N. 5 - Anno VII - Settembre/Ottobre 2002 Indice giornale

Attualità

La frana alle gole di Scascoli

  Gianluigi Pagani

Nel corso della mattinata di mercoledì 16 ottobre, 70mila metri cubi di roccia si sono staccati dalla sponda sinistra delle Gole di Scascoli, tra Pianoro e Loiano, e sono precipitati a valle, bloccando la strada di Fondovalle ed il fiume Savena. I carabinieri della stazione di Pianoro e di Loiano, in servizio nelle vicinanze, hanno dato l'allarme in tempo reale. La strada è stata chiusa immediatamente al traffico veicolare da Pianoro Vecchio fino all'altezza di Scascoli. Per ore i cani antivalanga dei vigili del fuoco, fatti arrivare in elicottero da Reggio Emilia, hanno cercato fra i detriti, nel timore che sotto gli enormi massi qualcuno potesse essere rimasto intrappolato o ucciso. Sono intervenuti anche i tecnici della difesa del suolo della Protezione Civile che hanno dovuto occuparsi dell'emergenza legata ai rischi di tracimazione del Savena. I massi infatti hanno ostruito il torrente, creando, proprio all'altezza di Scascoli, una sorta di diga naturale. Per questo, sono entrate in azione anche due idrovore dei vigili del fuoco per scaricare a valle l'acqua, che saliva al ritmo di venticinque centimetri l'ora. Sul luogo della frana è giunto quasi immediatamente anche l'assessore all'ambiente ed alla protezione civile del Comune di Pianoro, Marco Pizziolo, che tra l'altro è un geologo particolarmente competente in materia di smottamenti. Come si presentava la situazione quando è arrivato alle Gole di Scascoli? "La frana era avvenuta alle 4 di mattina" ci risponde Pizziolo "ed interessava una parete che 12 anni fa aveva già subìto un'altra caduta. Le rocce ostruivano completamente la strada provinciale della Fondovalle Savena, ed insieme il corso del fiume. Si vedeva un lago profondo circa 5 metri, e largo oltre 50 metri. Se non fossimo in una situazione tragica e pericolosa, il panorama era quasi alpino, e bello da vedersi". Quali a suo parere le motivazioni del crollo? "Ritengo che siano state motivazioni assolutamente naturali, dovute alle piogge delle ultime settimane che hanno scatenato l'evento. Hanno aperto le fessure della roccia togliendo quella piccola coesione che c'era tra i singoli massi, eliminando la terra ed il collante". Vi è stato rischio per le persone? "Fortunatamente a quell'ora della mattina nessuno transitava per la strada, evitando così una tragedia. Ugualmente sono state effettuate delle ricerche con i cani per controllare che nessuno fosse rimasto intrappolato sotto i massi". Quali interventi sono stati realizzati? "Per tutta la giornata il livello dell'acqua è stato tenuto sotto controllo dalle idrovore della Provincia e dei Vigili del Fuoco. Anzi colgo l'occasione per congratularmi con i Vigili del fuoco che sono intervenuti con grande competenza e professionalità. In tarda serata stavano giungendo altri mezzi della protezione civile nazionale". Quali saranno gli interventi futuri? "Sarà necessario creare un deflusso delle acque verso valle e mettere in sicurezza la parete franata. Infatti il crollo ha lasciato un <cappello> di massi che sarà necessario disgaggiare. Il tutto verrà valutato dall'unità di crisi, già operativa in Regione". Quali i costi per i Comuni della Vallata del Savena e quali i tempi per la realizzazione di tutto questo? "La strada è di competenza della Provincia, che dovrà anche sopportare i costi. Per la chiusura della strada si parla di circa 1 anno e mezzo per la messa in sicurezza. In ogni caso nelle prossime settimane sarà necessario togliere le rocce pericolose e aprire il deflusso delle acque. Poi una valutazione fatta con più tranquillità ci potrà dare un quadro preciso della situazione".

 


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