| N. 2 - Anno VIII - Marzo - Aprile 2003 | Indice giornale |
Attualità |
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Non serve una lista civica |
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| Michele Marra | |
Probabilmente corrisponde al vero, l'alternanza è il sale della democrazia, ma non è scritto da nessuna parte che essa possa realizzarsi da una lista civica, e tanto meno che essa sia poi salutare per il tanto declamato "bene comune". A tal proposito vorrei che i nostri paesani guardassero a quanto è avvenuto e avviene tuttora nella nostra città confinante: Bologna. Anche lì una lista civica, alleata con Alleanza Nazionale e Forza Italia ha proposto il volto "nuovo" di Guazzaloca che una volta diventato sindaco ha mostrato il suo vero verbo dell'amministrare: il nulla, il non facere, il lasciar fare, tanto i problemi si auto-risolvono vedi a caso la gestione del territorio e i provvedimenti del traffico e viabilità. Ricordatevi del suo amministratore Pellizer, consulente del ministro ingegner Lunardi, che nulla ha fatto per porre la questione del nodo di Rastignano quale urgenza in materia di opere pubbliche al pari di tutte quelle della stessa specie inserite nella finanziaria 2002 e patrocinate da amministrazioni del centro-destra. Non condivido le asserzioni di Don Severino Stagni fatte su l'Idea di fine 2002, che si limitano a "non" osservare ciò che veramente c'è dietro ai volti nuovi e agli slogan. Antinucci, Simoncini, Pizziolo, Pamela Mayer e Sassatelli non mi sembrano vecchie cariatidi della politica locale per cui si giustifica lo scarso impegno politico dei cittadini. Una lista civica può divenire, nonostante le migliori intenzioni, strumentale a chi mal tollera la buona amministrazione comunale che vede in prima istanza il nostro sindaco Simonetta Saliera: non è un volto nuovo, milita da sempre nello schieramento di centro-sinistra, ha acquisito nel tempo un bagaglio d'esperienza nella gestione della cosa pubblica che rendono la sua azione amministrativa e quella della giunta efficace e propulsiva di nuove idee e progetti, è una donna capace. Non è perfetta, ha i suoi difetti, e quello forse che più di tutti indispettisce e crea malanimo in molti cittadini sono le mancate e o ritardate risposte ad istanze e richieste, i tempi molto lunghi e le anticamere inutili e improduttive. Ma ciò non vuol dire necessariamente non saper ascoltare e tener conto del pensiero altrui. Sarebbe utile che i cittadini s'interessassero più di quanto fanno attualmente della politica amministrativa del nostro Comune, e dedicassero più tempo al loro impegno per il "bene comune"; ma credo che essi siano ad un grado di soddisfazione tale che difficilmente la loro partecipazione aumenterà, anche in presenza di una lista civica. Sarebbe altresì utile che chi non è soddisfatto di come attualmente sono risolti i nostri problemi di paese, e vuole proporsi e candidarsi (cosa per altro legittima), per un cambio degli attuali amministratori lo facesse nei luoghi che già esistono sul nostro territorio senza rischiare di mettere in pericolo quanto di buono si attua a Pianoro; in fondo il "bene comune"si può difendere anche rinunciando a personalismi ed irrigidimenti artificiosi ed inutili.