N. 2 - Anno VIII - Marzo - Aprile 2003 Indice giornale

Attualità

I lavori ferroviari della TAV procedono ad "Alta Velocità" nella Vallata del Savena.

  Gianluigi Pagani

Abbiamo posto alcune domande aGiovanni Guagnozzi, Direttore Generale del CAVET, il consorzio delle imprese che sta costruendo l'Alta Velocità, per fare il punto della situazione. Come stanno procedendo i lavori dell'Alta Velocità nella Bologna - Firenze; quali i tempi di realizzazione e le problematiche? "I lavori di questa tratta hanno oramai raggiunto un avanzamento complessivo pari a circa il 65%" ci risponde Guagnozzi "in particolare dei 92 chilometri di gallerie previste nel progetto, tra quelle di linea e quelle di servizio, ne sono stati scavati circa 75 km, pari all'81% del totale. Abbiamo raggiunto punte di oltre due chilometri al mese di galleria completata, con circa 30 fronti di scavo contemporanei. Un risultato davvero straordinario e tecnicamente molto complesso. In particolare sul versante emiliano della tratta sono stati realizzati 32 chilometri di gallerie. Sono attualmente impiegati 2.500 lavoratori, di cui 1.000 in Emilia Romagna. Gran parte dei nostri dipendenti, non residenti, sono ospitati negli otto villaggi costruiti nel territorio". Il Cavet lascerà alla popolazione locale una serie di importanti infrastrutture, fra ponti, strade e viadotti; di quali opere si sente più orgoglioso? "Difficile dirlo! Abbiamo realizzato oltre 200 chilometri di nuove strade, oltre a scuole, impianti sportivi, parchi, parcheggi, acquedotti, barriere antirumore. Tutte strutture che hanno un'immediata ricaduta benefica sulle popolazioni. Si tratta in gran parte di strade che costituiscono vere e proprie circonvallazioni ai centri abitati, con la conseguenza di rendere più vivibili i centri storici e di agevolare la viabilità e la mobilità complessiva dei cittadini, in un territorio complesso come quello dell'Appennino. Sono interventi, in alcuni casi, previsti da moltissimi anni nei piani regolatori dei Comuni ma che, per assoluta mancanza di fondi, non si sarebbero mai realizzati senza il nostro contributo. Complessivamente sento di poter dire che come gruppo siamo orgogliosi sia di realizzare una grande opera che cambierà il Paese come la nuova linea ferroviaria, sia di aver realizzato interventi più piccoli ma forse più significativi per le popolazioni locali". I sostenitori dell'Alta Velocità parlano di un miglioramento economico e sociale del territorio grazie alla vostra presenza; i detrattori parlano di un peggioramento dell'ambiente. Il suo giudizio? "Un'opera di queste dimensioni - l'opera in sotterraneo ad oggi tra le più importanti del mondo - non può non avere riflessi sociali ed ambientali sul territorio che attraversa. Credo tuttavia che quest'infrastruttura vada interpretata come un'occasione di sviluppo e miglioramento per tutti. Noi stessi, già nella fase di cantierizzazione, ci siamo posti l'obiettivo di creare il <consenso> delle popolazioni, confrontandoci e spiegando il progetto ed i benefici di questa nuova infrastruttura. Ricadute positive sull'economia locale credo siano assolutamente innegabili, così come credo che gli impatti ambientali, in alcuni casi inevitabili, siano stati mitigati da un'attenta politica di salvaguardia e ripristino delle condizioni preesistenti". Quali i vostri problemi con gli enti pubblici del territorio? "Credo di poter affermare che nel suo complesso i rapporti con le amministrazioni locali siano sempre stati positivi. Abbiamo cercato di instaurare sempre un rapporto relazionale e di confronto e mai un rapporto conflittuale. Certo, in alcuni casi, ci sono stati anche momenti di tensione ma con l'obiettivo comune di risolvere i problemi. Abbiamo coinvolto nella fase iniziale i Comuni per esporre il progetto, le sue difficoltà, per farci conoscere ai cittadini, sempre con grande trasparenza. E' stata una fase davvero importante. Quanto ad eventuali problemi burocratici, certo che ce ne sono stati, soprattutto inizialmente. Ma credo fosse inevitabile, vista la mole di documentazione necessaria per avviare i lavori e l'esiguità degli uffici tecnici, in molti casi non abituati a gestire problemi di dimensioni notevoli come quelli legati a lavori dell'Alta Velocità. Tuttavia, con uno sforzo congiunto, i risultati alla fine sono arrivati".

 

TAV storia

L'Emilia Romagna è interessata dalla realizzazione di due linee ferroviarie della TAV, la Milano - Bologna complessivamente lunga 182 km di cui 137 nel territorio emiliano, e la Bologna - Firenze lunga 92 km di cui 32 nel territorio della regione. In particolare quest'ultima linea veloce interessa 12 comuni, di cui sei nella Vallata del Savena, passando per Bologna, San Lazzaro di Savena, Pianoro, Loiano, Monterenzio e Monghidoro, ed i restanti sei nel versante toscano. Il 93,40% della tratta che attraversa i comuni del nostro Appennino fino a Firenze si sviluppa in galleria, mentre il rimanente 6,60% si articola su ponti e viadotti per circa 1.110 metri, nonché su altre opere di terra per circa 4.056 metri. Complessivamente l'opera prevede oltre 500 interventi, tra cui 9 gallerie e 6 viadotti. Il Consorzio del Cavet, costituito dal General Contractor Fiat allo scopo di realizzare i lavori, ha suddiviso l'intera tratta Bologna - Firenze in nove zone tecnico - operative, differenziando i cantieri ed i campi base a seconda della tipologia d'intervento. Lungo il percorso vi sono quindi 8 campi base, veri e propri villaggi che ospitano i lavoratori e le strutture logistiche, provvisti di alloggi, uffici, mense e spazi ricreativi; una ventina di cantieri industriali, adiacenti agli imbocchi delle gallerie, e costituiti da installazioni di servizio con officine, magazzini, zone stoccaggio dei materiali, impianti di ventilazione per areare le gallerie con vicino le centrali di produzione di area compressa, parcheggi macchinari, uffici e strutture per la prima emergenza sanitaria; inoltre sono presenti le aree intermodali, destinate all'interscambio tra il trasporto su ferro e quello su gomma per i materiali utili alla costruzione della tratta, ed i cantieri tecnologici di armamento ferroviario, per il rifornimento dei materiali necessari alla realizzazione dell'armamento nelle gallerie. Numerose le opere predisposte dal Cavet per la mitigazione dell'impatto socio ambientale della linea Bologna - Firenze. Per il Comune di Pianoro, ad esempio, si va dalla costruzione di nuove strade all'allargamento della viabilità esistente, dal consolidamento di versanti alla costruzione di parcheggi, aree di soste, ponti ed opere di sostegno. Sono inoltre previsti nel territorio pianorese tre siti ad hoc per il recupero ambientale, ed esattamente le zone della stazione ferroviaria, del cimitero di Musiano e del Rio Monazzano. In questi tre luoghi verranno dislocati dei Prevam, cioè depositi di materiale inerte per il recupero di aree degradate. Nel caso del Cimitero di Musiano, il deposito è stato già tombato e su di esso sarà edificata la nuova stazione del Servizio Ferroviario Metropolitano.

 


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