| N. 5 - Anno VII - Settembre/Ottobre 2002 | Indice giornale |
Attualità |
|
2002: Anno internazionale della montagna. |
|
Nostra intervista a Remo Rocca che, con la carica di vice presidente, rappresenta Pianoro nella giunta della Comunità Montana "5 Valli bolognesi". |
|
Marco Malpensi |
|
La Comunità Montana 5 Valli bolognesi- che ha sede a Pianoro ed ha giurisdizione oltre che sul territorio del nostro comune anche sui territori di Sasso Marconi, Monterenzio, Loiano, Monghidoro, S. Benedetto Val di sembro, Monzuno e Castiglion dei Pepoli- è un ente che i cittadini conoscono poco ed avvertono come uno di tanti organismi pubblici le cui competenze si accavallano e la cui utilità è dubbia; certe recenti novità- quali i suoi ripetuti cambi di denominazione, la posa di cartelli stradali che ne delimitano il territorio, la nomina di un addetto stampa, l'edizione di un giornale a colori- introdotte con l'evidente scopo di farsi meglio conoscere sono state generalmente percepite come uno spreco di denaro pubblico che conferma il giudizio negativo. Un giudizio negativo che è stato ulteriormente accentuato dalla decisione presa dagli amministratori di aumentare le loro indennità con un costo per la collettività che, a quanto si dice, per il solo presidente Liviano Malaguti avrebbe così raggiunto la ragguardevole cifra di circa 250 milioni annui delle vecchie lire. La presenza nella giunta di Remo Rocca quale rappresentante del nostro comune con la carica di vice presidente e assessore all'agricoltura, ci pare rappresenti invece una nota positiva nel giudizio dei cittadini; i pianoresi hanno sotto gli occhi il suo impegno e conoscono la sincera passione che lo anima nel difendere gli interessi dei territori montani e delle persone che vi abitano. Una passione che gli deriva dalle sue origini montanare di cui conserva con orgoglio molte tradizioni, a cominciare dal dialetto che non perde occasione di ostentare. Siamo nel 2002, proclamato dall'ONU Anno internazionale della montagna, e Remo Rocca ci è sembrato la persona giusta da intervistare.
Cominciamo dall' "Anno della Montagna". Che cosa ha fatto la Comunità montana per raccogliere l'appello dell'ONU?
Su proposta dell'assessorato all'agricoltura il Consiglio ha approvato un ordine del giorno che costituisce la conclusione di un lungo lavoro di analisi e di approfondimento dei problemi fatto attraverso un confronto con le realtà locali, con i tecnici, con gli esperti. Il documento, da noi inviato alla Regione a tutte le altre istituzioni locali, illustra le difficoltà che rendono più dura la vita nei territori montani e individua le soluzioni necessarie per realizzare uno sviluppo sostenibile che eviti, nell'interesse anche della pianura, il loro abbandono.
E poi c'è il progetto "Futa e dintorni" per il quale rimandiamo il lettore all'articolo pubblicato in altra pagina di questo giornale. Ma vediamo brevemente quali sono i compiti del tuo assessorato…
Si tratta di prendere iniziative per stimolare e indirizzare lo sviluppo delle attività agricole attraverso finanziamenti che in gran parte arrivano dall'unione europea fatti tramite un piano regionale che si articola in tre direzioni: investimenti, ambiente, sviluppo provinciale. Il budget dei finanziamenti da erogare per quest'anno ammonta ad oltre 3 milioni di Euro (6 miliardi di vecchie lire).
Gli altri assessorati non sembrano dare segni di vita. Qualche loro realizzazione?
Una convenzione con i comuni che dovrebbe consentire l'appalto unificato per tutto il territorio della Comunità Montana della manutenzione del verde; la gestione unificata del personale dipendente dai comuni con l'eccezione, per il momento, di Pianoro e Sasso Marconi.
La scelta di un presidente che è anche sindaco di Monterenzio non mi sembra felice. L'accumulo di due cariche così impegnative forse crea problemi di disponibilità di tempo e anche qualche conflitto d'interesse.
Può darsi. A suo tempo si è preferito puntare su una presidenza che avesse caratteristiche di autorevolezza. Comunque per il futuro ci si può ripensare.