| N. 1 - Anno VIII - Gennaio - Febbraio 2003 | Indice giornale |
Attualità |
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Perché non intitolare a Pianoro una strada o una sala pubblica ad Antonino Caponnetto. |
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Per ricordare in modo tangibile il magistrato inventore del pool antimafia morto qualche mese fa. |
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| Gianluigi Pagani | |
"Quando il Comandante Ferrari mi ha chiesto di scrivere una prefazione al suo manuale di educazione stradale ho accettato con entusiasmo, benché la mia lunga vecchiaia sia ancora densa di impegni". Così scriveva nel marzo del 2001 il giudice Antonino Caponnetto, nella prefazione al volume "Sulla strada con sicurezza", edito dal Comune di Pianoro e scritto dal Comandante della locale Polizia Municipale Marcello Ferrari. Infatti l'ex responsabile del Pool antimafia di Palermo aveva aderito con grande disponibilità alla proposta del Corpo dei Vigili Urbani di fare la prefazione al manuale di educazione stradale, destinato in particolar modo agli alunni delle scuole medie. Qualche mese fa il Giudice Caponetto è morto, in seguito ad una grave malattia che lo aveva colpito da parecchio tempo. Abbiamo chiesto al Comandante Marcello Ferrari un ricordo del suo incontro con il magistrato. "Ho avuto il grande onore di conoscere il giudice Caponnetto il 9 aprile 1998 a casa sua a Firenze" ci riferisce il responsabile della Polizia Municipale di Pianoro "mi ero recato da lui per proporgli di presentare ai ragazzi delle scuole medie il mio manuale di educazione stradale. Si mostrò subito entusiasta per due motivi: innanzi tutto perché il volume era dedicato ai giudici Falcone e Borsellino, suoi colleghi ed amici, massacrati negli attentati del 1982. Poi perché il testo era rivolto ai giovani, ai quali voleva insegnare ad assimilare attraverso l'educazione stradale, il rispetto delle regole. Era già cosa fatta per il 13 giugno 1998, ma l'incontro saltò per gravi motivi di salute del giudice che fu ricoverato d'urgenza all'ospedale di Palermo, durante l'anniversario della morte del giudice Falcone. Ci siamo risentiti più volte anche negli anni successivi. Non ho difficoltà a dire che è l'esperienza che più ha lasciato il segno durante la mia attività professionale. Gli sono grato per l'ideale della legalità che ha rafforzato in me e conserverò con cura il suo libro <I miei giorni a Palermo> sul quale ha scritto di suo pugno una dedica che mi onora. Ricorderò sempre quell'incontro nella sua casa di Firenze ed il dialogo con quell'uomo mite, che aveva combattuto con successo la più potente organizzazione criminale italiana. Credo che la miglior definizione di quest'uomo sia quella pronunciata da Maria Falcone: <Una figura sobria, gentile e delicata>". Un suo ricordo sull'opera svolta da Caponnetto come giudice a Palermo. "Sarà sempre ricordato come colui che inventò il pool antimafia, vale a dire più giudici che lavorano insieme scambiandosi le notizie. Lo scopo principale era quello di non vanificare il lavoro investigativo in caso di attentato, per il semplice fatto che ognuno conosceva il lavoro dell'altro. Rivoluzionò il metodo delle indagini e con Falcone, Borsellino e gli altri ottenne la condanna dei boss fino in Cassazione. Fu senz'altro l'artefice di quella prima grande vittoria sulla mafia, anche se il merito è stato spesso attribuito solo agli altri due. Lui, con i suoi tecnicismi giuridici, riusciva a trovare le soluzioni tecniche ad ogni problema. Era la mente giuridica del pool". Come possiamo ricordare la sua opera, anche per le generazioni future? "Avrei piacere che a Pianoro rimanesse un ricordo tangibile della sua figura magari con l'intitolazione di una struttura pubblica, di una sala o di una via, per ricordare a tutti che l'ideale della legalità deve essere una regola di vita. Credo che se lo sia meritato non solo per il lavoro che ha svolto, ma per il fatto che chiese di andare a Palermo nel 1983, dopo che un'autobomba nella stessa città uccise il giudice Rocco Chinnici. Poi vi restò 4 anni blindato in una caserma della Guardia di Finanza. Infine fu costretto a ritornarvi nel 1992 ai funerali di Falcone e Borsellino in seguito alle stragi di Capaci e Via d'Amelio".