N. 6 - Anno VII - Novembre/Dicembre 2002 Indice giornale

Attualità

Il rispetto delle regole

  Michele Marra

Le lettere di due cittadini che sull'ultimo numero de  L'Idea hanno polemizzato con un mio articolo che aveva per oggetto l'uso dell'autovelox da parte della nostra polizia municipale, mi danno lo spunto per tornare sull'argomento. Intanto ringrazio i due lettori che con piglio e senza alcun timore hanno preso carta e penna e hanno scritto la loro opinione; poiché è solo dal confronto d'opinioni diverse che può nascere un risultato soddisfacente per tutti. E poi credo sia necessario ribadire che il rispetto delle regole è il fondamento della convivenza civile. Quando le regole non si condividono si cerca di cambiarle ma intanto si rispettano. In modo particolare si debbono rispettare quelle regole del codice stradale che sono fatte per evitare incidenti che sono causa di una strage che si ripete tutti i giorni. In Italia i morti sono 8.000 all'anno (rettifico il dato di 9,000 che avevo scritto nel mio articolo precedente) ai quali vanno aggiunte alcune migliaia gli invalidi (circa 24.000). Pensate che in due anni sparisce un intero paese grande come Pianoro. Per quanto riguarda gli incidenti sulle nostre strade,riaffermo che alla "base" di essi vi è la libertà dei singoli individui di ignorare i limiti di velocità e le regole sulla sicurezza stradale, in italiano corrente significa che la velocità è la prima causa d'incidenti stradali (non l'unica evidentemente). Un frontale o comunque una collisione a bassa velocità (20/30 Km/h) non provoca tragedie se non in limitatissimi casi. Ritengo sia ipocrita e riduttivo pensare che solo la tecnica (airbag, abs, barre laterali di rinforzo, rotonde stradali e quant'altro) possa salvare la vita agli utenti della strada; bisogna prendere atto che la vita la si salvaguarda con comportamenti non a rischio poiché essa è preziosa e "unica" cioè non replicabile in caso d'incidente mortale. La condivisione delle regole ha una sola  fonte laLEGGE che in linea di principio è uguale per tuttitranne che per i potenti di turno.

Tornando alla sicurezza stradale forniamo di seguito altri dati fornitici dalla Polizia Municipale e dal comandante della stazione dei Carabinieri. Si può notare che le infrazioni legate alla velocità sono circa il 33% del totale. A mio avviso tantissime ma lascio al lettore di trarre un qualche ammonimento da quanto riportato ed a confrontarlo con quanto gli accade intorno: in prossimità di scuole e nei centri abitati, sulle rare strisce pedonali e sui marciapiedi di Rastignano e Carteria, sugli incroci della Fondovalle Savena e della Nazionale della Futa. Magari fotografando ciò che a loro avviso sono i comportamenti più pericolosi e degni di essere collezionati a futura memoria.

Nel 2001 la Polizia Municipale ha elevato un totale di 1650 infrazioni con il ritiro di 64 patenti per infrazioni sulla velocità, mentre per i Carabinieri, il ritiro di patenti viene effettuato solo per altri tipi d'infrazione anche perché non sono dotati di autovelox; comunque hanno sanzionato 24 utenti motorizzati per velocità pericolosa. Per mancato uso del casco, trasporto passeggero, fermo amministrativo per minori e norme comportamentali i Vigili hanno elevato 40 sanzioni (i carabinieri 16); 100 sanzioni sulle cinture e sistemi di ritenzione i vigili  (17 i carabinieri); inoltre i vigili hanno elevato 550 sanzioni per il divieto di sosta; 360 infrazioni alle ordinanze comunali; 170 sanzioni per altre infrazioni. Sono poche, sono molte, chissà? Penso proprio che prima di metterci al volante e violare le norme sulla sicurezza stradale mettendo in pericolo l'incolumità altrui e propria sia utile riflettere e ripensare al vecchio adagio del "chi và sano và piano e va lontano" e campa cent'anni….. se non incrocia sulla sua strada il velocista rambo-pilota di turno che può ucciderlo prima.


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