N. 2 - Anno VIII - Marzo - Aprile 2003 Indice giornale

Attualità

L'EDUCAZIONE ALIMENTARE

 
Piergiovanni Pierantozzi

In due convegni tenuti uno di seguito all'altro nel mese di febbraio qui a Pianoro nella sala Arcipelago, uno dall'Amminisrtazione comunale e l'altro dai Verdi, si è parlato di educazione alimentare. Ai tavoli erano presenti, separatamente nelle due serate, due nutrizionisti ed alcuni esperti del settore alimentare. In entrambi i convegni è stata messa in evidenza la presenza sul mercato dei cibi biologici e la loro avvenuta introduzione nelle mense scolastiche. Nel primo incontro è stata sottolineata da tutti i relatori l'impellente necessità di una corretta educazione alimentare e l'importanza della dieta bilanciata, allontanandola dagli eccessi della sovra alimentazione. Per quanto riguarda la qualità del cibo, in questa serata si è evidenziata una differenza d'opinioni su se sia meglio scegliere il cibo "biologico" al posto di quello "convenzionale". Per il nutrizionista Massimo Cocchi, anche quest'ultimo ha tutte le carte legislative in regola per essere salubre ed appetibile. Il dibattito su quest'argomento si è arenato e si è sviluppato solo parzialmente in modo indiretto, provocato da alcune domande di chiarimento del pubblico a cui non è stata data una risposta univoca. L'interesse si è spostato poi sulla situazione delle mense scolastiche di Pianoro, già illustrata all'apertura del convegno dall'Assessore Daniela Mignogna, proseguendo con un approfondimento portato avanti dall'esperta della comunicazione Rita Brugnara sulle modalità più adeguate per coinvolgere i cittadini nelle iniziative d'educazione alimentare. L'obiettivo finale d'abituare tutti, bambini compresi, a scelte corrette e consapevoli per mangiare bene. Un'insegnante della materna ha sottolineato che il coinvolgimento "attivo" dei bimbi sulle aspettative del pasto, visto come momento di convivialità, benessere e di sviluppo di sentimenti positivi verso il cibo, diventa difficile di fronte alla piattezza e scarsa appetibilità di quanto viene offerto in modo purtroppo così standardizzato.

Nel secondo incontro si è parlato ancora di mense scolastiche e di orientamento nei consumi alimentari. I relatori sono intervenuti poi in modo più specifico sui prodotti biologici e mi è sembrato con un maggiore ottimismo. Innanzitutto è stata illustrata dal consigliere regionale Daniela Guerra la nuova legge regionale che promuove l'educazione alimentare e che prevede l'introduzione del cento per cento di biologico nelle mense scolastiche, nei prossimi anni. Verrà fatto un lavoro di grande divulgazione e di educazione al comportamento alimentare corretto e al consumo "consapevole", orientando i consumi verso prodotti alimentari ottenuti nel rispetto dell'ambiente con un piano di interventi che comprende la qualificazione dei servizi di ristorazione collettiva. Occorrerà riavvicinare la campagna alla città, ha detto il consigliere, per valorizzare le tradizioni ed appropriarcene. La nutrizionista Silvia Merlini ha riferito quanto mai sia d'attualità ed ancora essenziale per tutti il bisogno di raggiungere un modo corretto ed autonomo le sane abitudini alimentari. Purtroppo per esempio siamo abituati a diete troppo abbondanti di carne e scarsa di legumi, la pubblicità e le false credenze ci condizionano e ci aiutano a fare confusione. Dopo un approfondimento di Roberta Roversi, presidente della commissione mensa, su alcune problematiche nelle mense scolastiche di Pianoro e le risposte date dai responsabili, si è parlato dell'affidabilità dei prodotti biologici, per rispondere anche alla domanda di rassicurazioni provenienti dal pubblico. Il cibo biologico deve corrispondere a disciplinari di produzione, è controllato qualitativamente da organismi preposti al controllo ed in caso di ecotruffe, se scoperte, i prodotti verranno messi senz'altro al bando con l'impossibilità pratica di rientrare nel mercato. I sovrapprezzi dei prodotti biologici sono dovuti soprattutto al costo dei controlli e stanno via via riducendosi anche grazie al forte sviluppo del settore, che attualmente è giunto a coprire quasi il 10% della produzione nazionale.

Personalmente ritengo che finalmente ci sia un buon modo di gestire la campagna, per anni ho visto cose che mi facevano pensare con pessimismo all'ambiente, per esempio le enormi distese di terra senza un filo d'erba in attesa di coltura in primavera, gli odori pungenti ed irritanti delle sostanze chimiche irrorate nei campi ed i fiumi senza vita nelle grandi città. Finalmente stiamo riducendo l'uso massiccio e sconsiderato delle sostanze chimiche. Dobbiamo comunque stare all'erta perché la tendenza fuori dai nostri confini è quella che va ancora nella direzione opposta, un uomo su due nel mondo mangia gli OGM (organismi geneticamente modificati), e molti ancora non riescono nemmeno a mangiare in modo sufficiente.

 


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