| N. 5 - Anno VII - Settembre/Ottobre 2002 | Indice giornale |
Il Personaggio |
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STORIA DI UN ITALIANO |
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Stefano Galli |
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Aldo Fiorigi Contro abita nel nostro paese, è nato nel 1915 nella provincia di Rovigo verso la foce del Po ed ha vissuto come molti suoi coetanei un periodo cruento della storia italiana. La particolarità di Aldo è quella di aver riportato sulla carta innumerevoli episodi della propria vita dall'infanzia fino ai giorni nostri descrivendo anche i parenti, il loro carattere e alcune loro vicende. Siccome mi è giunta voce degli scritti di Aldo ho deciso di contattarlo e chiedergli se potevo visionare qualcosa. Ho incontrato una persona disponibile, felicissima di esternare le proprie esperienze e sono rimasto colpito, oltre che dalla mole notevole della raccolta, anche dalla semplicità di un linguaggio diretto e da una grande capacità di sintesi: leggendo i brevi racconti sembra di sfogliare un album fotografico. Episodi di vita di inizio secolo affiancati dall'esperienza di disegnatore di impianti elettrici in ferrovia dove prende parte nel 1957 alla realizzazione della centrale operativa del nodo di Bologna definita da un articolo del Carlino del 14 febbraio 1987 "tuttora operativa dopo 30 anni di funzionamento". Di particolare interesse la raccolta inerente la guerra in Africa e la ritirata del nostro esercito dopo El Alamein lungo la costa mediterranea fino all'ultimo baluardo tunisino con le successive peripezie per il rimpatrio. L'esercito italiano era in rotta costantemente tallonato dai nemici ed il nostro Aldo Fiorigi riporta notizie di scontri, ma anche di vita quotidiana di questi nostri concittadini in un passato non troppo lontano. Mi è capitato spesso di sentire persone anziane raccontare episodi della guerra; di solito storie eroiche di lotta tipo quelle che si vedono nei film. Anche Fiorigi mi ha raccontato vicende di questo tipo, ma anche aneddoti di vita quotidiana che coinvolgono molto di più e fanno intuire la gravità della guerra partendo dal basso, dagli avvenimenti dei singoli soldati: <<Mentre mangiavamo carne di cammello>> racconta Aldo <<sentisti se è cattiva, sembra di mangiare una gomma! mi si avvicina un cane randagio. Era stato mutilato alle orecchie probabilmente per farlo diventare più aggressivo. Aveva molta fame, gli do qualche scarto e lui mi rimane vicino. Con il passare dei giorni non mi abbandona più e gli altri soldati che mi prendevano in giro per quel cane arabo senza orecchie pian piano hanno cominciato ad invidiarmi perché "capeset ban" gli inglesi di notte arrivavano con gli alianti e silenziosissimi si paracadutavano a piccoli gruppetti per pugnalare i soldati che dormivano ed il mio cane era un'arma formidabile contro gli intrusi che si avvicinavano furtivi. Tutti avevano scarti per il mio cane e volevano dormire vicino a me>>. Prima di ogni lettura il nostro Aldo mi fa una descrizione degli avvenimenti condita di qualche frase dialettale e numerosi "capeset ban". Così mi leggo anche la storia del coraggio del generale Rossi a cui Fiorigi era stato affidato per le sue doti tecniche di disegnatore. <<La prima volta che entrai nella sua tenda il generale non mi degnò di uno sguardo>> mi racconta Aldo <<era intento a scrivere sulla sua scrivania e non alzò neppure la testa, poi quasi subito cominciarono a bombardare. Io ero terrorizzato mentre il coraggioso generale non smise neanche di scrivere. Il nemico stava aggiustando il tiro, le cannonate si sentivano sempre più vicine, ero stupefatto dal coraggio del generale e "capeset ban" non osavo scappare a cercar riparo mentre lui continuava a scrivere a testa bassa. Poi arrivò una cannonata vicinissima ed il rumore fu di molto superiore alle altre, a quel punto il generale disse :<<Avanti>> ed io capendo che era totalmente sordo mi diedi alla fuga. Quando conobbi meglio il generale Rossi scoprii che diceva sempre che voleva che i suoi soldati fossero come lui: sordi davanti al nemico>>. La generazione di Aldo ha vissuto esperienze dure, la guerra, le privazioni di un tenore di vita diverso dal nostro: <<Mia madre fu operata al seno per ben due volte senza anestesia>> ricorda Aldo <<un po' di alcool e via. Adesso stiamo bene, abbiamo tutto, possiamo fare tante cose, andare in ferie e soprattutto vivere tranquilli con i nostri cari e nessuno che ci bombarda la casa. Sono belle fortune, ma la gente attorno a me sembra non rendersene conto, i problemi che ci assillano sono ridicoli, questioni veramente serie da risolvere non ce ne sono eppure il mondo sembra aver perso quegli ideali che muovevano la mia generazione>>. La voglia di scrivere e di esternare le proprie esperienze è grande in Aldo tanto che più volte ha partecipato con i suoi racconti a concorsi letterari ricevendo due riconoscimenti dalla rivista SPI-CGIL "Libertà" ed altri due per concorsi toscani indetti dal comune di Pieve S. Stefano di Arezzo sul tema "Diari e memorie epistolari". Nel 1957 ha pubblicato un volume tecnico sugli impianti elettrici specifico per esami in ferrovia, ma il suo grande sogno è quello di pubblicare un libro con alcuni suoi racconti. Da qualche anno Fiorigi si sta guardando attorno con scarso successo, si è rivolto ad alcuni editori che lo hanno respinto probabilmente senza nemmeno leggere i racconti da lui esibiti. Che dire? Personalmente il fatto di scrivere in modo non convenzionale mi ha particolarmente colpito, del resto "La vita è bella" di Benigni tratta di guerra uscendo dai soliti schemi narrativi e "capeset ban" ha ottenuto un successo strepitoso.