| N. 4 - Anno VIII - Luglio - Agosto 2003 | Indice giornale |
La Posta |
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Per un nuovo Circolo dell'Ulivo a Pianoro. |
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Sono un consigliere dell'Ulivo per Pianoro, entrato nel consiglio comunale nel Dicembre 2001, come primo dei non eletti, in seguito alle dimissioni rassegante dalla consigliera Pamela Meier. Sono iscritto ai Democratici di Sinistra dove ho ricoperto incarichi sia
a livello di sezione che di Unione Comunale, dai quali mi sono dimesso recentemente sia per motivi di lavoro (ho intrapreso una nuova attività di tipo imprenditoriale nel settore cooperativo) sia per rimuovere elementi di apparente sovrapposizione e strumentalità
nell'avanzare questa proposta, che è opportuno sottolineare, pur essendo personale è stata ripetutamente preannunciata (sia al tavolo dell'Ulivo per Pianoro che in discussioni con i singoli partiti a partire ovviamente dai D.S.) ricercando caparbiamente, che fosse
trasparente, corretta e non si prestasse a facili dietrologie.
La tesi che intendo sottoporVi è la seguente : A Pianoro si è fatta molta strada nella costruzione di coalizioni " progressiste" che hanno avuto successo elettorale in termini di consensi ben più ampi della somma dell'elettorato di riferimento dei singoli partiti (sia che alle coalizioni partecipasse o meno Rifondazione Comunista)
A questo dato senza dubbio positivo, però va bilanciato un aspetto fortemente limitativo: non si è riusciti a costruire momenti in cui si sviluppassero e consolidassero le disponibilità di attivismo e confronto con chi guarda con simpatia e speranza all'Ulivo pur non militando in alcun partito.
La mia formazione considera il ruolo dei partiti fondamentale ed insostituibile; anche alla luce di ripetute esperienze, dove la strumentalizzazione di elementi di non sintonia tra organizzazioni politiche e "società civile", hanno portato a forme organizzate nuove che all'opposto degli intenti dichiarati hanno complicato la politica e hanno accentuato atteggiamenti personalistici, scarsamente partecipativi diminuendo in tasso di democrazia nei processi decisionali.
Riconoscere il ruolo insostituibile dei partiti, non toglie nulla tuttavia alla constatazione dei loro limiti, in una fase in cui la mancanza di disponibilità alla cessione di quote di propria autonomia alla coalizione, impedisce la definizione di regole certe e condivise nei processi democratici e trasparenti di definizione delle decisioni.
In una fase così connotata a livello nazionale è inevitabile che anche a quello di Pianoro rischiano di prevalere il tatticismo, la ricerca di visibilità, il tentativo di consolidare il proprio potere contrattuale; in altre parole "l'interesse di bottega" e "la navigazione a vista".
Il ruolo di soggetti autonomi portatori di istanze di unità non può (nella mia ipotesi) che essere momento, di stimolo, di moralizzazione, di elevazione del livello del dibattito.
Ecco perché rivolgendomi a Voi Vi invito a farci promotori insieme di un incontro pubblico in cui verificare la possibilità concreta di costituire a Pianoro un circolo dell'Ulivo.
Concludendo mi permetto di rammentarVi che in questa impresa non partiamo da zero avendo avuto in occasione delle ultime elezioni politiche un patrimonio di disponibilità importante: di cittadini, imprenditori, medici ed operatori della scuola che si sono posti in
gioco sottoscrivendo un appello pubblico al Voto per l'Ulivo.
Non si è riusciti allora a capitalizzare tali disponibilità, ma spero che buona parte di tali energie e disponibilità siano recuperabili a un progetto che sappia cogliere e superare i limiti precedenti.
Stefano Federici