N. 3 - Anno VIII - Maggio - Giugno 2003 Indice giornale

La Posta

La caccia è una questione politica.


L'articolo di Stefano Galli dal titolo "anche la caccia è una questione politica" oltre ad avere un titolo scontato e francamente poco comprensibile, ha una conclusione che mi pare dettata più da una certa ignoranza dei fatti e delle situazioni, piuttosto che dalla reale volontà di conoscere ciò che sta accadendo nelle istituzioni attualmente governate anche dai Verdi.

I Verdi stanno cercando concretamente di contrastare una politica venatoria che moltissime volte non è condivisa, affiancando a voti contrari espressi nelle maggioranze,  proposte e indicazioni che solo talvolta e in minima parte vengono accettate.

L'articolo cita le pesanti sconfitte, all'interno della maggioranza che governa la Provincia,  sul piano della gestione venatoria ma varrebbe la pena conoscere anche le proposte originarie portate all'attenzione della Giunta e poi migliorate grazie alla presenza dei Verdi o mettere in luce per esempio il fatto che qualche piccolo risultato c'è stato: finalmente le Guardie venatorie sono state "scollegate" dal Servizio Caccia e Pesca ed è stata applicata la norma prevista dalla legge per cui le Guardie non possono esercitare attività venatoria all'interno del territorio di propria competenza ( chissà perché anche questo conflitto di interessi era duro a morire !)

E' una ovvietà affermare che la caccia è una questione politica,  forse la domanda da porsi  è come mai le richieste del mondo ambientalista sono sempre disattese mentre la pressione del mondo venatorio determina continue modifiche di leggi e regolamenti che sono frutto di anni di faticose conquiste. Ebbene la risposta è semplice: la politica si muove anche su pressioni di tipo "lobbistico" e gli ambientalisti non sono capaci di fare pressioni ed essere presenti come i cacciatori. E il partito che in qualche modo cerca di rappresentarli è al 2%. Naturalmente da questa mia affermazione cominceranno le disquisizioni del tipo " è nato prima l'uovo o la gallina?" cioè " i Verdi sono al 2% perché non riescono a rappresentare le istanze ambientaliste o non riescono ad incidere perché non sono votati oltre il 2%? Sappia Stefano Galli che l'argomento è oggetto di serrati confronti all'interno della nostra formazione politica. Da una parte coloro che affermano che occorre essere in maggioranza (e conseguentemente subire spesso la volontà della stessa) per modificare, con il tempo (tanto!) , atteggiamenti frutto di politiche del passato, dall'altra coloro che credono fermamente che solo "da fuori", come elementi di rottura e contestazione, si possano modificare le cose. Purtroppo devo ammettere che quando si parla di caccia tendo ad identificarmi con la seconda categoria.

E' comunque aperto con i lettori dell'Idea il confronto: cosa ne pensate?

Pamela Meier


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