| N. 4 - Anno VIII - Luglio - Agosto 2003 | Indice giornale |
Attualità |
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L'importanza dell'ascolto |
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L'incontro con Don Vitaliano alla sala Arcipelago. |
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Molte volte quello che ci viene proposto, siano esse parole, immagini, suoni, non riusciamo a comprenderlo pienamente. Molte volte non lo vogliamo neppure ascoltare. E' sull'ascolto, a prescindere dalla predisposizione di ognuno, che si potrebbero far nascere le tracce di un 'intesa, potenziale arricchimento per la comunità. Penso fermamente che nella diversità si cresca e, trovando un sano equilibrio tra noi e l'altro, il nostro cuore e la nostra mente potrebbero solo trarne beneficio. Giovedì 19 giugno alla Sala Arcipelago si è tenuto, proposto dal Tavolo per la Pace di Pianoro, in collaborazione con il Comune e nell'ambito dell'iniziativa "Percorsi di Pace", un incontro con Don Vitaliano della Sala. La serata è stata introdotta dalla proiezione di una parte di filmato dal titolo "Millennio senza esclusi" dove alcuni personaggi, di varia estrazione e provenienza, cercavano di mettere a fuoco situazioni anomale nel mondo globale. Presente anche Banca Etica che ha cercato di dare un'informazione generale del suo operato sul territorio.
Ecco alcune frasi tratte dal filmato.
Zanotelli: "la torta non si può più aumentare, dobbiamo solo imparare a dividerla un po' più equamente. Se il 20% utilizza l'82% delle risorse ha già posto un'ipoteca gravissima sull'ecosistema. Quando anche gli altri 80% vivranno come noi, chi ci potrà vivere a questo mondo? cioè non c'è sviluppo sostenibile, c'è solo un futuro sostenibile se noi riusciamo a ridimensionare il nostro stile di vita".
Giancarlo Caselli: "Per quanto riguarda il fenomeno dell'immigrazione forzata, ciò significa operare perché le condizioni che ostacolano la realizzazione umana nei paesi di provenienza possano essere ridotte e magari superate".
Don Vitaliano ci ha raccontato un po' della strada da lui percorsa in questi anni molto "intensi" della sua vita. Ha avuto la forza e il coraggio di andare contro un sistema che, in molti casi, poteva essere solo di facciata per non disturbare troppo l'altolocato di turno. Forse in maniera non troppo ortodossa a volte, ma sicuramente pagando in prima persona, cosa che molti preferiscono evitare, in un modo o nell'altro.
Espulso a vita dal Messico perché, come Osservatore per i Diritti Umani, si era recato per rendersi conto di persona dell'effettiva situazione, forzando il divieto del governo teso a nascondere l'appropriazione violenta di case e terreni da parte dello stesso. Alcuni momenti per così dire "formativi" del suo iter ecclesiale senza scendere in polemiche forzate verso un'istituzione di cui comunque fa parte. La sua partecipazione attiva alla vita del movimento perché fin da piccolo una delle parabole che lo colpiva di più era quella del lievito che, buttato nella farina, fa massa, vi si scioglie e, contemporaneamente, la fa crescere. "Consumati per gli altri" gli dissero all'inizio della sua formazione sacerdotale e lui l'ha fatto. La sua posizione sulla guerra in Iraq è chiara fin dall'inizio. E' un'aggressione, e come tale va considerata. La disobbedienza civile, il contrapporre il proprio corpo inerme contro strutture di morte è il pensiero e l'azione di tanti. Ci si trova d'accordo sulle posizioni di Emergency, si combatte la guerra come fondamenta di odio e violenza infinita. La serata termina con alcune domande mirate a cogliere l'attenzione sui cambiamenti evolutivi di una società sempre più diversificata ma chiamata a scelte di campo più che mai giustificate. Un saluto semplice ma pieno di voglia di pensare a quello che sarà il nostro domani.
L'intenzione da parte del Tavolo per la Pace di proporre personaggi alternativi che raggiungano in un modo chiaro e diretto un obbiettivo: ricordarsi che ciò che ci circonda è anche merito o colpa nostra. Per questo non essere spettatori passivi ma persone in cammino con un po' di attenzione in più.
La mia opinione sui temi trattati e il tipo di incontro proposto è che solo una sana educazione alla mondialità intesa come dovere che ognuno ha di conoscere, avvicinare, ascoltare, non necessariamente condividere, ma "rispettare l'altro chiunque esso sia" potrà donarci un futuro migliore….. crediamoci.
Giovanni Dalmastri