| N. 5 - Anno VII - Settembre/Ottobre 2002 | Indice giornale |
Rubriche |
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Gli elettori vi guardano |
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IL LAVORO DEI CONSIGLIERI COMUNALI - CRONACA DELLE PIÙ IMPORTANTI QUESTIONI TRATTATE NELLE RIUNIONI DEL CONDSIGLIO COMUNALE |
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Umberto Mazzanti |
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SEDUTA DEL 13/09/02
1) Seabo diventa Hera: il Vicesindaco Dallolio ricorda che Seabo da Luglio, essendosi unità alle Società del Perimetro Romagnolo, è diventata Hera. Il 51% del capitale rimane a Seabo di cui Pianoro è il terzo azionista dopo Comune di Bologna e Casalecchio con circa il 2% di azioni. Si richiede al Consiglio di esprimere parere favorevole al prezzo minimo di vendita in Borsa delle azioni della nuova società, prezzo ricavato dalla somma dei patrimoni netti delle due società. Da questa fusione i soci Seabo ricaveranno dallo scorporo delle quote di partecipazione 4,5 miliardi di vecchie lire entro questo Ottobre e 2,1 miliardi entro Giugno 2004, per Pianoro quindi circa 120 milioni. Ogni socio potrà poi vendere al mercato azionario non oltre il 49% della propria quota per mantenere il controllo della nuova società. Il Capogruppo di Rifondazione Ori e il Consigliere della CdL Parisi esprimono il loro voto contrario ad un'operazione finanziaria che ritengono speculativa e che allontana dai cittadini i centri decisionali diminuendone così le possibilità di un reale controllo.
Votazione: approvato con favorevole Ulivo e Degli Esposti della CdL, contrari Rifondazione e Parisi.
SEDUTA DEL 27/09/02
1) Variazione al bilancio 2002-2004 di 8 miliardi di vecchie lire: L'Assessore al bilancio Gramigna ne illustra i capitoli più importanti fra i quali: - 4 miliardi di lire per l'acquisto dell'intera area di "Pianorello" a Pian di Macina, messa in vendita dalle Poste Spa.; per poterla acquisire si accenderà un mutuo al 3% circa che in parte verrà finanziato dai proventi dell'affitto del ristorante.- 1,6 miliardi per la manutenzione di strade. - 650 milioni per un nuovo spogliatoio per il baseball e il calcio a Pianoro Nuova, la palazzina di servizio alla bocciofila del Gualando e un prefabbricato per il campo di cricket.-100 milioni per una piscina all'aperto di metri 20x10 nell'impianto "Paolo Gori". La Consigliere della CdL Montoncello chiede che si renda noto quali sono i progetti che si hanno per "Pianorello" e che non si ripeta quanto accaduto per il palazzetto dello sport dove i cittadini di Pianoro pagano sia il mutuo dell'acquisto sia degli oneri per la gestione. Il Sindaco fa la cronistoria di "Pianorello": è un'area delle Poste che nel '92 è stata data in gestione al Comune di Pianoro, escluso il ristorante, con comodato gratuito decennale perché si aveva una forte richiesta di spazi da parte delle società sportive; è un'area di 9 ettari, che da via del Sasso arriva alla Fondovalle compreso il ristorante e il laghetto, la cui destinazione d'uso è "verde pubblico e ricreativo sportivo"; ora che la convenzione è scaduta ed è stata messa in vendita la Giunta ritiene importante che rimanga di proprietà comunale e non vada a dei privati; è previsto un coinvolgimento di tutte le società sportive che vi afferiscono per definire la tipologia di gestione, le finalità e gli investimenti. Il Consigliere di Rifondazione Vicinelli, seppur d'accordo nell'aumentare il patrimonio comunale, nota il paradosso della facilità con cui si investono 4 miliardi che diventeranno poi 5 o 6 per acquisire "Pianorello" a fronte della difficoltà di stanziare 200 o 400 mila lire per le famiglie più bisognose.
Votazione: approvato con favorevole Ulivo, astenuta Rifondazione e contraria CdL.
