N. 6 - Anno VII - Novembre/Dicembre 2002 Indice giornale

Attualità

È ARTE QUESTA?

 
Piergiovanni Pierantozzi

Alcune cose fatte dall'uomo sembrano davvero inutili. La cosa più sconcertante è che sembrano fatte senza alcuna motivazione, neanche nascosta. Per esempio la guerra di Bush, se verrà fatta, è assurda ed inutile, ucciderà uomini donne e soprattutto bambini che non potranno in alcun modo protestare, però ha una sua motivazione: la paura, il gioco delle armi, il petrolio. Contrariamente, nel caso dell'arte, ci capita di vedere cose fatte senza potervi scorgere nessuna motivazione, neanche nascosta. Abbiamo visto un artista incartare grandi monumenti e alcune isole. Picasso è famoso anche per aver disegnato donne con uno, due e tre occhi. Abbiamo visto la pittura informale e molti si son detti potrei farlo anch'io. Che cosa ci stanno a fare queste cose, perché ce le fanno vedere?

Siamo immersi ormai in un mondo d'immagini molto pieno, tutte "significanti", che vediamo in TV al cinema, nei cartelloni pubblicitari. Non siamo abituati a decodificarle, le assimiliamo facilmente, o le rifiutiamo se non ci piacciono o per noia e per stanchezza. Ci sembrano più o meno tutte comprensibili, anche se molto spesso sono delle grandi sciocchezze che ci condizionano e non ci facciamo nemmeno più caso. Vi ricordate tutti i sorrisi enormi nelle fotografie sui manifesti elettorali? Uno ogni cinque metri della città. Sembravano inutili e scontati, ma avevano lo scopo di convincere e di rassicurare, per raccogliere voti. E ci sono riusciti! Quindi se le immagini che capiamo ottengono questi risultati è meglio che impariamo a vederle in modo più critico, a studiarne il linguaggio, per capire in tempo come ci possono influenzare, positivamente o negativamente.

L'arte moderna ha cercato di rappresentare forme con linguaggi diversi da quelli così detti naturalistici o fotografici, comprensibili, che rappresentano le cose come appaiono e riconoscibili facilmente già al primo sguardo. Gli artisti contemporanei per esprimersi in modo più personale ed autentico, hanno cercato nuove strade, meno scontate ed ovvie, e attraverso ricerche e sperimentazioni sono arrivati all'arte astratta e poi oltre.

È stato interessante il percorso portato avanti da Capo Seattle quest'anno con i due cicli di conferenze, il primo sull'impressionismo e il secondo sull'arte contemporanea. Valerio Dehò ci ha raccontato lo sviluppo delle forme artistiche contemporanee prodotte dagli artisti, in particolare dalle avanguardie, con il futurismo, il cubismo, l'espressionismo, il dada e l'informale.

Durante le conferenze alcuni hanno chiesto "ma il bello artistico dove è finito?", "a cosa servono queste cose?". Non c'è una motivazione di carattere pratico nell'arte contemporanea, e nemmeno di tipo estetico, se per estetico intendiamo le statue del Partenone o il sorriso della Gioconda riprodotto all'infinito.


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