| N. 1 - Anno VIII - Gennaio - Febbraio 2003 | Indice giornale |
Notizie |
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Le "baracchine" in genere (con foto baracchina) |
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È ora di pensare ad un loro migliore utilizzo. |
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Umberto Fusini |
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Tanti anni fa quando si parlava di "baracchine" era come parlare di un abituale luogo di ritrovo serale primaverile ed estivo. Le baracchine fuori porta della città erano nate da poco ed erano fatte con materiale povero anzi poverissimo; erano in compenso delle strutture ecologiche dove pali di legno, soffitto e pareti cannarella coprivano il così detto fabbisogno. Erano anche costruzioni adatte solo per il periodo dell'anno caldo e costavano poco; spesso abusive o su terreno di chi non si lamentava. Alcuni resti di tali baracchine si possono vedere ancora ai lati della Futa, ormai coperte da vitalba ed edera. La maggior parte era adatta alla consumazione delle fette dei cocomeri ma altre anche a quella dei gelati; erano strutture "stagionali" finita l'estate si chiudeva la baracca. Oggi i tempi sono cambiati e in questo settore anche di molto; se una volta terminare la stagione e chiudere la "baracchina" non era niente di speciale e nemmeno spreco di soldi, oggi quando mi guardo intorno e vedo queste moderne costruzioni (le baracchine attuali) chiuse, mi viene da pensare allo spreco e al difficile ammortamento di un tale capitale (varie centinaia di milioni di vecchie lire) indipendentemente da chi poi lo ha tirato fuori di tasca più o meno propria. Sono strutture stagionali e nei vari regolamenti comunali possono essere tenute aperte per 6 mesi e se si pensa a come sono nate può anche andare bene, ma oggi? Baracchine che costano centinaia di milioni, si è sicuri che non potrebbero avere un impiego diverso; o che comunque, anche se lasciate stagionali, non si potrebbero creare 2 stagioni, quella estiva e quella invernale? Se in quella estiva si vendono gelati o cocomeri in quella invernale non si potrebbero vendere salsicce calde e castagnaccio? Forse tutto questo non interesserà molti, ma quando camminate nei vostri soliti giri, guardate che tristezza fanno le nuove "baracchine" abbandonate a se stesse a una lunga lenta agonia e infine alla rovina; allora se non si riesce a farne un miglior utilizzo, non sarebbe meglio ritornare a quelle precarie di una volta che almeno ci lascerebbero anche il ricordo di quei film del neorealismo padano dove le "baracchine" erano protagoniste, a poco prezzo?.