| N. 4 - Anno VIII - Luglio - Agosto 2003 | Indice giornale |
Ambiente |
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Estate con la zanzara tigre. (foto raganella) |
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I laghetti dei nostri parchi non c'entrano niente e non sono il loro ambiente, lì rischiano di essere "mangiate". |
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Umberto Fusini |
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Tanto tuonò che piovve. L'Azienda USL della città di Bologna e i comuni in essa compresa (perciò anche Pianoro) avevano fatto una forte campagna preventiva di informazione sulla zanzara tigre; questo minuscolo insetto (a dispetto del nome) poteva rendere il periodo estivo fastidioso a molti di noi, se non si fossero prese misure accorte. Ma si sa, l'esperienze che contano sono quelle che si vivono e non quelle che ci raccontano. Difatti per molti di noi il mese di agosto è stato un tormento; le prime punture arrivavano al "sorgere del sole e continuavano per tutta la giornata" quando normalmente eravamo abituati ad esserne esentati. La zanzara tigre aveva occupato uno spazio lasciato libero dalla nostra più comune zanzara e in questo è stata favorita dalla strana stagione estiva: siccità impressionante e umidità elevatissima. Ma tutto questo non sarebbe sufficiente per far prosperare il fastidioso e "maleducato " insettino. I nostri usi e le nostre abitudini lo hanno favorito; contrariamente a quanto molti credono, esse non si riproducono nei laghi o laghetti, lì hanno poche possibilità di farcela; ci sono troppi predatori, troppi abitanti di quei posti hanno sempre fame; dove l'ambiente è formato da tempo si forma un equilibrio che non favorisce nessuna specie. Quell'ambiente deve essere mantenuto in vita, perciò se qualche specie avesse il sopravvento non ci sarebbe più equilibrio e tante specie animali, sarebbero costrette a morire di fame. Insomma in natura, quando si presentano nuove specie è perché "qualcosa è cambiato". A volte sono fenomeni che durano poche stagioni, altre volte purtroppo diventano una questione seria; pensiamo alle Nutrie o Castorino in pianura, al Gambero americano sempre in pianura e ancora altri. Questa "zanzara (Aedes albopictus) rinvenuta in Italia per la prima volta nel 1990 nella città di Genova dove è stata probabilmente introdotta attraverso il commercio di pneumatici usati. Alla fine del 2000 risultava presente in 9 Regioni, 30 Province e 190 Comuni." così si può leggere nel sito internet del comune di Bologna. Si accontenta di ambienti al limite "border-line" dove non ha nemici o pochi. Perciò per ora si è adattata a quei rimasugli di acqua che è difficile fare sparire; la lista di questi posti di riproduzione è lunga (sottovasi e annaffiatoi, bidoni pieni o meno d'acqua nell'orto o giardino, sacchetti di plastica o barattoli di vario genere, caditoie delle grondaie, grondaie che non scaricano... sempre dati Azienda USL). Aggiungete anche lo sciacquone di casa, il sifone del lavello e le varie gocce d'acqua che si possono trovare nelle posate e bicchieri lasciati fermi; in questi casi non fanno a tempo a riprodursi ma ne vengono attirate. Come si può vedere, diventa difficile eliminare queste situazioni se non ci si impegna, e lì la zanzara tigre non ha predatori. Chi vuole saperne di più, deve andare a leggere su Internet "Zanzara tigre/ Biologia della zanzara tigre" dove ci sono veramente un sacco di informazioni, e attenzione, voi potete fare una buona prevenzione, ma se il vostro vicino di casa si disinteressa... non vi resta "che piangere" o installare ottime zanzariere e sperare.