N. 3 - Anno VIII - Maggio - Giugno 2003 Indice giornale

Attualità

Samor International, un Gruppo industriale pianorese in continua espansione.

Ne parliamo col Presidente Orazio Samoggia.

 
Marco Malpensi

Samor International è un nome poco famigliare per i pianoresi; ma per farci capire basta aggiungere che si tratta di un Gruppo Internazionale di prodotti per l'industria grafica (con seicento dipendenti e con un giro d'affari di oltre 120 milioni di euro) al quale fanno capo le "nostre" Recordgraf, Supercolor e Bancolini, oltre che la Vela di Verona e alcune aziende in Spagna, Francia e da qualche mese un'azienda anche in Ungheria. Quest'ultima è la Budacolor, una fabbrica di inchiostri situata a Budapest ceduta dalla multinazionale giapponese "Toyo ink." leader mondiale nel settore. Presidente del Gruppo è Orazio Samoggia, un nostro concittadino del quale il nostro giornale si è già occupato e che è ben noto non soltanto perché è uno dei "capitani coraggiosi" che dal niente hanno costruito quella rete di aziende medie e piccole che costituiscono un motivo d'orgoglio per Pianoro e per l'intera nostra regione, ma anche perché è stato presidente provinciale dell'API ed ora è presidente anche della Emil Banca. Gli abbiamo posto alcune domande.

 

Quali sono i rapporti che un importante imprenditore di Pianoro che è anche presidente di una banca locale intrattiene con l'amministrazione comunale?

Sono certamente rapporti di cordialità e disponibilità; forse perché non ho mai chiesto più di tanto…

 

Ma qualcuno viene a cercarla per conoscere il suo punto di vista in merito ai problemi della nostra comunità e per coinvolgerla nella loro soluzione?

E' dai tempi di quando era sindaco Gianfranco Nannetti che tali forme di collaborazione non ci sono più. Non solo nessuno le viene a cercare; anche le proposte che partono da noi vengono ignorate.

 

Un parere sui problemi di viabilità a Pianoro che sono soprattutto quelli connessi col nodo di Rastignano; ma non solo.

E' questo un argomento emblematico della incapacità delle istituzioni (locali e statali) di affrontare tempestivamente i problemi del paese. La situazione è tale da mettere a repentaglio la vita economica e sociale pianorese; basti riflettere un momento sull'eventualità che il ponte di S. Ruffillo faccia una crepa per renderci conto di come stanno le cose. Mi riferisco naturalmente alla soluzione del nodo di Rastignano che da oltre sette anni è ferma al palo con progetto e finanziamenti già pronti. Ma non solo; perché, per esempio, il comune di Pianoro e la Provincia non provvedono a migliorare con piccoli interventi, le vie Buozzi e Madonna dei Boschi che potrebbero costituire una parziale alternativa per arrivare S. Lazzaro ?

 

Ci sono problemi di sviluppo per le aziende sul nostro territorio?

Le nostre aziende faticano a trovare nuovo personale e a mantenere quello che hanno. Oltre al problema di carattere generale che vede una carenza di personale qualificato in tutto il centro nord d'Italia, le difficoltà di viabilità costituiscono per noi un ulteriore aggravamento del problema. I nostri dipendenti che abitano a Bologna perdono ore di tempo per raggiungere il posto di lavoro e tornare a casa e sono tentati di cercare un lavoro in città. Le possibilità di trasferimento della loro abitazione sono rese difficili dall'elevato costo delle case a Pianoro. Ho avuto occasione di suggerire senza successo al nostro sindaco di copiare la Svizzera dove i piani regolatori prevedono aree a prezzi convenienti da destinare alle abitazioni dei lavoratori delle aziende locali.

I problemi di sviluppo quindi non mancano.

 

Le piccole e medie aziende di Pianoro che oggi brillano potranno reggere in futuro la concorrenza delle grandi imprese?

Le piccole e medie aziende non solo di Pianoro ma anche della nostra intera regione devono faticare per reggere la concorrenza soprattutto quando per un qualche motivo viene a mancare la conduzione famigliare che è spesso il motivo del loro successo. Certo che, in particolare per Pianoro, se non verranno rapidamente risolti i problemi di cui sopra le cose potrebbero ulteriormente aggravarsi. Infine non bisogna dimenticare che operiamo in un sistema economico che, rispetto all'estero, è gravato da maggiori tasse ed impacci burocratici che invece di diminuire continuano a crescere; senza parlare dei problemi che potrebbero sorgere se dovesse passare il referendum relativo all'articolo 18.

 

Emil Banca: una piccola banca che consente un servizio basato sulla conoscenza della realtà locale e sul rapporto personale con la clientela. Ha un suo spazio oppure deve misurasi con i grandi gruppi bancari?

Emil Banca occupa uno spazio che le grandi banche non potranno mai insidiare. Solo una piccola banca che conosce tutto del territorio può decidere a ragion veduta a chi concedere credito senza percorrere un lungo e distante iter burocratico che impedisce di valutare anche la serietà delle persone oltre che la consistenza delle loro garanzie patrimoniali.

 


Inizio Sommario