N. 4 - Anno VIII - Luglio - Agosto 2003 Indice giornale

Ambiente

Gli incidenti stradali provocati dagli ungulati.

Uno spiacevole "incontro" che può capitare a tutti; ma se si guida con attenzione e prudenza si possono

 
Umberto Fusini

Martedì 9 giugno era, come al solito in questo periodo, una bellissima giornata adatta per fare un monitoraggio nella parte alta dello Zena, nostro piccolo importante torrente.

Quindi, pronto con tutto il mio solito armamentario e insieme con Giorgio Leoni (notissimo ornitologo bolognese) e il nipote Marco laureando in scienze naturali, ci stavamo recando in auto al punto di partenza verso il crinale spartiacque fra la vallata dello Zena e quella del Savena. Ma a volte i programmi subiscono dei fuori ... programma. Erano le 10 circa e mentre percorrevamo la via Napoleonica, a modesta velocità (per me abituale) verso monte in direzione centro Loiano arrivando da Sabbioni, sbucavano dalla nostra destra 2 femmine di capriolo che, chissà forse disturbate nel bosco, cercavano riparo verso l'alto. Nell'immettersi sulla carreggiata per attraversarla l'arrivo di un auto le impauriva e, cambiando bruscamente direzione sterzando sulla loro sinistra, correvano verso valle cioè verso la mia auto. Io andavo già piano, poi in salita in pochi attimi ero fermo, ma ciò non impediva lo scontro. Il capriolo è un animale molto timido e con una scarsa vista; la prima delle due riusciva ad evitarmi, la seconda no.  L'impatto, nonostante che poi al massimo i caprioli arriveranno a 25-27 kg. e io fossi fermo, vedere e poi sentire il botto per me nuovo a situazione del genere, è stato impressionante. Subito sceso ho visto che la povera bestia era a terra agonizzante; l'abbiamo messa al lato della strada, dopo alcuni minuti e aver perso molto sangue dalla bocca (forse emorragia interna) cessava di respirare. Non restava altro che avvisare i vigili per fare in modo che si occupassero di portare via il corpo della bestia per ripristinare la normalità. Dopo averlo fatto, un po' di riflessione occorreva; come mai in pieno giorno e praticamente in paese ci si imbatte in situazioni del genere? Non è poi difficile da spiegare. Gli ungulati sono aumentati di numero in questi ultimi anni in modo vertiginoso, questo trend è favorito da diversi fattori: l'aumento della vegetazione boschiva, la massa di cibo a loro disposizione e altri ancora. Ma la situazione che in certi casi li può rendere pericolosi è soprattutto data dal fatto che la nostra urbanizzazione è estremamente caotica, i paesi sono cresciuti a macchia di "leopardo" anziché a macchia d'olio, così oltre che a creare dei costi superflui per la comunità, ha reso tutto quello che riguarda i collegamenti molto complicato e noi cerchiamo di risolverlo creando strade e stradine un po' dappertutto. Certo non risolviamo nessun problema ma sembra che comunque non ci sia altra scelta. Gli incidenti con gli animali domestici e anche selvatici capitano in tutti i paesi ma un conto è investire un pettirosso, altra cosa è andare a sbattere contro un cervo. Gli animali fanno parte del nostro mondo come noi; si possono usare tante misure per cercare di limitare i danni, ma non dobbiamo dimenticare che ad ogni modo ci sono. Nel mio caso solo danni all'auto (che era nuova), ma altre volte i danni sono stati anche alle persone; io credo però che, se si rispettano i limiti di velocità segnalati, danni materiali ai mezzi meccanici a parte, non succede niente di grave; se invece si va a velocità elevata le cose cambiamo e diventano serie.   


Inizio Sommario