono state progettate le cose che si possa risolvere in maniera ottimale il problema ma forse sarà il caso di fornire la scuola di un generatore autonomo di corrente per le emergenze.

 

LE SCUOLE MATERNE DI RASTIGNANO

Due sono gli edifici frequentati dai bambini dai tre ai cinque anni: due realtà diverse nella stessa frazione. L'edificio posto a lato della strada statale con una sezione non è il miglior luogo per un scuola d'infanzia sia per la rumorosità sia per l'inquinamento (a suo tempo questi furono fra i motivi  che determinarono la decisione di costruire una nuova scuola elementare). In compenso lo spazio a disposizione della sezione è ampio con un aula per l'attività motoria e una per la pittura oltre ad una per il dormitorio. Ci sono poi due giardini: uno che guarda la statale più bello ma poco salubre mentre l'altro sul retro in terra battuta diventa impraticabile durante la stagione invernale. L'edificio posto in Valle Verde ha tre sezioni con 76 bambini. Essendo un edificio della fine anni 60 soffre di un impostazione degli spazi che non è più attuale infatti una scuola materna richiederebbe degli ambienti per le sezioni più ampi oltre che aule per il laboratorio e per le attività con piccoli gruppi di bambini. Invece qui gli spazi delle sezioni sono molto angusti con qualche  problema di vivibilità degli ambienti da parte dei bambini che si innervosiscono e si agitano più facilmente. L'anno scorso però, dopo qualche anno di attesa, è stata fatta l'insonorizzazione degli ambienti che hanno migliorato almeno l'acustica.. C'è però un solo bagno posto tra l'altro distante dalle sezioni e visto l'alto numero di bambini lo spazio per il dormitorio che veniva prima suddiviso per poter far fare attività motoria ai bambini probabilmente non sarà più sufficiente per adempiere tale scopo. L'edificio avrebbe le dimensioni per ovviare a tutti questi problemi ma parte dello stabile è adibito a nido e pertanto non è possibile utilizzarlo per adeguare gli spazi alle necessità. Il giardino è ampio ma si potrebbe migliorarne la sistemazione perché in molti suoi punti risulta inutilizzabile (perché in forte pendenza con rotolamento di sassi che possono colpire le auto in sosta davanti, con gradini pericolosi e con siepi posizionate a una certa distanza dalle reti di recinzione permettendo ai bambini di nascondervisi dietro scomparendo dalla vista e dal controllo delle insegnanti). Dalla parte opposta vi è un cortile abbastanza piccolo ma molto utilizzato perché fornito di una pedana in tartan che però diventa rovente nella bella stagione limitandone la disponibilità alle sole ore del mattino (è stata richiesta, per ora senza successo, una qualche forma di tenda di copertura).Questi due spazi aperti pur facendo parte della disponibilità dello stabile non sono purtroppo connessi fra loro per l'interposizione del giardino per il nido che è naturalmente delimitato da une rete.  

 

NIDO DI RASTIGNANO

Si trova nello stesso stabile che ospita la materna ed è composto di tre sezioni con 36 bambini e ha a disposizione un dormitorio, un salone e un giardino posizionato fra i due della materna. Anche qui le aule sono troppo piccole per il numero di bambini presenti. Il giardino, che non si riusciva a tenere erboso, è stato ricoperto con un granulato di gomma dura molto apprezzato dalle insegnanti perché abbastanza elastico da proteggere dalle cadute e comodo perché assorbendo velocemente l'acqua può essere utilizzato anche subito dopo un piovasco. Un certo disagio provoca invece la presenza di un unico bagno con soli sei water  per i 24 bambini delle due sezioni  dai 20 mesi fino ai 3 anni. Anche qui non c'è il servizio attrezzato per l'handicap. La sezione dei 12 bimbi più piccoli, da 12 ai 19 mesi, usufruisce invece di un proprio bagnetto con otto mini water. Purtroppo si deve rilevare che il pavimento in linoleum che riveste tutto l'ambiente del nido continua a staccarsi da tempo nonostante l'impegno degli addetti alla manutenzione del Comune e dello stesso personale del nido che cercano di ovviarvi con nastro isolante e rimedi vari. Ma finalmente dopo 15 anni di richieste sono arrivati questo Settembre i nuovi arredi. Infine si segnala che il pavimento gommato antisdrucciolo che ricopre la rampa dell'entrata è molto consumato, essendo del '73, e perciò nelle giornate piovose o con la neve diventa scivoloso: forse sarebbe il caso di provvedere prima che inizi la brutta stagione. Il personale esprime però soddisfazione per la disponibilità e sollecitudine degli interventi degli addetti alla manutenzione comunali.

 

 

Continua nel prossimo numero.


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