| N. 4 - Anno VIII - Luglio - Agosto 2003 | Indice giornale |
Attualità |
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L'Ulivo di Pianoro si sta sfaldando. |
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In politica come del resto nella vita, la ragione sta con il più forte. Nei tempi recenti lo scrittore George Orwell ha coniato uno slogan "feroce" della modernità: Tutti gli animali sono uguali ma alcuni sono più uguali di altri.
L'Ulivo ha sottoscritto un accordo provinciale, che si può condividere o no, nel quale l'obiettivo principale è la nomina del candidato a sindaco e del suo programma con la partecipazione di tutti i soggetti che si riconoscono nella politica del centro sinistra. Il fenomeno di non allargamento dell'Ulivo nelle realtà locali, nel nostro comune come in altri della provincia, ha suggerito ai segretari provinciali di sottoscrivere un accordo per rivitalizzare l'Ulivo e predisporre un percorso di fattibilità politica per una alleanza più stabile.
A livello provinciale i sei segretari dei partiti dell'Ulivo e cioè SDI, DS, Comunisti Italiani, Verdi, Margherita e UDEUR sono riusciti, dopo mesi di estenuanti incontri, a firmare all'unanimità un documento di formazione del Nuovo Ulivo per contrastare alle prossime elezioni, a Bologna città, la Giunta Guazzaloca. E' un merito che va riconosciuto e fa loro onore. Questo esperimento i segretari provinciali vorrebbero che fosse di buon auspicio anche per i comuni della Provincia nei quali c'è la necessità oggettiva di riaggregare intorno ad un'idea ed ad una persona un modo di governare diverso, al fine di tenere i propri alleati in una costante armonia, informati e spronati a finalizzare l'azione politica e di governo in modo comune. Questa necessità di riaggregazione e di ricerca di consenso politico non dipende solo dal programma ma anche dalle persone che possono attuarlo. In molte realtà locali gli attuali Sindaci non sono in grado di costituire un polo di aggregazione, anzi, in alcuni casi, sono la causa delle divisioni.
Nell'Ulivo, purtroppo, quando si chiede di fare un salto di qualità sia nella condivisione dei principi che nei metodi di governo, chi è più forte elettoralmente grida allo scandalo, alla mancata unità della sinistra, alla mancanza di gioco di squadra e che le critiche giovano solo a Berlusconi. Il nostro Presidente Ciampi nella sua grande saggezza, afferma, invece, che le critiche sono più utili degli elogi, ma nell'Ulivo se muovi delle critiche, vieni accusato di personalismo contro qualcuno. Personalmente non sono contro nessuno, ma non blandisco l'arroganza. Vedi l'esempio del metodo usato per la nomina di Cofferati a Sindaco di Bologna: dopo due ore dalla sigla di un accordo politico che si è protratto per mesi e mesi da parte dei segretari provinciali dei partiti dell'Ulivo, da Roma è stata annunciata la candidatura di Cofferati all'insaputa dei partiti provinciali. Questo non significa che se votassi a Bologna non voterei Cofferati, ma che il metodo usato è discutibilissimo e non accettabile. Governare è agire in altro modo, altrimenti non è governare ma è solo comandare.
Certo l'idea del Partito dell'Ulivo è un ulteriore passo avanti di riaggregazione dell'area cattolica, repubblicana, liberale, ambientalista e socialista, ma costituisce un sovrappiù rispetto all'insieme dei partiti di centro sinistra e funziona se retto da un moderato che rassicura l'elettorato di centro. L'Ulivo è stata una macchina elettorale, molto migliore dei Progressisti nel 1994, perché la candidatura di Prodi, di estrazione cattolica, ha consentito la presentazione di uno schieramento che non fosse troppo marcato a sinistra. L'Ulivo senza un candidato centrista alla premiership, perde forza e rischia di perdere la sfida con il centro destra. L'obiettivo è formare un nuovo blocco sociale che governi l'Italia garantendo libertà e progresso e che può bloccare quella sinistra apocalittica che rifiuta istintivamente il mondo della competizione e rimpiange il monopolio, che porta il lutto per la scomparsa dell'operaio di massa e la confonde con la fine del lavoro.
A Pianoro l'alleanza dell'Ulivo alla quale noi partecipiamo con convinzione, ma anche con senso critico, si sta sfaldando. I Comunisti Italiani partecipano raramente al Tavolo dell'Ulivo, i Verdi hanno chiesto una pausa di riflessione, la Margherita è rappresentata dalla sola componente ex Partito Popolare e rimane fuori la nuova Margherita d'ispirazione prodiana.
