N. 2 - Anno VIII - Marzo - Aprile 2003 Indice giornale

Cultura

RAFFAELE FIORINI

un liutaio nato a Pianoro

 
Gianna Solmi

Lunedì 16 dicembre 2002, ore 21.00; siamo nella Chiesa di S.Bartolomeo a Musiano, antica abbazia realizzata prima del mille e le note di Haydn, Corelli e Ravel omaggiano i nostri sensi.

L'aria vibra sulle corde mosse con maestria dal violino del Maestro Salvatore Greco e dal violoncello di Kristi Curb; il suono entra nelle nostre orecchie, il cervello si nutre e ci dona energia emotiva e non riesci a far a meno di pensare che senza l'arte della musica l'uomo perderebbe un immenso piacere.

La serata è dedicata a Raffaele Fiorini nostro concittadino, nato a Musiano il 15 luglio 1828 e morto a Monaco di Baviera il 18 ottobre 1898.

Personalità innovatrice della liuteria contemporanea bolognese, pioniere della rinascita dopo la crisi post-napoleonica.

Nel 1868 si trasferì con la famiglia da Bazzano, dove risiedeva sin dall'infanzia, a Bologna.

Qui aprì una bottega nell'affascinante ambientazione di Palazzo Pepoli, non lontano dal Liceo Musicale.

Fece da maestro a molti apprendisti i quali, a loro volta, hanno continuato in questa arte realizzando importanti traguardi.

Per onorare la memoria di tante virtù il Cna-Artigianato Artistico ed il Gruppo Liuteria Bolognese realizzano una mostra di strumenti, una tavola rotonda e concerti; il titolo dell'evento storico è"Il suono di Bologna" - La grande liuteria bolognese fra '800 e '900. Il personaggio al quale viene dato più lustro è il nostro Raffaele Fiorini come spiega Roberto Regazzi che presenta la serata di Pianoro.

Il Maestro Roberto Regazzi, anche lui liutaio, è conosciuto ed apprezzato in tutto il mondo sia per le sue peculiarità artistiche, sia come uomo di cultura, presidente del Gruppo Liuteria Bolognese, fondatore inoltre della casa editrice Florenus specializzata in pubblicazioni nell'ambito della liuteria.

Rifletto sulle vite di questi Artisti-Artigiani e cerco di comprendere le loro difficoltà organizzative ed esecutive.Non è facile "disegnare" il suono e la bellezza di uno strumento ad arco, perché ogni opera deve essere necessariamente diversa e coerente al tempo stesso; sono dunque sempre stati pochi i Maestri dotati dell'equilibrio necessario per realizzare ciò,una rara sapienza che dà una grande impronta al loro paziente e prezioso lavoro, leggendari artefici coma Stradivari, Amati, Guarneri ne sono una testimonianza.

Bologna ha alle spalle una grande ed antica tradizione, conosciuta e molto apprezzata in tutto il mondo,come ha evidenziato anche la bellissima mostra storica di strumenti ad arco realizzata a Bologna in San Giorgio in Poggiale.

Echi di applausi generosi vengono resi dalle navate dall'abside della chiesa di Musiano, il pubblico riconoscente esulta e ringrazia vivamente gli organizzatori, gli esecutori e Don Giorgio Paganelli, Parroco di Musiano.

                                                        


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