| N. 2 - Anno VIII - Marzo - Aprile 2003 | Indice giornale |
Cultura |
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Il museo della cultura artigianale e contadina |
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E' buona la soluzione ipotizzata; ma la vicenda poteva essere condotta meglio. |
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Marco Malpensi |
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Il primo marzo scorso abbiamo, cortesemente invitati, ascoltato, presso la Fornace di Rastignano, una conferenza stampa di presentazione del progetto di un museo della cultura artigianale e contadina a Pianoro. L'illustrazione del progetto da parte del sindaco Simonetta Saliera e del professor Osvaldo Gambassi, presidente della associazione di volontariato che si propone di gestire il futuro museo, ha ricalcato le notizie in merito già inusualmente fatte pubblicare su alcuni organi di stampa locale due mesi prima. Si tratta quindi di informazioni ben note che riepiloghiamo brevemente. La soluzione ipotizzata, che ci sembra apprezzabile e di piena soddisfazione dei cittadini che l'avevano proposta, prevede nell'ambito del nuovo piano particolareggiato del Gualando di prossima realizzazione l'utilizzazione di una stalla quale contenitore della collezione del nostro benemerito concittadino Pietro Lazzarini; collezione costituita da oltre 1.500 strumenti di lavoro che venivano utilizzati negli anni passati dai contadini e dagli artigiani. La conferenza stampa ci è così sembrata avere il sapore di una festa, caratterizzata dallo scambio di ringraziamenti ed animata da un più che giustificato entusiasmo che ha però portato qualcuno a parlare con eccessiva enfasi; abbiamo anche sentito chi, nel giro di pochi minuti, è riuscito a ringraziare per ben quattro volte il sindaco per "la grande sollecitudine con cui ha trattato la vicenda del museo" (sic!). Ma vediamo rapidamente come si è arrivati a questo risultato. Nell'ottobre 2000 L'Idea pubblicò una lettera aperta al sindaco di Marta Rocca (sottoscritta anche da altri 86 insegnanti di Pianoro) in cui gli veniva richiesto di esaminare una proposta di realizzazione di un museo della civiltà contadina. In assenza di una qualsivoglia risposta del sindaco, nel dicembre 2000 per iniziativa di Giorgio Vegetti si costituì nella sede de L'Idea un comitato per sostenere la proposta. Nei mesi successivi il comitato richiese più volte un incontro col sindaco che venne sempre negato. I volonterosi e pazienti membri del comitato non si arresero e presero contatto con Pietro Lazzarini cercando ed ottenendo la sua disponibilità; L'Idea li sostenne anche pubblicando sull'argomento articoli di Giorgio Vegetti e di Paolo Brighenti. Il coinvolgimento di Adriano Simoncini fu determinante per ottenere, ma solo dopo l'estate 2001, un incontro con il sindaco che finalmente prese atto della serietà della proposta e l'appoggiò fino a trovare la brillante ipotesi oggi sul tappeto. Una storia quindi che sembra avviarsi a lieto fine ma che sarebbe stata più bella se il sindaco avesse a suo tempo scritto due righe di risposta, anche interlocutoria, ad una lettera firmata dall'intero corpo insegnante di Pianoro e avesse concesso dieci minuti del suo tempo ai rappresentanti del comitato senza farli aspettare otto mesi. Non tutti i cittadini hanno la determinazione e la pazienza di aspettare così tanto e qualche volta si possono perdere dei buoni suggerimenti e scoraggiare le migliori energie presenti nella nostra comunità. Resta solo da chiedersi il perché di tali comportamenti del sindaco che non giovano a Pianoro; e nemmeno alle istituzioni e a chi li rappresenta.