N. 3 - Anno VIII - Maggio - Giugno 2003 Indice giornale

Cultura

Pianoro racconta

Dai diari del Sindaco Silvio Mucini (Prima Parte)

 
Romano Colombazzi

A dieci anni dalla scomparsa di Silvio Mucini, un Sindaco, un Socialista, un Riformista, abbiamo scoperto che questo personaggio ha lasciato in eredità ai suoi amici e compagni un patrimonio unico nel suo genere e cioè una raccolta di numerosi diari olografi attraverso i quali racconta la vita di un Sindaco e del nostro Comune dal 1955 in poi. Abbiamo ritenuto importante pubblicare, in vari articoli, stralci di questi diari che ci riportano ad uno spaccato di vita vissuta, difficilmente riscontrabile dai documenti ufficiali.

Il primo Sindaco socialista del Comune di Pianoro è stato Umberto Bianconcini, eletto nel 1914 e dimessosi nel 1922 con l'avvento del fascismo. Dopo tale data solo nel 1951 viene eletto per la prima volta un altro socialista. E' Silvio Mucini che nelle elezioni del 27 maggio 1951 viene posto alla guida della Giunta Socialcomunista con Zuffi Enzo (Vicesindaco del P.C.I.). Di questa giunta fanno parte altri 3 assessori socialisti e precisamente Mario Bolognini, Luciano Magnani e Dante Raggi. Silvio era già nel 1944 il componente socialista del Comitato Comunale di Liberazione di Pianoro assieme a Colombo Adriano, repubblicano, Negrini Medardo, comunista, Randazzo Salvatore, democristiano, Benni Aldo, comunista, Vecchi Natale, democristiano e Saguatti, liberale. Alle prime elezioni amministrative del 7 Aprile 1946 veniva eletto Vicesindaco nella 1^ giunta socialcomunista retta da Aldo Soldati del P.C.I. In questa prima esperienza di Amministratore non fu solo. Furono eletti Assessori anche i socialisti Domenico Bonafede e Domenico Pupilli. Terminava in quel periodo l'emergenza amministrativa ed abitativa dovuta alla guerra e il Comitato Comunale di Liberazione assunse, nel maggio del 1944, i poteri di Giunta provvisoria alla guida del repubblicano Adriano Colombo. Pianoro era completamente distrutto dalla guerra. Venne chiamato " La Cassino del nord" e arduo fu il compito del Comitato nel ripristinare quelle funzioni comunali necessarie alla ripresa della vita sociale del paese. Essendo l'abitato di Pianoro ridotto ad un cumulo di macerie pericolanti e nella constatazione che il solo sgombero delle macerie avrebbe richiesto tempi molto lunghi, fu assunta una prima decisione storica dalla Giunta e cioè quella di montare le prime baracche di fortuna nell'area dell'attuale sede del comune, l'ex Podere Tombo, a circa 2 Km. Verso Bologna del vecchio paese, oggi denominato Pianoro Vecchia. Le motivazioni che avevano indirizzato la Giunta provvisoria ad una tale decisione erano il fatto che la zona era pianeggiante, ben soleggiata ed ariosa, con possibilità di future espansioni, sufficientemente lontana dal fiume e dalle sue piene. Vista con gli occhi di oggi, questa scelta non prendeva in considerazione la perdita dell'enorme patrimonio storico, culturale ed ideale che il vecchio sito rappresentava, ma era senz'altro una scelta azzeccata per le migliori condizioni igieniche e di viabilità rispetto alla precedente ubicazione. Silvio fu un'artefice di queste scelte alle quali i vecchi pianoresi si opposero strenuamente stringendosi attorno alla baracca della Maestà, adibita a chiesa e posta all'inizio del vecchio paese, per impedire lo smantellamento dell'antico borgo di Pianoro. Mucini fu Sindaco di questo comune dal 1951 al 1970. Coloro che lo hanno conosciuto durante il suo lungo ed intenso servizio reso alla cittadinanza come Sindaco e Vicesindaco nell'arco di quasi trent'anni, ne ricordano l'atteggiamento concretamente moderno di amministratore attento e disponibile, sempre teso alla ricerca del meglio, con naturale e mai strumentale apertura di pensiero verso gli altri. Si ricordano le sue qualità umane e la disponibilità, la sua grande semplicità e il suo sentire non ideologico, che lo portava oltre i limiti dell'appartenenza partitica, travalicando la sua parte politica per l'interesse generale. Egli seppe intuire, sentire e praticare caratteristiche che la politica dovrebbe mantenere in ogni tempo, mettendo a frutto la collaborazione che egli offriva e che riceveva nella quotidiana attività.

Il primo diario che è stato ritrovato porta la data del 1955 ed inizia così: 1° Gennaio 1955 - Sabato: " Buon Anno a tutti gli assessori, anche a quelli che sono venuti poche volte in Giunta, così come pure ai consiglieri, a tutti i dipendenti e collaboratori in genere. Buon Anno ai vecchi affinché possano godersi in pace il meritato riposo, ai bambini perché trovino il conforto di una vita serena, a tutti gli uomini e donne affinché nel lavoro e nella lotta quotidiana trovino il necessario per le loro famiglie. Buon Anno a tutti quanti, compagni ed avversari, affinché nella libertà della vita democratica trovino quella concordia e collaborazione onde operare in pace tra noi e fra tutti i popoli." 9 Gennaio 1955 - Domenica: "La strada statale della Futa è rimasta chiusa per 12 ore causa bomba ad alto potenziale inesplosa a S. Ruffillo. Pensiamo un pochino una bomba sia pure ad alto potenziale quanto disagio ha provocato: treni dirottati, case sgombrate, strada bloccata, corriera sospesa a tutti, per salvaguardare l'incolumità di centinaia di persone. Pensiamo al crimine di coloro che stanno studiando e lavorando di fabbricare centinaia di bombe atomiche per distruggere, che stanno riarmando i popoli più agguerriti per scaraventarli l'uno contro l'altro. Ma questa è pazzia, è criminalità! Riflettiamo"

Anche la giustizia funzionava come ai nostri giorni. 14 Gennaio 1955 - Domenica: " Stamattina sono in Tribunale a Bologna per il processo a carico degli impiegati che il giorno 17 Gennaio 1951 si sono astenuti dal lavoro per festeggiare la solennità di S. Antonio Abate. La cosa strana è che la festività coincideva con uno sciopero e gli impiegati sono stati denunciati per abbandono arbitrario del posto di lavoro. Speriamo che la magistratura sia giusta e che interpreti i fatti in modo benigno. La causa è rinviata a data da destinarsi. " Particolarmente interessante era il fenomeno delle frane che erano numerose e frequenti: 1 Marzo 1955 - Martedì: " A Casola Canina per frana con prof. Gardenghi del Genio Civile". 14 Marzo 1955 - Lunedì: "E' la prima giornata di sole del mese di marzo e nel pomeriggio ho visitato la strada per verificare i danni arrecati. Risulta che tutte le strade sono rimaste aperte tranne Guzzano che è interrotta da 2 giorni causa frana." 17 Marzo 1955 - Giovedì:" In mattinata visita alla strada di Canalecchio, interrotta per frana, con l'intento di aprire un cantiere per il ripristino nell'interesse della popolazione della bassa vallata del Savena. Ore 17 a Riolo per ripristino della strada del cimitero nel Rio dell'Abate". (Continua)


Inizio Sommario