Chi intende partecipare ad un ULIVO RIDOTTO lo può fare liberamente. Come rappresentante di Zona dello SDI ritengo un errore politico questa scelta e propongo un'apertura di partecipazione a tutte le realtà locali e raggruppamenti che s'ispirano ai valori del centro-sinistra, ai valori del Riformismo, che privilegiano la pari dignità tra le forze politiche e la società. Questo è il nuovo obiettivo dell'Ulivo a livello nazionale e, oggi, con la proposta di Prodi, anche a livello Europeo. La prima uscita pubblica dell'Ulivo a Pianoro, organizzata dai partiti facenti parte dell'alleanza per le prossime elezioni amministrative del 2004, non è certo stata brillante nel spiegare il nostro obiettivo. Pur riconoscendo al Coordinatore dell'Ulivo il merito di averla indetta in tempi ristretti, peraltro non richiesti, rimarco la mancanza di lucidità nell'esporre gli obiettivi ed i percorsi politici possibili che ci prefiggiamo per le prossime elezioni. L'Ulivo ha un suo progetto ben definito: stilare un programma elettorale con la partecipazione di tutti gli uomini e donne che si riconoscono nel centro-sinistra e proporre il nome di un candidato a Sindaco e di una Giunta che realizzerà questo programma, condivisi da tutti. Partecipare vuole dire che ogni componente è portatore di un'idea e di un voto. Alla riunione pubblica si è parlato ancora di consultazione. Non è questo che l'Ulivo cerca di affermare. La proposta concreta è di formare un nuovo raggruppamento più ampio, nel quale sono strettamente necessari ed indispensabili i DS, la Margherita e lo SDI, ma che implica un programma di riformismo democratico e di riorganizzazione dei partiti nella mentalità e nel costume. Tutto questo non è stato evidenziato nella riunione pubblica. Ma che senso ha presentarsi agli elettori ed affermare, come ha fatto qualcuno, che per la prima volta il programma viene scritto con la consultazione delle associazioni? E negli anni precedenti il programma lo si scriveva senza la consultazione dei cittadini? Alla pressante richiesta sollevata dai cittadini e dalle associazioni di un rinnovamento di metodi e persone, dobbiamo rispondere con chiarezza e trasparenza. Se i DS, maggioranza relativa dell'Ulivo, intendono riproporre candidato a Sindaco per il 2004 il Sindaco uscente, lo si proclama con chiarezza. Sul "Domani" del 20 Giugno scorso, in un'articolo dedicato ai 39 Sindaci DS della Provincia, si poteva leggere: "Simonetta Saliera(Pianoro) e Paola Marani (Persicelo) invece sono al primo mandato e se non ci saranno sorprese, decisamente improbabili, la loro conferma pare scontata". Benissimo! Si costruisce un nuovo programma con la partecipazione delle associazioni e dei partiti con la proposta che tale programma sarà realizzato dal Sindaco uscente. Noi desideriamo un Ulivo diverso dall'attuale, con regole uguali per tutti i partiti, aperto a tutte le associazioni del territorio. Se non sarà delineato un percorso trasparente di nomina del Sindaco e Giunta, con una Assemblea generale dove ogni partito ed associazione rappresentativa possa indicare il proprio possibile Sindaco, noi proporremo di presentarci con il nostro simbolo o con altre formazioni possibili. Come abbiamo già scritto la nostra partecipazione alla realizzazione ad intese programmatiche nell'Ulivo è PREGIUDIZIALE al pieno e totale rispetto di tutte le sensibilità politiche che compongono lo schieramento e a regole certe per il Programma, per la scelta del candidato Sindaco, la composizione delle liste e della squadra di giunta. Ho criticato la partecipazione ufficiale di un Sindaco e di un Vice-Sindaco alla prima assemblea pubblica dell'Ulivo perché ritengo che entrambi, in qualità anche di Assessore alla Cultura, il primo, e alle Attività Produttive, il secondo, in questo momento rappresentano le Istituzioni. Come tali possono, potevano e potranno indire assemblee con le Associazioni quando lo desiderano, anzi, essendo gli interlocutori istituzionali, è un loro dovere. Essere presenti all'Assemblea ha creato disagi fra le Associazioni che li hanno sempre avuto come unici interlocutori delle loro richieste. Che cosa non ha funzionato nell'attuale coalizione politica? La sensazione è che il vissuto quotidiano sia stato caratterizzato da un eccessivo dirigismo e massimalismo, da una scarsa sensibilità rispetto alle forme di partecipazione e da scarsa ripartizione delle responsabilità che vedono i DS detenere tutti i posti chiave del decidere. In molti Comuni della Provincia non c'è stato nel tempo un allargamento dell'alleanza, ma al contrario un restringimento a solo tre partiti dell'Ulivo. Tutto ciò costituisce una sconfitta strategica e politica della nostra alleanza e non riconoscerlo peserà in modo determinante sulla formazione delle nuove compagini che si candidano a governare. A Pianoro il nostro giudizio politico di questi 4 anni d'amministrazione è sostanzialmente positivo poiché gli obiettivi del programma del 1999 sono stati quasi tutti rispettati, ma nel corso della loro attuazione si sono aperte notevoli smagliature e l'azione critica ma costruttiva di alcuni partiti ha ridimensionato effetti ben più gravi. Ma non è solo questo che va preso in considerazione. E' mancato un modo di governare per mantenere aggregazione fra i propri alleati e costante armonia, per finalizzare l'azione di governo di tutti i partiti e non solo di alcuni partiti. E oggi sembra riproporsi lo stesso metodo.
Romano Colombazzi
Responsabile di zona dello SDI