2) Acquisizione delle case di proprietà dello stato. Il Sindaco informa della possibilità di acquisire le circa centocinquanta case di proprietà ERP (Edilizia Residenziale Pubblica) del nostro Comune nonché le tre aree di parcheggio nel centro di Pianoro per 380 mila euro; ma sottolinea che questo passo rappresenta una sfida per le capacità economiche, gestionali e progettuali dell'Amministrazione perché implica la riapertura del progetto sul PRU e la destinazione, la manutenzione o la ristrutturazione di tutti gli edifici che il più delle volte versano in precarie condizioni. Ciò comporterà un esborso di denaro comunale che dovrà rientrare con la vendita di immobili e aree edificabili nel centro ma anche con il pagamento degli affitti che dovranno essere aggiornati alle reali capacità contributive degli inquilini. L'idea è di mantenere alcune abitazioni con un affitto sociale come quello attuale dalle 100/200 mila lire al mese, le altre renderle disponibili a quelle fasce di reddito medio basso che non possono accedere al libero mercato, con un affitto calmierato di 500/700 mila lire mensili, che permetta però al Comune di avere le risorse per poter eseguire la loro manutenzione. L'alternativa è che il patrimonio venga chiuso man mano che si svuota e divenga sempre più fatiscente nel tempo visto che lo Stato non vuole investirvi del denaro ma non può cederlo a privati. I Consiglieri Ori e Vicinelli di Rifondazione se da un lato sono d'accordo sull'acquisizione di patrimonio immobiliare da parte del Comune dall'altro vedono questa operazione inserita in quella più ampia del PRU del centro di Pianoro che definiscono una speculazione finanziaria eseguita insieme ai costruttori privati e testimoniata dall'aumento degli indici di edificabilità di quell'area. Chiedono inoltre quanti sono gli inquilini del centro di Pianoro che hanno opzionato nel '94 l'acquisto del loro appartamento ERP e propongono di dare la possibilità anche a chi allora non l'aveva fatto di acquistarlo, perché alcuni potrebbero avere nel frattempo maturato le condizioni per farlo. Il Capogruppo della CdL Sabattini considera l'operazione proposta quasi impossibile da gestire per il Comune se inserita nel contesto di un PRU che considera fortemente speculativo. Concorda che esiste l'esigenza di fornire una casa a prezzi sociali agli indigenti e contenuti per le famiglie a basso reddito pertanto propone un più basso profilo: acquisire le abitazioni, riqualificarle e quando è il caso adeguarne gli affitti, tenere separate le operazioni finanziarie ed immobiliari che interessano il PRU del centro da quelle che coinvolgono le frazioni. Ritiene che se gl'inquilini delle case del centro hanno ora maturato le condizioni economiche per l'acquisto dell'appartamento in cui risiedono devono concorrere agli stessi bandi per l'acquisto di una casa popolare di chi ha lo stesso reddito. Il Sindaco informa che solo pochi cittadini avevano opzionato nel '94 l'acquisto delle abitazioni e ne conferma il diritto acquisito, ma non intende svenderle a inquilini che ora possono permettersene l'acquisto e a cui verranno riproposte ristrutturate ad un prezzo agevolato. Il Consigliere dell'Ulivo Federici ricorda che la partecipazione dei privati ai PRU è prevista dalla legge, e ritiene che la speculazione è semmai quella di coloro che adesso vorrebbero acquistare gli alloggi intravedendo un possibile guadagno futuro. Il Capogruppo dell'Ulivo Sassatelli ricorda che l'intreccio con il PRU si pone inevitabilmente se si considera che la metà del patrimonio pubblico, 150 di proprietà ERP e altrettanti dello IACP ora ACER che andremo ad acquisire più avanti, è nel centro di Pianoro. Votazione: approvato con favorevole Ulivo, contrari CdL e Rifondazione.
3) Gli asili nido comunali. Rifondazione ha chiesto di porre in discussione in Consiglio Comunale il progetto dell'Amministrazione di affidare in appalto a privati parte del servizio educativo negli asili nido. Il Capogruppo di Rifondazione Ori manifesta perplessità sui tempi e i modi scelti dal Comune che hanno prodotto un conflitto con il Sindacato sfociato il 2 Ottobre in uno sciopero del personale insegnante dipendente. È contrario a qualsiasi intervento di privati nei pubblici servizi perché ritiene che in tal modo non sia garantito ai bimbi pianoresi un servizio di alta qualità; critica l'intenzione dell'Amministrazione di spostare il personale dipendente dal nido di Rastignano a quello di Pianoro mettendo tutto quello esterno a Rastignano dove potrà utilizzare l'asilo per attività rivolte all'infanzia con un rapporto economico diretto con l'utenza. Si chiede se la sperimentazione a Rastignano del post orario dalle 17,30 alle 19,30 e l'apertura al Sabato mattina non fosse attuabile utilizzando il personale interno; e mette in evidenza come la gestione privata possa implicare un maggior turn over del personale che, essendo pagato in media 400 euro mensili in meno di un dipendente pubblico, è spesso alla ricerca di un posto meglio remunerato. È contrario che il privato possa utilizzare personale con rapporto di lavoro autonomo o parasubordinato e ipotizza che gli obiettori di coscienza e i volontari possano essere utilizzati in una logica sostitutiva (anziché complementare) degli insegnanti; quindi mette in discussione