| N. 5 - Anno VII - Settembre/Ottobre 2002 | Indice giornale |
Copertina |
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La consulta di Pian di Macina dimissionaria. |
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Ia crisi di uno strumento di partecipazione dei cittadini nel quale l'amministrazione comunale mostra di non credere. |
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A inizio d'anno, con una intervista a Umberto Magnani presidente di Pianoro Vecchia- Livergnano- Guzzano, l'Idea si era già occupata delle difficoltà in cui versano le consulte di frazione. Il nostro articolo metteva in evidenza il senso di frustrazione che tale organismo, quando non riesce a funzionare, può ingenerare nelle persone che lo compongono. La notizia delle dimissioni dell'intera consulta di Pian di Macina ci ha confermato nel nostro giudizio ed ha accentuato le nostre preoccupazioni. Le dimissioni sono maturate al termine di un incontro pubblico con la giunta, per la verifica di metà mandato. In calce al verbale della riunione, firmato da tutti i componenti della Consulta (compresi quindi anche quelli indicati dai partiti di maggioranza), si legge: "i componenti la Consulta… ribadiscono la necessità di un maggiore coinvolgimento nelle occasioni decisionali. Il perdurare di una situazione di totale inutilità (della Consulta n.d. r. ) determina la scelta delle dimissioni generalizzate dei componenti stessi". Tale verbale è stato recapitato al sindaco il 28.06. scorso dal presidente Luigi Nuozzi al fine di formalizzare le dimissioni. A quanto ci risulta i problemi manifestatisi a Pian di Macina sono presenti, sia pure in misura a volte molto minore come nel caso di Botteghino, anche nelle altre frazioni. C'è quindi da chiedersi se tali organismi, che non sembrano, in generale, dare alcun risultato se non quello di umiliare le migliori energie presenti nella cittadinanza, siano da ripensare partendo dalla ricerca delle ragioni che ne determinano la crisi. Noi crediamo che la mancanza di attenzione dell'amministrazione comunale nei confronti delle consulte sia evidente e sia una importante causa del loro malessere. Così come è importante ricordare che la nomina fatta su indicazione dei partiti di gran parte dei consultori comporta una limitazione della loro indipendenza. Ma anche rimovendo tali ostacoli è nostra convinzione che le consulte avrebbero lo stesso notevoli difficoltà a portare un effettivo contributo al buon svolgimento della vita pubblica della nostra comunità. Il loro maggiore problema è costituito dalla estrema difficoltà che hanno a raccogliere le informazioni per costruirsi un patrimonio di conoscenze che consenta la formulazione di proposte che tengano conto di tutti gli aspetti del problema. Già gli amministratori comunali, dovendo fare i conti con un apparato in affanno perché sottodimensionato e carente dal punto di vista organizzativo, fanno fatica a muoversi attraverso le complicazioni burocratiche e gli ostacoli frapposti dalla assurda legislazione che regola le autonomie locali: figuriamoci le difficoltà che incontrano i consultori che devono operare di persona nel tempo libero dai loro impegni di lavoro! E' quindi da ritenere che le consulte potranno avere un ruolo effettivo soltanto quando saranno affrontati e risolti i problemi connessi con l'insoddisfacente funzionamento della macchina comunale; problemi che investono negativamente tutta l'attività del comune e che la giunta dovrebbe affrontare con maggiore determinazione.