| N. 1 - Anno VIII - Gennaio - Febbraio 2003 | Indice giornale |
Cultura |
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"Mestieri dimenticati" |
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Romano Colombazzi |
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Un falegname, che per fortuna non è un mestiere dimenticato, anche se ha modificato notevolmente il suo modo di lavorare, ci ha svelato alcuni segreti.
Secondo la funzione dell'oggetto da costruire, occorre scegliere il legno adatto. Ecco alcuni esempi di oggetti di uso quotidiano costruiti con "essenze" (qualità di legno) diverse.
La vecchia MOLLETTA DA BUCATO è di faggio; anche la scatolina dei FIAMMIFERI italiani è di cartoncino ricavato da pasta di legno colorata.
La CARTA stessa su cui è stampato un bel libro altro non è che cellulosa,che deriva del legno.
La BOTTE in rovere stagionato, resinoso ed impermeabile, non solo contiene perfettamente il vino, ma non è intaccata dalla fermentazione; è abbastanza robusta da sopportare la dilatazione dovuta ai vapori e con il tannino conferisce al vino aroma e colore.
Gli INFISSI esterni e le TRAVERSINE ferroviarie sono di rovere, larice, pino per resistere agli sbalzi di temperatura, alle intemperie e all'umidità.
Per gli stessi motivi, le piccole IMBARCAZIONI vengono solitamente costruite con legno di larice, pino e cedro.
Il MASTELLO da bucato veniva sempre tenuto all'aperto, pieno di acqua. Era costruito con legno di ontano che vive benissimo immerso nell'acqua, non è soggetto a putrefazioni e non marcisce mai. Se però lo si lascia asciugare, perde l'impermeabilità.
Per la costruzione di uno STRUMENTO MUSICALE come la viola, occorrono diversi tipi di legno: ebano durissimo per le impugnature; acero ed abete rosso duttili e curvabili col vapore per la cassa armonica. Questi legni hanno cellule e fibre parallele e allungate che mantengono a lungo le vibrazioni costituendo ottime casse di risonanza. Il clarinetto di ebano: lucente, durissimo, pesante, con una sonorità dolce. Legni duri, adatti all'intarsio e alla tornitura, compongono il gioco degli SCACCHI: ebano per le caselle ed i pezzi neri;acero per caselle bianche;bosso di Smirne per i pezzi bianchi.
La RIGA DA DISEGNO sfrutta l'indeformabilità del pero; la grafite della MATITA è protetta dal cedro, leggero, profumato, facile a temperarsi. Di durissimo olivo è il PESTELLO della farmacia, che deve sopportare urti e forti pressioni. Gli UTENSILI DA CUCINA richiedono legni durissimi come il frassino, l'olmo, il noce, il faggio e l'acero. La PIPA sfrutta come elemento decorativo la rugosità della superficie della radica d'erica, che oltre tutto resiste, senza infiammarsi, al calore forte: è l'unico legno, infatti, che può addirittura fungere da forno. Il MANICO DEGLI OMBRELLI e dei bastoni da passeggio può essere di ginestra, malacca, ciliegio, frassino.
Quest'ultimo oggetto mi ha ricordato un mestiere dimenticato ed è quello dell'Ombrellaio. A Pian di Macina, anche dopo la guerra, c'era un certo Angiolino che vendeva ombrelli ed altri chincaglierie (filo per cucire, gomitoli di lana, aghi, ect.) con il sistema del "porta a porta". "Ombrellaio, donne!" gridava nei luoghi nei quali non era conosciuto, pochi per la verità. Una pausa e poi una cantilena che si sviluppava indugiando sulle vocali e con il suono nasale:"Chi ha ombrelli o ombrelloni da accomodare…" "Ombrellaio, donne!". Angiolino girava per tutte le case della zona durante le ore in cui gli uomini erano al lavoro. Chiamava per nome le donne ed esse si affacciavano come a seguito di un invito galante. Quando qualcuna dalla finestra gli faceva cenno come d'intesa, lui si accoccolava accanto alla porta o portone, deponeva tutte le sue chincaglierie ed attrezzi e se qualcuno gli affidava qualche ombrello da aggiustare, si metteva al lavoro anche all'istante. Adoperava ritagli di seta, asticelle sottili di varia lunghezza da inserire a raggiera nell'ombrello malandato in sostituzione di quelle spezzate o mancanti, e poi fil di ferro, aghi, pinze e forbici.
C'è una bellissima poesia scritta da Gianni Rodari che parla degli odori dei mestieri.
GLI ODORI DEI MESTIERI
Io so gli odori dei mestieri:
di noce moscata sanno i droghieri,
sa d'olio la tuta dell'operaio,
di farina sa il fornaio,
sanno di terra i contadini,
di vernice gli imbianchini,
sul camice bianco del dottore
di medicine c'è un buon odore.
I fannulloni, strano però,
non sanno di nulla e puzzano un po'.