la validità del parere positivo di legittimità del Segretario Comunale in quanto ritiene che questa operazione costituisca un'intermediazione di mano d'opera, vietata alla Pubblica Amministrazione. L'Assessore alla Scuola Mignogna osserva che la gestione pubblica degli asili con l'affidamento in parte ad esterni non è la privatizzazione del servizio pubblico; ricorda che la gestione mista del nido a Pianoro ha già una sua storia decennale, con un rapporto di convenzione esterna con la stessa cooperativa, che soddisfa sia l'Amministrazione che i genitori e i bambini. Quindi la nuova organizzazione del personale sul territorio non è una novità dirompente ma il perfezionamento di un percorso che vuol rendere il servizio più completo ed omogeneo permettendo di modulare l'offerta alla richiesta di post orario da parte dei genitori utilizzando la flessibilità del personale privato. Il Capogruppo della CdL Sabattini, in riferimento all'ultimo appalto per la gestione degli asili nido, fa notare che quando si invitano alcune società (in questo caso cinque) e se ne presenta una soltanto e si considera esperita ugualmente la gara non crede che la cosa si possa considerare del tutto legittima: infatti potrebbe determinarsi facilmente un cartello fra le ditte che si spartiscono le zone di modo che possano presentarsi da sole ottenendo il prezzo da loro richiesto senza la possibilità di una contrattazione o un ribasso. Il Capogruppo dell'Ulivo Sassatelli ipotizza che, avendo fatto un appalto per un solo anno dovendo entrare in vigore dal 2003 il riordino della scuola per questa fascia di età, l'offerta fosse poco appetibile economicamente per un nuovo gestore. Il Consigliere della CdL Parisi è d'accordo con la scelta fatta di affidare all'esterno la maggior necessità di insegnanti proprio perché dal prossimo anno con la riforma i bimbi entreranno nella scuola materna a due anni e mezzo; quindi calerà la richiesta di utilizzo del nido che obbligherebbe a riconvertire le eventuali educatrici assunte in un altro ruolo magari impiegatizio.
4) Dimissioni alle consulte di frazione. Il sindaco informa di aver ricevuto negli ultimi mesi dalle Consulte le dimissioni di due Consultori di maggioranza a Rastignano e di due (uno in quota alla minoranza e uno espressione dell'associazionismo) più il Presidente a Pian di Macina; e ricorda che una Consulta di frazione è composta di sette/nove Consiglieri: quattro scelti dalla maggioranza, due dall'opposizione e fino a tre dalla cittadinanza. Il Sindaco chiede all'Ulivo di designare i nuovi Consultori per Rastignano e a Rifondazione uno per Pian di Macina; e manifesta la sua intenzione di convocare un'assemblea pubblica a Pian di Macina nella seconda metà di Ottobre per nominare il rappresentante della cittadinanza.
I COMMENTI
1) L'acquisizione di "Pianorello". Ci pare un'operazione importante e giustificata per aumentare il patrimonio comunale in una zona destinata a verde pubblico e alla ricreazione sportiva.
2) L'acquisto delle case dello stato. Ci sembra un'opportunità da cogliere, sebbene molto impegnativa per l'Amministrazione, quella di acquisire il patrimonio ERP oggi e ACER/IACP domani. È allo stesso modo obbligatorio il percorso che lega la riqualificazione del centro con il PRU alla possibilità di ristrutturare e curare la manutenzione degli edifici acquisiti; questo anche a scapito di concessioni sugli indici di edificabilità. Bisognerà però rendere trasparente negli indirizzi e nelle modalità il percorso che ci porterà alla definizione progettuale del PRU.
3) Gli asili nido. Non vogliamo entrare, in questa sede, in una discussione relativa all'affidamento esterno di servizi comunali che necessiterebbe di ben altro spazio, ma ci pare che la legge preveda e consenta il rapporto fra il Comune e un imprenditore privato dopo aver esperito una gara d'appalto. L'imprenditore a sua volta garantisce, sotto propria responsabilità, di ottemperare alla normativa vigente in materia di lavoro e di riservare ai propri dipendenti l'applicazione del regime salariale ed i diritti propri della categoria a cui appartengono. Se così non fosse non si capisce come il Comune abbia potuto nel corso degli anni affidare a privati, senza che nessuno sollevasse un'obiezione, i servizi socio assistenziali agli anziani, l'appalto della cucina e da dieci anni parte della gestione degli stessi asili nido. Sarebbe invece interessante capire perché questo problema sia scoppiato solo oggi quando questa situazione di gestione da parte del privato, esclusiva a Pian di Macina e al Botteghino e mista insieme a personale pubblico a Pianoro Nuova e a Rastignano, è presente da tempo.
4) Le dimissioni alla Consulta di Pian di Macina. Il Sindaco riferisce delle dimissioni di due Consultori e del Presidente della Consulta, a noi invece risulta che si sia dimessa in blocco tutta la Consulta di Pian di Macina per le incomprensioni con l'Amministrazione sul ruolo di questo organismo di rappresentanza della Frazione. Stupisce che la situazione venga ritenuta dal Sindaco normale e non il sintomo di un disagio diffuso che investe il rapporto fra popolazione e Amministrazione; e che su questo malessere non senta invece la necessità di interrogarsi attraverso una discussione in Consiglio o in un'assemblea pubblica.